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Il pompiere di Parigi: «Il capo ci ha detto: andiamo a Notre-Dame, sembra che bruci la cattedrale»

18/04/2019  Brice Cappelletti è stato uno dei primi "pompiers" a giungere sul posto: «Quando passata la Senna abbiamo visto le fiamme siamo rimasti in silenzio per tre minuti per concentrarci: stavamo per fare qualcosa di eccezionale».

Brice ha 29 anni ed è a Parigi da Agosto 2014. Figlio di un italiano e di una francese che vivono in Italia, ha sempre voluto fare il pompiere, sin da piccolino, e siccome in Italia non c’erano concorsi ha preso la doppia cittadinanza, si è trasferito in Francia e ha realizzato il suo sogno. Lui c’era quel lunedì 15 aprile quando la Cattedrale. E' stato tra i primi ad arrivare sul posto.

«Con la nostra squadra ci siamo posizionati sul lato destro in modo da favorire lo stendimento dei tubi che alimentavano i camion che con i "cannoni" gettavano acqua sulla cattedrale di Notre Dame. Poi abbiamo fatto una lancia a giro per spegnere l’incendio. E' stata una battaglia, tra noi e quelle fiamme che salivano dal tetto della cattedrale e che si erano impossessate della Fleche, la Guglia simbolo della chiesa. Altri miei colleghi avevano l’ingaggio all’interno della cattedrale con il compito di salvare i beni, le opere d'arte, gli arredi sacri e il tesoro. Siamo rimasti sul posto fino alle 4.30 del mattino, poi siccome l’incendio era ormai domato, siamo potuti rientrare».

Ricorda ogni momento di lunedì Brice. «Io ero al centralino quando è arrivata la chiamata, parlavo col collega pensando che fosse l’incendio di un capannone. Poi è arrivato il furgone e il capo furgone ci ha detto “Andiamo a Notre Dame, sembra che bruci la cattedrale”. Sembrava impossibile. Scendendo lungo gli Champs-Élysées e vedendo il fumo abbiamo capito che era una cosa seria e importante: 1000 anni di storia se ne stavano andando. Attraversando il ponte abbiamo avuto tutti 3-4 secondi di silenzio in cui, vedendo che era davvero Notre Dame a bruciare, abbiamo cercato di concentrarci, sapendo che era un intervento eccezionale».

Un intervento davvero eccezionale, nel pieno per altro di un tardo pomeriggio all’inizio della Settimana Santa. «C’erano moltissimi turisti presenti all’inizio, che poi sono stati allontanati velocemente dalla Polizia. Ma siamo riusciti a lavorare bene grazie al loro lavoro immenso. Da sotto era uno spettacolo impressionante. Fiamme altissime e un irraggiamento del calore molto forte che sentivamo sulla pelle. E pensare che eravamo dall’altra parte della Senna».

Il racconto del pompiere prosegue. «Quando siamo arrivati la gente applaudiva, con gli occhi sbarrati increduli. Noi pure siamo rimasti di stucco per pochi secondi, ma poi siamo stati velocissimi per essere efficaci. Se ne stava andando un pezzo di storia della cultura parigina e mondiale. Lo sconforto era grande. Abbiamo fatto tutto quello che era in nostro potere per salvare il salvabile. Alla fine la navata centrale è andata in pezzi e con lei la struttura in legno. Oggi va rimesso tutto in sicurezza, ma il tesoro è salvo in tutti gli elementi principali».

Brice ricorda il ritorno in caserma, nella luce dell'aurora imminente. «Siamo rientrati in caserma sapendo che avevamo fatto tutto il possibile, che avevamo contribuito ad aver alleggerito il danno. Fisicamente eravamo allo stremo nonostante il sostegno della Protezione civile e della Croce rossa. Consapevoli di aver vissuto qualcosa di indelebile che non dimenticheremo mai».

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