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martedì 12 dicembre 2017
 
la storia
 

La missione dei salesiani tra i ragazzi perduti di Bari

25/11/2017  La parrocchia del Redentore nel quartiere Libertà rappresenta l’ancora di salvezza per i minori preda della criminalità. Due anni fa è stata creata l’associazione di promozione sociale “Laboratorio don Bosco Oggi” che ha tracciato un intenso percorso pastorale e culturale ricco di progetti e iniziative

Gli insegnamenti di San Giovanni Bosco sono la fonte inesauribile che alimenta la speranza per un futuro migliore di molti ragazzi del quartiere Libertà a Bari dove ci sono sacche di emarginazione e forme di devianza minorile per la presenza della criminalità organizzata. La parrocchia del Santissimo Redentore rappresenta l’ancora di salvezza per i bambini e giovani che hanno trovato un punto di aggregazione non solo nell’oratorio ma anche nelle diverse strutture culturali e ludico-sportive organizzate all’interno della Casa Salesiana.

«Troppi ragazzi lasciati soli ed esposti ai pericoli della strada spesso delinquono», afferma don Francesco Preite, direttore dell’Opera Salesiana. «Bisogna ripartire dalla famiglia e sostenerla perché in ogni ragazzo c'è un punto accessibile al bene, e l'educatore deve trovarlo e potenziarlo per il bene del ragazzo e della comunità».

L’azione pedagogica, basata molto sul volontariato, assume un valore importante per dare segni concreti e tangibili a tutti coloro che entrano in sintonia con il variegato e funzionale pianeta dell’Istituto Salesiano Redentore di Bari. Per questo, un paio di anni fa è stata creata l’associazione di promozione sociale “Laboratorio don Bosco Oggi” che ha tracciato un intenso percorso pastorale e culturale ricco di progetti e iniziative.

Di recente sono stati portati a termine lo short master in “L’educatore nei servizi per minori”, frutto della collaborazione con l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, e il corso di formazione in comunicazione sociale. Don Francesco Preite dice: «Nella chiesa e nel mondo la nostra missione è proprio quella di educare i ragazzi, i minori e le famiglie. Ecco allora che questa collaborazione ci consente di avere quella competenza e quella ricchezza tipica della cultura universitaria. Abbiamo bisogno dell’aiuto continuo delle istituzioni. Dobbiamo andare avanti, continuando a operare il bene, facendo scelte radicali nel senso più positivo del termine».

Nella giornata conclusiva dei corsi è intervenuto anche il Magnifico Rettore dell’Università Pontificia Salesiana, don Mauro Mantovani, che ha tenuto una lectio magistralis dal titolo “Educare all’umanesimo solidale, sfide e prospettive”. Partendo dal documento della Congregazione per l’educazione cattolica, “Educare all’umanesimo solidale”, scritto nel cinquantesimo anniversario della Populorum Progressio di papa Paolo VI, don Mantovani ha messo in risalto il tema della verità, virtù alla base del credo cristiano, che deve essere recuperato per non rischiare di cadere in unicità di pensieri che non producono criticità. «Bisogna invece suscitare interrogativi, aprendo a orizzonti nuovi, perché ciò che si vive va condiviso e non va tenuto per se stessi», ha rimarcato don Mantovani.

Il master e il corso di comunicazione sociale esperienze positive

Al Redentore di Bari si lavora molto sul piano della prevenzione, diffondendo tra i ragazzi la cultura della solidarietà e della legalità. “Se vuoi che i giovani facciano quello che tu ami, ama quello che piace ai giovani”, diceva San Giovanni Bosco. Per arginare il disagio bisogna saper dialogare con i giovani, un’opera preziosa svolta non solo dai sacerdoti della parrocchia ma anche dagli educatori che fanno riferimento al Laboratorio don Bosco Oggi, il cui presidente don Giuseppe Ruppi afferma: «Sia lo short master che il corso di comunicazione sociale sono state delle esperienze positiva dove si è creata una proficua sinergia tra docenti e allievi. Ogni educatore, ogni volontario supportato da conoscenze e da una formazione mirata deve andare incontro ai giovani per dare loro certezze e speranza». Don Ruppi ha annunciato l’avvio di un secondo corso incentrato sulla comunicazione sociale, previsto a inizio 2018, che verterà sulla figura dell’animatore parrocchiale.

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