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martedì 25 aprile 2017
 
l'annuncio del papa
 

Il 13 maggio santi i pastorelli di Fatima

20/04/2017  Sono i primi bambini non martiri ad essere canonizzati nella storia della Chiesa. Il miracolo decisivo riguarda la guarigione di un bimbo brasiliano nel 2013

Il 13 maggio 2000, diciassette anni fa, fu Giovanni Paolo II a Fatima a proclamare beati Francesco e Giacinta Marto, i due pastorelli di Fatima. Il prossimo 13 maggio, nel centenario delle apparizioni della Madonna, sarà papa Francesco a canonizzare i due fratelli che assieme alla cugina, Lucia dos Santos, divenuta suora e vissuta fino a 90 anni, furono protagonisti delle apparizioni della Vergine che cominciarono il 13 maggio 1917 e riapparve loro ogni 13 del mese fino all’ottobre di quell’anno. Francesco e Giacinta saranno, dunque, i primi bambini non martiri ad essere proclamati santi. I primi in due millenni di storia della Chiesa. L’annuncio ufficiale della canonizzazione è arrivato nel Concistoro che papa Francesco ha presieduto in Vaticano giovedì mattina.

 

L’iter per arrivare alla gloria degli altari per i due pastorelli è stato lungo e complesso non per i dubbi sulla loro vita ma perché i teologi cercavano di mettersi d’accordo su una questione non di poco conto: se cioè a 10 anni non ancora compiuti le virtù possono essere vissute in grado eroico, come è appunto richiesto ad ogni cristiano che viene proposto alla venerazione dei fedeli come beato o santo. Anzitutto, se non fosse stato per i ricordi scritti lasciati da Lucia sulla loro breve vita, forse nessuno avrebbe pensato di aprire una causa di canonizzazione, anche perché a quei tempi non era ancora stato decretato il riconoscimento di “esercizio delle virtù in grado eroico” anche per i bambini.

 

L’inchiesta canonica venne infatti avviata dalla diocesi di Leira solamente nel 1952. E molti anni più tardi, nel 1989, venne portata a conclusione la loro causa con il decreto sulla pratica delle virtù in considerazione dell’età dei due bambini. Nata l'11 marzo 1910, Giacinta Marto aveva solo sette anni quando la "bianca Signora" apparve a lei e al fratello e alla cugina Lucia. Di temperamento vivace, come tante bambine della sua età amava molto ballare, si lasciò completamente trasformare dall'incontro con la Madonna. Rimase vittima della terribile epidemia di "spagnola" che colpì in quegli anni l'Europa, Giacinta morì il 20 febbraio 1920 a nove anni e undici mesi. Francesco, di un anno più grande, era già morto l'anno prima. Giacinta e Francesco Marto sono stati i più giovani dei beati proclamati da Giovanni Paolo II: proprio nel decreto sulle virtù eroiche dei due giovani pastorelli di Fatima, la Chiesa affermava che anche i bambini possono percorrere in pienezza la via della santità.

Il miracolo che ha consenito la canonizzazione riguarda un bambino brasiliano

La questione se ammettere o no alla gloria degli altari i bambini fu sciolta definitivamente nel 1981 con un documento della Congregazione delle cause dei santi. Il miracolo attribuito alla intercessione dei due bambini veggenti che consentì la loro beatificazione è stato riconosciuto nel 1999. Quello che invece ha aperto la strada alla loro canonizzazione è stato promulgato il 23 marzo scorso. È accaduto nel marzo del 2013 e riguarda un bambino brasiliano che all’epoca del fatto aveva circa 6 anni.

 

Il bambino si trovava nell’abitazione del nonno e stava giocando con la sorellina quando accidentalmente cadde dalla finestra da un’altezza di circa sette metri riportando un gravissimo trauma cranio-encefalico con perdita di materia cerebrale. Portato in ospedale in stato di coma, fu sottoposto ad intervento chirurgico, seppure in una struttura sanitaria inadeguata per la cura di lesioni traumatiche così gravi dove permase in un quadro di particolare gravità clinica con elevato rischio di decesso, o di stato vegetativo permanente o di gravi deficit cognitivi, nella migliore delle ipotesi. Dopo solo tre giorni invece il bambino è stato dimesso con completa restitutio ad integrum, in assenza di terapie specifiche, con deambulazione autonoma e senza nessun esito di danni neurologici e cognitivi.

 

I medici della Consulta medica, il 2 febbraio 2017, avevano pertanto espresso parere positivo unanime riguardo all’inspiegabilità scientifica della guarigione. Al momento dell’incidente prendendo il bambino dal marciapiede, suo padre aveva invocato la Madonna di Fatima e i due piccoli beati e quella notte stessa i familiari e una comunità di suore di clausura avevano pregato con insistenza i pastorelli di Fatima.

Tra i futuri santi ci sono cinque bambini

  

Nel concistoro di giovedì mattina il Papa ha stabilito inoltre di annoverare nel registro dei santi: i 28 laici e due sacerdoti noti come «martiri del Rio Grande de Norte», uccisi da olandesi e indios il 16 luglio del 1645; tre adolescenti protomartiri in Messico, - Cristobal, Antonio e Juan, - uccisi per la propria fede il primo dal proprio padre nel 1527 e i secondi, due anni dopo, dai nativi del Messico, e beatificati da Giovanni Paolo II nel 1990; un sacerdote spagnolo, Faustino Migues vissuto nell'Ottocento e beatificato da Giovanni Paolo II nel 1998; Angelo D'Acri, nato Luca Antonio Falcone, frate cappuccino nat nel 1669 e beatificato da Leone XIII nel 1825. Alcuni di loro saranno canonizzati il 15 ottobre.

 

«I cinque dei beati» presentati oggi al Papa, ha detto il prefetto della Congregazione per le cause dei santi, cardinale Angelo Amato, «sono bambini e adolescenti, questo è molto significativo perché nella storia dei nostri giorni, non di rado, bimbi e adolescenti sono oggetto di sfruttamento e di mercificazione». Amato ha citato i futuri santi come piccoli ma «testimoni di verità e libertà, messaggeri di pace di una umanità riconciliata nell'amore». In questo modo il card. Amato fornisce una chiave di lettura del senso che papa Bergoglio vuol dare alla canonizzazione dei pastorelli di Fatima, e degli altri giovani e adolescenti, Cristobale, Antonio e Juan, protomartiri del Messico, uccisi nel 1527 il primo e nel 1529 gli altri due.

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