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lunedì 19 novembre 2018
 
Protesta a Sanremo
 

Per i lavoratori Tim la musica è stonata

11/02/2017  Anche lo sponsor unico del Festival magnifica gli ottimi risultati di quest'edizione. Ma i lavoratori dell'azienda che hanno manifestato fuori dall'Ariston e che hanno letto un comunicato in sala stampa hanno raccontato un'altra realtà, fatta di riduzioni di salari, di diritti e di trasferimenti forzati: "Non potevamo goderci Sanremo sapendo che lo avevamo pagato noi".

La vita vera ha fatto improvvisamente irruzione oggi pomeriggio nella sala stampa del Festival di Sanremo rompendo la routine delle conferenze. Dopo aver manifestato in 250 in piazza Colombo a due passi dall'Ariston, un gruppo ha ottenuto la possibilità di leggere un comunicato in sala stampa in cui si sostiene che "la Tim non è più in grado di assolvere al suo ruolo storico. Prova ne è che le altre aziende che fino a ieri si occupavano di altro ora stanno portando avanti la costruzione della rete in fibra, soprattutto nelle aree più disagiate del Paese. Un’infrastruttura fondamentale per il futuro dell’Italia, un’occasione unica per il settore delle telecomunicazioni e quindi per la nostra azienda".

Per i lavoratori si tratta "dell'ennesima occasione buttata da dirigenti e governi inadeguati. In questi ultimi anni i lavoratori di Tim pagato duro prezzo alla crisi. Ma hanno deciso con responsabilità di pagare di tasca propria gli errori fatti da altri, sottoscrivendo accordi sindacali pesanti che ci hanno portato a lavorare di più e a guadagnare di meno".

Da sette anni l'azienda usufruisce ammortizzatori sociali. "Oggi più di 30 mila lavoratori sono in contratto di solidarietà, ma tutti questi sacrifici non sono bastati perché la nuova proprietà francese in ossequio a mere logiche finanziarie ha preteso un piano di tagli di quasi due milioni di euro il cui raggiungimento garantirà premi milionari per la dirigenza. Così ci è stato comunicato che dal 1 febbraio non sarebbe stato più valido il contratto aziendale, che garantiva ai lavoratori diritti e salari. Con questo atto unilaterale Tim ha tagliato ulteriormente i nostri stipendi e ha cancellato ferie e permesse retribuiti necessari alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Quella stessa azienda che favoleggia di nuove forme di lavoro ha deciso di trasferire forzosamente 265 lavoratori dalle sedi di Torino e di Milano verso Roma, con le conseguenze che tutto ciò potrà comportare"

I lavoratori hanno concluso il loro appello sottolineando che ci sono "lavoratori e lavoratrici del nostro settore in situazioni ancora peggiori della nostra come quelli di Almaviva e di Ericsson. Siamo tutti accomunati da un destino incerto, vittime di politiche industriali inesistenti e di imprenditori incapaci di trovare soluzioni differenti dal miope taglio dei costi.  Per tutto questo siamo qui a Sanremo a cantare la nostra canzone stonate perché siamo convinti che solo con il riconscimento del lavoro che questa bad company chiamata Italia potrà tornare ad essere il Bel Paese. Perché quest’anno non potevamo goderci serenamente Sanremo sapendo che lo avevamo pagato noi con i nostri diritti e il nostro salario.

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