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Benessere

Il vino in tavola. Due bicchieri al giorno allungano la vita

04/04/2016  Molti studi evidenziano che un consumo moderato, soprattutto di quello rosso, offrire alcuni vantaggi per la salute. L’importante è non superare la dose massima consigliata per gli uomini che va dimezzata per le donne. Attenzione alla qualità...

Avevano ragione i nonni quando dicevano che «il vino fa buon sangue». Sempre più studi scientici, infatti, correlano un suo consumo moderato a una lunga lista di beneci per la salute, dalla prevenzione delle malattie cardiache a una maggiore longevità.
Ingiustamente equiparato agli altri alcolici, il vino è un alimento a tutti gli effetti, straordinario veicolo di convivialità e componente essenziale della dieta mediterranea. Ma ovviamente, come in qualsiasi comportamento alimentare, è la quantità a fare la differenza.
Già Ippocrate, fra il VI e il V secolo a.C., sosteneva che questa bevanda fosse «meravigliosamente appropriata per l’uomo se, in salute come in malattia, la si amministra con discernimento e giusta misura, a seconda della costituzione individuale».
«In effetti, numerose ricerche internazionali hanno dimostrato che venti grammi di alcol al giorno, che corrispondono a due bicchieri di vino, abbassano notevolmente il rischio di morte per infarto cardiaco», riferisce il professor Attilio Giacosa, direttore scientifico del dipartimento di Gastroenterologia del gruppo sanitario Policlinico di Monza e coordinatore del Comitato scientifico dell’Osservatorio nazionale sul consumo consapevole del vino (www.osservatoriovinoesalute.it). «A ciò vanno aggiunti altri meriti, come un aumento pari al 20 per cento della speranza di vita e la minore probabilità di sviluppare diabete, osteoporosi, malattia di Alzheimer, demenza senile, obesità e alcuni tipi di tumore, soprattutto al rene e i linfomi».

Merito dei polifenoli
Riassumendo, chi beve vino con moderazione vive più a lungo rispetto a chi ne abusa, ma anche rispetto agli astemi, che non possono giovare dei tanti composti bioattivi presenti in buccia, polpa o vinaccioli (semi) dell’uva. Parliamo in particolare dei polifenoli, in particolare antociani, procianidine e resveratrolo, tutte sostanze vegetali che fanno bene alla salute. «Gli antociani, ad esempio, sono efficaci nella prevenzione delle disfunzioni neurologiche», riferisce Giacosa. «Una ricerca fra tante è lo studio “TwinsUK” del King College di Londra, condotto su un vasto numero di gemelli, che ha dimostrato come i fratelli bevitori presentino una minore incidenza di Alzheimer e demenza senile rispetto ai loro omozigoti astemi».
Le procianidine invece sono clinicamente rilevanti per i sistemi arterioso e venoso, spaziando dunque dal trattamento dei disturbi circolatori periferici (varici, vene varicose, eccetera) alla protezione dall’arteriosclerosi. «Cospicua è poi la mole di dati sul resveratrolo, che rivelandone le azioni antiossidanti, antiglicemiche e antinfiammatorie, ha incoraggiato lo studio della sua possibile sintesi in laboratorio per poterlo impiegare nei farmaci». 

Donne più misurate
Se i beneci valgono per la popolazione maschile, lo stesso vantaggio è garantito anche a quella femminile, ma con una quantità di alcol ridotta della metà: quindi, 10 grammi di alcol al giorno, pari a un bicchiere. «La raccomandazione è dovuta a una differente biologia, che a livello gastrointestinale vede l’assenza nelle donne dell’alcol deidrogenasi, l’enzima incaricato di metabolizzare l’alcol», espone Giacosa. «Per di più, l’abuso delle bevande alcoliche, incluso il vino al di sopra del bicchiere al giorno, aumenta il rischio di sviluppare il cancro al seno».
Per il resto, non esistono controindicazioni al consumo (eccetto per i soggetti che presentano importanti problemi a livello epatico, come una fase attiva di epatite) e non bisogna confondere il famoso 0,5 grammi per litro, imposto dalla legge come limite di alcol nel sangue per chi si mette alla guida, con un potenziale rischio per la salute.
«Meglio comunque bere durante il pasto, in associazione al cibo, sia perché il vino stimola la digestione, sia per evitare gli eventuali fastidi dell’alcol assunto a stomaco vuoto», conclude Giacosa, «ricordando che le proprietà benefiche riguardano soprattutto il rosso, il cui processo di produzione prevede anche l’utilizzo della buccia, tolta invece nel bianco, asportando quindi buona parte dei polifenoli». E allora cincin, alla salute...

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