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martedì 15 ottobre 2019
 
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"Io, Ariane, 18 anni, pianto gli alberi per proteggere il nostro pianeta"

17/03/2019  La giovane altoatesina Ariane Benedikter è appena stata insignita dal presidente Mattarella del titolo di "Alfiere d'Italia" per il suo impegno ambientalista. Con l'associazione "Plant for the Planet", fin da bambina, gira l'Italia a parlare di clima nelle scuole.

C’era anche Ariane Benedikter il 15 marzo a manifestare a Bolzano, la sua città, per il più grande sciopero mai organizzato dai giovani, il “Global Strike for Future”, contro i cambiamenti climatici, ideato da Greta Thunberg. Solo due giorni prima era stata insignita al Quirinale dal presidente della repubblica Mattarella del riconoscimento di “Alfiere d’Italia”, titolo conferito a giovani che si sono distinti come “costruttori di comunità” attraverso azioni solidali e coraggiose.  Lei, studentessa liceale ancora diciottenne, lo ha ottenuto per il suo impegno ambientalista. 

Già all’età di nove anni, Ariane, ancora alunna delle elementari, entrava a far parte di “Plant for the Planet”, organizzazione non-governativa ambientalista giovanile, nata con l’obiettivo di piantare un milione di alberi in ogni Paese del mondo, per lottare contro il cambiamento climatico. E’ diventata in seno all’organizzazione, piccola ambasciatrice dell’ambiente e il clima. È stata rappresentante dell’Italia, membro permanente, e poi vicepresidente di Plant for the Planet Europa nel 2013. Ha tenuto conferenze, pubblicato saggi e organizzato corsi di formazione sui temi relativi alla tutela ambientale e allo sviluppo sostenibile.

Ma mai si sarebbe immaginata di ricevere un premio per questo suo impegno dalle mani del presidente della repubblica.  “Ero così emozionata quando Mattarella mi ha stretto la mano – racconta - che non ho neanche capito la motivazione del riconoscimento. Io, poi, che  sono una chiacchierona, mi sono totalmente ammutolita. Ricordo solo le sue parole: “Brava, ricordati che il tuo lavoro è molto importante” .

Figlia di Roland Benedikter, 53 anni, sociologo, direttore all’Eurac, e di Judith, 51 anni, insegnante di inglese, questa ragazza da sorriso dolce e i modi garbati, frequenta l’ultimo anno del liceo linguistico, sezione musicale, “Walter von der Vogelweide” di Bolzano, e suona il flauto traverso. Una passione, quella per la musica nata quasi contemporaneamente all’impegno ecologista.

Come ha iniziato a interessarsi di ambiente, “Effetto serra” e CO2?

“Capitò per caso, nel 2010, grazie a mia zia insegnante, che mi invitò a un’iniziativa di Plant for the Planet a Campo Tures (Alto Adige) dove noi bambini dovevamo piantare un albero”.

E da allora?

 “Il mio impegno non s’è più fermato: ho iniziato a fare presentazioni nelle scuole, già alle elementari e poi alle medie, facendo lezioni di sostenibilità ed esemplificazioni di comportamenti rispettosi dell’ambiente”.

Quanti alberi ha già piantato?

“Oltre 150 alberi tra l’Alto Adige e il Veneto. Come ambasciatrice ho girato l’Italia e la Germania. Il mio prossimo impegno a giorni sarà a Valdaora, in Pusteria, con un gruppo di ambientalisti locali”.

Come riesce a conciliare lo studio (quest’anno ha la maturità) e l’attivismo ecologista?

“Grazie all’aiuto, in primis, dei miei genitori, che hanno sempre approvato e supportato questo mio impegno accompagnandomi agli eventi dell’associazione. Ma anche  gli insegnanti e la preside del mio liceo m’hanno sempre aiutata. La mia scuola, peraltro è una delle poche ad aver ottenuto la certificazione di istituto “sostenibile”. A tal scopo ha sostituito i tradizionali distributori di bibite con dei nuovi senza lattine, con cibi “bio”, e prodotti a “km zero”. Il distributore del caffè non ha più i bicchierini: ci portiamo le tazzine da casa. In segreteria si utilizza solo carta riciclata”.

Quali sono invece i suoi quotidiani comportamenti eco-sostenibili?

“Uso solo i mezzi pubblici, e in città giro in bicicletta. Compero prodotti a “km zero”. Ho limitato il consumo di carne e bandito la plastica per il trasporto, usando  solo sacchetti di stoffa”.

Cosa pensa di  Greta Thunberg?

“Pur non conoscendola personalmente, la apprezza moltissimo: sono convinta che il suo esempio sia molto importante. Il “Friday for Future” è diventato virale nel mondo grazie alla sua energia. E’ incredibile che tutto sia partito da una ragazzina di 16 anni. Oggi, infatti, eravamo in tantissimi davanti al municipio, assieme ai giovani di oltre duemila città in tutto il mondo”.

Si dice che  la vostra generazione sia addormentata, dedita solo a chat e social. E’ così?

“Assolutamente no, e queste manifestazioni lo dimostrano. In realtà siamo attenti a quanto accade nel mondo. Forse non tutti quelli che hanno scioperato lo ha fatto in modo convinto e magari qualcuno vi ha aderito per non far scuola, ma anche solo partecipare e sentire i discorsi aiuta a farsi una coscienza ambientalista. Sono orgogliosa di questa città e dei miei coetanei: Bolzano, giusto un mese fa, ha ospitato la più grande manifestazione giovanile di tutt’Italia per il clima, con tremila studenti in strada”.

Cosa chiede Ariane agli adulti?

“Che i politici siano più coraggiosi rispetto alla salvaguardia dell’ambiente. Non penso che i nostri governanti siano ignorante su questi temi  li sottovalutino, ma li vorrei più impegnati per le energie rinnovabili e più coscienti di quale mondo dovrebbero lasceranno ai propri figli. Per esempio, apprezzo molto l’iniziativa dell’amministrazione di Bolzano per aver inserito in una linea dei trasporti pubblici cittadini il bus a idrogeno. Ma perché non le moltiplichiamo”.

Ha già pensato a cosa farà da grande?

“Vorrei iscrivermi a filosofia o a sociologia per poter poi lavorare in istituzioni o enti internazionali e poter continuare a occuparmi di ambiente con una base giuridica. Ma anche se ciò non accadesse, continuerò a proteggere l’ambiente nel quotidiano facendo quelle azioni che fanno la differenza”.

 

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