logo san paolo
martedì 22 agosto 2017
 
 

Libertà religiosa, dove Dio è proibito

01/08/2012  In Corea del Nord il concetto di libertà religiosa non è neppure preso in considerazione. Il Rapporto del Dipartimento di Stato americano. Intanto, continua la minaccia del terrorismo.

Una vittima degli scontri religiosi tra cristiani e musulmani nel villaggio di Kuru Janta, in Nigeria (Ansa).
Una vittima degli scontri religiosi tra cristiani e musulmani nel villaggio di Kuru Janta, in Nigeria (Ansa).

Gli Stati Uniti accusano alcuni Paesi europei, l'Egitto e la Cina di violazione delle libertà religiose, sottolineando la crescente ondata di antisemitismo, le leggi che proibiscono il velo alle donne musulmane e gli attacchi contro i cristiani copti. L'accusa è contenuta nel rapporto annuale del Dipartimento di Stato americano sulla libertà religiosa nel mondo, che fotografa la situazione nel 2011 in 200 Paesi. Il documento cita l'attacco dello scorso ottobre contro i copti, che in Egitto ha causato 25 morti e 350 feriti ed esprime il timore che possano esplodere nuove tensioni.

Un monaco tibetano si dà fuoco per protesta
Un monaco tibetano si dà fuoco per protesta


Viene sottolineato ''l'ulteriore deterioramento'' della libertà religiosa in Cina, con le restrizioni imposte ai buddisti tibetani (almeno 12 monaci si sono autoimmolati nel 2011 e altri li hanno imitati nel corso di quest'anno). La libertà religiosa viene duramente colpita anche in Iran (dove la situazione viene definita in peggioramento) e in Pakistan, dove “gli abusi continuano in base alla legge sulla blasfemia”. In Corea del Nord, secondo il rapporto, il concetto di libertà religiosa non viene neppure preso in considerazione. Tuttavia, Washington se la prende anche con i Paesi europei che hanno visto ''crescere la xenofobia, l'antisemitismo, i sentimenti anti-islamici'', criticando i Paesi, come Belgio e Francia, dove ''le leggi sull'abbigliamento da indossare colpiscono i musulmani e altre confessioni religiose''.

Un soldato cinese durante una sessione di addestramento contro il terrorismo internazionale (Reuters).
Un soldato cinese durante una sessione di addestramento contro il terrorismo internazionale (Reuters).


Il Dipartimento di Stato ha anche pubblicato il rapporto annuale sul terrorismo nel mondo. Il 2011 è stato segnato da eventi positivi come la morte di Osama Bin Laden e dalle rivolte arabe, alle quali sembrano essere rimasti estranei elementi vicini al terrorismo. Tuttavia il bilancio resta pesante, anche se meno tragico rispetto al 2010. Nel 2011 si sono contati nel mondo oltre 10 mila attacchi terroristici in 70 Paesi, con un bilancio di 12.500 morti. Oltre il 75 per cento degli atti di terrorismo hanno colpito l'Asia e il Medio Oriente (soprattutto in Irak, Pakistan, Afghanistan) e le vittime sono in gran parte di religione musulmana.

I vostri commenti
1
scrivi

Stai visualizzando  dei 1 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo