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domenica 19 maggio 2019
 
 
Benessere

Il tatuaggio non ti piace più? Cancellarlo si può! Ecco come

19/06/2017  Prive di effetti collaterali, le nuove metodiche non sono dolorose, ma provocano un blando fastidio. Attenzione ai colori: i disegni azzurri e gialli fanno più fatica a scomparire. Infine, se il medico non è bravo, si rischia la cicatrice.

Il tatuaggio è una moda ormai diffusissima, ma spesso i rimorsi o semplicemente i cambiamenti della vita ci portano a voler cancellare disegni e scritte che anni prima avevamo inciso sulla nostra pelle.

Fino a qualche anno fa, la procedura di rimozione era chirurgica; oggi, invece, è semplice ed efficace grazie al laser: «La migliore scelta sono i laser Q-Switched», spiega Alessandro Salviati, specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica che da anni si occupa di laserterapia. «Agiscono selettivamente sui pigmenti colorati, riducendo gli effetti collaterali a carico del tessuto circostante, contrariamente a ciò che accadeva in passato quando si utilizzavano metodiche chirurgiche come la dermoabrasione o i laser ablativi a CO2».

Le iniziali che portiamo sul braccio o il bel disegno sulla gamba altro non sono, infatti, che microparticelle di inchiostro iniettate da aghi sotto la pelle. In pratica, il laser le frantuma in pezzetti microscopici, successivamente riassorbiti dall’organismo. Un trattamento doloroso? No, semplicemente fastidioso: si avverte una sensazione di “puntura di spillo”. «Utilizzando anestetici topici e sistemi di raffreddamento, oppure un comune impacco di ghiaccio, il trattamento è comunque ben tollerato dai pazienti».

LE TONALITÀ PIÙ “DIFFICILI”

Certamente, però, la possibilità di ottenere una buona cancellazione dipende da vari fattori, innanzitutto il colore e la sua intensità: «Il nero e il rosso, e in minor misura il verde, sono i più semplici da rimuovere, in quanto disponiamo di lunghezze d’onda specifiche per ciascuno di questi colori. Per altri pigmenti, come il giallo e l’azzurro, la rimozione risulta spesso difficile, se non impossibile», aggiunge Salviati. Ai fini del risultato finale, la dimensione del tatuaggio non è un fattore rilevante: certamente, però, per i tatuaggi molto estesi il trattamento deve essere diviso in più sedute. Conta, inoltre, la profondità a cui si trovano i pigmenti colorati: maggiore è e più difficoltosa sarà la rimozione.

«Il laser riesce a raggiungere i pigmenti nella loro sede, superficiale o profonda che sia, e questo di per sé non rappresenta un pericolo», specifica ancora il chirurgo. «I rischi dipendono dalla maggiore o minore esperienza dell’operatore». I principali sono le discromie, ovvero alterazioni del colorito cutaneo della zona trattata (che può divenire più chiara o più scura rispetto alla cute limitrofa), e la formazione di cicatrici. Se le prime, nella maggior parte dei casi, si risolvono spontaneamente, le cicatrici rappresentano un evento più spiacevole anche se molto raro.

QUANTO TEMPO OCCORRE?

  

I tempi per la cancellazione dipendono dall’età del tatuaggio: più vecchio è, e più semplice sarà la rimozione. Secondo molti specialisti, è consigliabile non rimuovere un tatuaggio prima di sei mesi dalla sua realizzazione. Per la completa asportazione laser occorrono dalle cinque alle 12 sedute. «Spesso per i tatuaggi di colore nero, anche cinque o sei sedute sono sufficienti», conclude Salviati. I costi sono variabili e dipendono dal tempo necessario. Mediamente, nei centri accreditati in Italia si può andare dai 500 euro fino a qualche migliaio per tatuaggi grandi e con colori intensi.

DA SAPERE

ATTENTI ALLE EPATITI! Secondo gli esperti dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, con tatuaggi e piercing si possono trasmettere infezioni batteriche che a volte coinvolgono perfino il cuore, ma anche i virus dell’epatite B e C e, in misura minore, quello dell’Aids, senza contare il pericolo di allergie.

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