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L'Adorazione che viene dal mare

17/09/2016  L'Ostensorio con l'Eucarestia portato in processione dal mare fino in Cattedrale dai lavoratori di Genova. Il sindaco Doria: «Importante il riferimento spirituale in un momento storico di crisi»

Sono i lavoratori che portano a spalla la cassa d'argento in cui è stata riposta l'eucaristia dopo essere stata esposta con l’ostensorio nel porto antico. I lavoratori portuali e quelli di Fincantieri, dell’Iren e dell’Ilva, della Cassa di risparmio e dell’Iplom sfilano in processione dal mare fino alla cattedrale. Salutata dal suono delle sirene e dagli spruzzi d’acqua, portata fino al porto antico di Genova, nella cala intitolata a Falcone e Borsellino, dalla stessa motovedetta 288 della capitaneria di porto impegnata nei mesi scorsi a dare soccorso ai profughi, l’Eucaristia vuol essere, in questa città, segno evidente della vicinanza al mondo degli uomini. Degli ultimi, innanzitutto.

«L’adorazione eucaristica ci consegna a uno “stare” alla presenza di Colui che ci vuol bene e che ci conosce per nome. E questo basta a sentire che non siamo soli nelle tempeste, che siamo importanti per qualcuno, che siamo avvolti da un abbraccio d’amore. Questo basta a rendere buona e giusta la vita», ha spiegato il cardinale Angelo Bagnasco introducendo l’evento clou della tre giorni del Congresso eucaristico. Una tre giorni in dialogo con la città «che conosce una situazione di crisi difficile», come spiega il sindaco Marco Doria. «Ed è anche per questo che riteniamo importante ospitare un evento come questo. In un momento storico come quello che stiamo vivendo il tema spirituale è fondamentale per la nostra comunità perché implica una riflessione che non è solo sulla materialità».

Per il primo cittadino è essenziale «un approccio etico-valoriale ai problemi. Sono i valori che dettano poi le scelte politico amministrative». Impegnata soprattutto sul tema dell’accoglienza in una città con 50 mila immigrati su una popolazione di 580 mila persone e oltre 2.300 richiedenti asilo, l’amministrazione «cerca di gestire le difficoltà lavorando accanto, non creando muri. Per questo, ad esempio, abbiamo avviato», spiega Doria, «i lavori socialmente utili per i richiedenti asilo. Un modo per riconoscere la loro dignità e, nello stesso tempo per rendere un servizio alla società che li accoglie e avviare processi di integrazione».

Ma l’impegno del Comune è anche sul fronte del lavoro «con investimenti in città in opere pubbliche che creano occupazione, con la valorizzazione di quello che c’è, a Genova, a partire dalla cultura e dallo sviluppo turistico, e con la sollecitazione al Governo per intervenire nelle situazioni di crisi, soprattutto quelle che riguardano imprese, come la Ericsson, la Piaggio aerospace, la compagnia di navigazione coreana Hanjin, che hanno proprietà straniere e con le quali, dunque, un’amministrazione comunale non ha potere contrattuale».

Infine un’attenzione particolare alla fragilità del territorio, «sulla scia», sottolinea il sindaco, «anche di quello che dice il Papa nella Laudato si’. A Genova abbiamo vissuto il dramma dell’alluvione e siamo fortemente impegnati a mettere in sicurezza la città con un piano di interventi di ingegneria idraulica e di rifacimento di tratti di fiumi coperti. Opere all’avanguardia che potranno servire d’esempio anche per altre zone del Paese».

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L'Eucarestia nutre il comandamento dell'amore
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