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Vero o falso?
 
Benessere

La lampada fa male?

10/05/2016  Psoriasi e artrite possono avere un’origine comune? Le malattie neurologiche, come il Parkinson, favoriscono le dermatiti? I nei degenerano se vengono toccati o asportati? Ecco le risposte dell’esperto.


Vero
...

C’è un legame fra psoriasi e dolori articolari.
Vero. Esistono forme di psoriasi che si associano al coinvolgimento di una o più articolazioni e, dunque, sono caratterizzate dalla presenza contemporanea di infiammazione cutanea e artrite: questa variante, chiamata psoriasi artropatica, va individuata attraverso un esame clinico – eventualmente supportato da indagini strumentali, come radiografie, risonanza magnetica o ecografia articolare e tendinea – in modo da effettuare una diagnosi precoce e instaurare un’adeguata terapia.

La pelle va difesa anche dagli agenti infettivi.
Vero. Svolgendo una funzione di barriera fra il mondo esterno e l’interno del corpo, la pelle può rappresentare la principale porta di ingresso per gli agenti patogeni, soprattutto quando è danneggiata. Per questo motivo, è fondamentare garantire l’integrità cutanea prevenendo ragadi, fessurazioni e altre lesioni superficiali.

Le acque termali curano la pelle senza effetti collaterali.
Vero. A seconda del tipo di acqua termale e della sua composizione, alcune patologie potrebbero trarre beneficio e migliorare la loro condizione clinica. L’efficacia è legata alla presenza di speciali oligoelementi sin dalla sorgente, importanti per diverse attività metaboliche dell’organismo, fra cui il buon nutrimento dei tessuti cutanei.

Le dermatiti possono essere favorite dalle malattie neurologiche.
Vero. Il sistema nervoso gioca un ruolo chiave nell’evoluzione di alcune dermatiti. Non è di rara osservazione la dermatite seborroica nei pazienti affetti da Parkinson, che manifestano un aumento della produzione di sebo a carico della cute, con un conseguente incremento dell’eritema.

...o falso?

I nei non vanno toccati né asportati o possono degenerare.
Falso. Si tratta di un vecchio mito che va sfatato, perché l’evoluzione di un neo non dipende da eventuali traumi o dalla sua asportazione. Il neo insomma non diventa un tumore maligno dopo uno shock o una lesione. Tuttavia, nel caso in cui si decida di rimuovere un neo, la modalità più corretta è quella dell’asportazione chirurgica, seguita da un esame istologico.

Il melanoma compare solo nelle parti del corpo scottate dal sole.
Falso. Il melanoma può comparire sull’intera superfice cutanea, così come all’interno del canale digestivo, della bocca, dell’ano o dell’orecchio. Tuttavia, le scottature solari che derivano da un’esposizione eccessiva, non protetta e disinformata al sole – soprattutto in età pediatrica – rappresentano un ulteriore fattore di rischio.

Le voglie della donna in gravidanza si trasformano in macchie nel figlio.
Falso. Quelle che volgarmente vengono chiamate “voglie” non sono altro che macchie cutanee – spesso di natura genetica o ereditaria – che possono assumere diverse colorazioni, fra cui marrone, nero, bianco, rosso e viola. Queste lesioni dermatologiche, presenti al momento della nascita o che si sviluppano subito dopo, non sono in alcun modo correlate ai desideri alimentari della donna durante la gravidanza, ma rappresentano la manifestazione di una particolare discromia cutanea: nei congeniti ipercromici, macchie caffè-latte, angiomi...

I lettini o le lampade abbronzanti sono meno pericolosi del sole.
Falso. Se effettuati spesso e in modo non corretto, possono favorire nel tempo l’insorgenza di lesioni cutanee in tempi più brevi rispetto al normale invecchiamento, quello fisiologico dell’individuo.

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