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sabato 21 gennaio 2017
 
 

Il Papa: «Wojtyla per giungere alla gloria è passato dalla croce»

04/05/2014  Francesco ha celebrato la Messa di ringraziamento per la canonizzazione di Giovanni Paolo II a San Stanislao, la "chiesa dei polacchi" di Roma: «Il popolo polacco», ha detto, «sa bene che per entrare nella gloria bisogna passare attraverso la passione e la Croce. E lo sa non perché l’ha studiato; lo sa perché lo ha vissuto. San Giovanni Paolo II, come degno figlio della sua patria terrena, ha seguito questa via. L’ha seguita in modo esemplare, ricevendo da Dio una spoliazione totale. Per questo la sua carne riposa nella speranza»

Il ricordo e l'emozione della canonizzazione di papa Wojtyla è ancora viva nel cuore di tutti. Per celebrare una Messa di ringraziamento papa Francesco domenica mattina ha scelto di andare proprio nella “chiesa dei polacchi”, riconosciuta come tale nel 1982, la parrocchia di San Stanislao alle Botteghe Oscure, dove San Giovanni Paolo II si è recato tantissime volte da cardinale di Cracovia e poi tre volte da Papa: nel 1979, nel 1992 e nel 2000.

Al suo arrivo, tra un folla di fedeli festanti, papa Francesco è stato accolto dal cardinale vicario di Roma, Agostino Vallini, e dal rettore della chiesa, monsignor Pawel Ptasznik, responsabile della sezione polacca della Segreteria di Stato. Al termine della funzione, prima di risalire sulla Ford Focus per fare rientro in Vaticano per il Regina Caeli in piazza San Pietro, ha salutato  fedeli e i gruppi pastorali. Poi, nel cortile dell'aula Giovanni Paolo II, ha incontrato anche un gruppo di senzatetto abitualmente assistiti dalla parrocchia.

Il Pontefice ha rivolto una domanda nell'omelia: siamo anche noi disposti a seguire la strada della passione e della Croce? Poi ha ricordato come proprio Giovanni Paolo II è venuto più di 80 volte in questa chiesa nel centro di Roma. «È sempre venuto nei diversi momenti della sua vita e della sua Polonia», ha detto. «Pietro è il punto di riferimento saldo della comunità perché è fondato sulla Roccia che è Cristo. Così è stato Giovanni Paolo II, vera pietra ancorata alla grande Roccia. …Egli non perdeva la speranza, perché la sua fede e la sua speranza erano fisse in Dio».

Poi il Papa ha tracciato un parallelo tra le prove del popolo polacco e il “loro” Papa: «Voi, fratelli e sorelle, fate parte di un popolo che è stato molto provato nella sua storia. Il popolo polacco sa bene che per entrare nella gloria bisogna passare attraverso la passione e la Croce. E lo sa non perché l’ha studiato; lo sa perché lo ha vissuto. San Giovanni Paolo II, come degno figlio della sua patria terrena, ha seguito questa via. L’ha seguita in modo esemplare, ricevendo da Dio una spoliazione totale. Per questo la sua carne riposa nella speranza E noi?», ha chiesto, «Siamo disposti a seguire questa strada? Voi, cari fratelli, che formate oggi la comunità cristiana dei polacchi a Roma, volete seguire questa strada?».

Il Papa, infine, ha ricordato che tutti «siamo viandanti ma non erranti. Eh, in cammino. Ma sappiamo dove andiamo, eh? Gli erranti non sanno. Siamo pellegrini, ma non randagi – come diceva Giovanni Paolo II». Poi, prendendo spunto dal racconto evangelico dei discepoli di Emmaus ha spiegato: «Anche noi possiamo diventare “viandanti risorti”, se la sua Parola riscalda il nostro cuore, e la sua Eucaristia ci apre gli occhi alla fede e ci nutre di speranza e di carità. Anche noi possiamo camminare accanto ai fratelli e alle sorelle che sono tristi e disperati, e riscaldare il loro cuore con il Vangelo, e spezzare con loro il pane della fraternità». Alla fine, la comunità dei polacchi ha donato al Papa un'immagine di "Gesù misericordioso".

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