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venerdì 24 novembre 2017
 
Diritti e doveri di una democrazia
 

Parte il primo corso rivolto agli Imam, per imparare a condividere i nostri valori

11/01/2017  In realtà è aperto non solo ai musulmani ma ai ministri di tutte le confessioni religiose che non hanno stipulato accordi con lo Stato italiano, per esempio gli ortodossi. Il corso è finanziato dal ministero dell’Interno con 93.000 euro di fondi comunitari. Si svolgerà nella sede di Giurisprudenza del campus universitario di Ravenna. Le lezioni toccheranno gli aspetti concreti del vissuto di ogni società: dal rispetto della donna al tema dei trapianti.

“Il nostro obiettivo è quello di confrontarci sui valori democratici della nostra Costituzione che devono essere condivisi da tutte le confessioni religiose che operano in Italia, nel rispetto dell’autonomia di culto di ognuno”. Giovanni Cimbalo, docente di diritto ecclesiastico dell’Alma Mater di Bologna, sarà anche il direttore scientifico di quello che alcuni chiamano il “corso per iman” ma che in realtà è aperto ai ministri di tutte le confessioni religiose che non hanno stipulato accordi con lo Stato italiano, come per esempio gli ortodossi.

 

Il corso, il primo in Italia di questo genere, finanziato dal ministero dell’Interno con 93.000 euro di fondi comunitari, si terrà nella sede di Giurisprudenza del campus universitario di Ravenna, sede decentrata dell’università bolognese, mentre la fase organizzativa sarà curata dalla Fondazione Flaminia, l’ente che supporta le attività universitarie in Romagna, titolare del progetto. Il bando, che sta per essere pubblicato, prevede la partecipazione al corso di 30 uditori, provenienti dalle diverse regioni italiani. Secondo le indicazioni ministeriali i partecipanti devono essere indicati dalle comunità religiose di appartenenza, devono essere residenti in Italia e provenienti da paesi extra Unione europea.

 

Oltre all’Ateneo di Bologna, sono coinvolte anche le Università di Calabria, Salerno, Bari, Pisa e Firenze. I docenti saranno esperti di problemi religiosi, docenti di diritto ecclesiastico, costituzionale, canonico e sociologi. L’oggetto del corso, che partirà a breve e che dovrebbe concludersi entro l’estate, sarà dunque la nostra Carta costituzionale e verterà sui diritti e doveri della democrazia. “E’ una novità assoluta e rappresenta anche un’inversione di tendenza”, spiega Cimbalo, “per quanto riguarda l’Islam, per esempio, non si pretende più di considerarlo un insieme compatto ma si cerca il dialogo con le comunità islamiche con cui è possibile dialogare, sul terreno comune di valori democratici condivisi, e nel rispetto della libertà religiosa”.

 

Le lezioni non saranno astratte, ma scenderanno negli aspetti concreti del vissuto, dal rispetto della donna al tema dei trapianti, “per abituare al rispetto reciproco e alla convivenza come miglior antidoto al radicalismo, all’estremismo religioso e alle intolleranze”.

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