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mercoledì 13 dicembre 2017
 
«Imperatum adeamus»
 

«Imperatum adeamus», il tormentone di Rovazzi in latino

19/09/2016  Si chiama Gennaro Amandonico e insegna Italiano e latino al liceo scientifico Giovio di Como. Quest’anno ha accolto così i suoi ragazzi di quarta e quinta, con il testo del tormentone dell’estate 2016. Risultato? «Imparare sorridendo perché per essere bravi in latino non basta fare delle corrette traduzioni letterali».

Gennaro Amandonico, prof di italiano e latino del liceo del scientifico Giovio di Como, è abbastanza stupito del clamore suscitato dalla sua proposta ai ragazzi di quarta e quinta di tradurre dal latino all’italiano il testo della canzone di Rovazzi, “Andiamo a comandare” ovvero «Imperatum adeamus». «Dopo un’estate in cui i miei figli mi avevano tormentato con questa canzone è stato abbastanza automatico pensare di proporla ai miei ragazzi a scuola».

Ma di automatico non c’è proprio nulla se il testo non è, come nelle migliori tradizioni, un verbossissimo Cicerone o un incomprensibile Tacito, ma un testo del giovane repper Fabio Rovazzi. Ma Gennaro non è nuovo a questo tipo di esperimenti, se quando ha iniziato a insegnare «era l’anno 1993/1994 la prima versione che ho proposto ai ragazzi è stata “Quinquaginta Singularis”, ovvero Vespa 50 special dei Luna Pop». E, negli anni, ha tradotto anche Claudio Baglioni, Laura Pausini «per trovare qualche momento di serenità e svago e farli lavorare con il sorriso».

Perché di questo si tratta. «Sia che i ragazzi ricordino il testo a memoria, sia che lo debbano tradurre quel che mi interessa è che capiscano la differenza tra una traduzione letterale e quella originale, dove tu oltre a capire il significato delle parole e delle frasi, cogli anche l’intenzione dell’autore. La stessa differenza che c’è tra tradurre il titolo in “Rechiamoci a ordinare”, traduzione letterale e “Andiamo a comandare”».

Ma quindi in sostanza non sapremo mai se li ha tradotti correttamente!

«(Ride). A parte alcune cose di cui sono assolutamente certo, ovvero il rispetto della grammatica latina».

E i ragazzi come reagiscono?

«Il lato che mi diverte di più è quando cominciano a capire mentre traducono di cosa si tratta e quindi si divertono anche loro. Siccome, poi, però li porto da lì a lavorare non è che chissà quanto svago ci sia nelle mie lezioni, se non lo spunto iniziale».

Ci sono ex alunni che ancora le scrivono per ringraziarla…

«Sì, alcuni nel tempo sono tornati a dirmi che restano indimenticabili le versioni di latino ispirate ai testi di Heidi o Uomini e donne, quando mi inventavo un tronista e delle corteggiatrici, richieste di matrimoni, etc…».

Posso chiederle come le è venuto in mente?

«Io ho sempre voluto insegnare e volevo essere un insegnante un po’ così, anche se poi la lezione frontale è il momento più ricorrente nel mio metodo di lavoro. Mi interessava e mi interessa soprattutto che il ragazzo non esca annoiato dalle lezioni». Obiettivo raggiunto.



Il tweet di una studentessa che ha fatto diventare virale la traduzione

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