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sabato 20 luglio 2019
 
L’iniziativa è giunta alla VI edizione
 

La pace si costruisce anche pedalando

08/08/2014  Dal 6 al 9 agosto “Pace in bici”, l’evento organizzato da Beati i costruttori di pace, attraversa il nord-est italiano. Per ricordare la tragedia delle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki, ma anche per manifestare contro tutte le guerre e le armi di distruzione di massa. È anche una tappa verso la “Perugia-Assisi” del 19 ottobre prossimo.

Beati i costruttori di pace danno l'avvio a "Pace in bici". In copertina: i ciclisti lungo il percorso. In testa al gruppo: don Albino Bizzotto.
Beati i costruttori di pace danno l'avvio a "Pace in bici". In copertina: i ciclisti lungo il percorso. In testa al gruppo: don Albino Bizzotto.

«In questi giorni difficili e dolorosi, ci si indigna - e giustamente - per la guerra e per le vittime, ma ci si scorda di indignarsi per il commercio delle armi». Cogliamo le parole di don Albino Bizzotto, prete padovano fondatore e presidente dell'associazione “Beati i costruttori di pace”, mentre si appresta a presentare l'edizione 2014 di “Pace in Bici”.

Sono parole amare, ma non rassegnate, quelle di don Albino, che anche quest'anno sarà in testa al gruppo di “ciclo-pacifisti” che pedaleranno per l'Italia per sensibilizzare al disarmo nucleare nei giorni che ricordano lo sganciamento delle bombe atomiche su Hiroshima (6 agosto) e su Nagasaki (9 agosto).

L'iniziativa, organizzata dai “Beati i costruttori di pace”, è giunta alla sua sesta edizione e si svolge in bicicletta per una precisa scelta di rispetto del territorio e per permettere, con i suoi tempi più lenti, l'incontro e la conoscenza delle associazioni e degli enti toccati lungo il percorso.

«In questo periodo sono tanti gli eventi che ricordano la prima guerra mondiale, a cento anni dal suo inizio. Abbiamo già sperimentato, e più volte, il tempo della guerra: non è giunto il momento di provare a sperimentare il tempo della pace?», si e ci chiede il sacerdote. «Sono ancora troppi i focolai dove le armi spadroneggiano, procurando enormi sofferenze per intere popolazioni. Oltre alle guerre globali, abbiamo inventato anche le armi che portano lo stesso nome: pensiamo a quelle nucleari, che condizionano pesantemente i rapporti internazionali, ostacolando la soluzione dei conflitti su un piano paritario».

Per questo nel 2009 è nata “Pace in Bici”: «Abolire e rimuovere le armi atomiche è il modo di fare memoria e giustizia per tutti quelli che hanno pagato con la vita il peso della guerra. Vogliamo riunire un grande movimento di popolo, cittadini e amministratori insieme, per obbligare gli Stati a negoziare e ratificare un trattato per la messa al bando e l'eliminazione di tutte le armi nucleari».

Durante il tragitto di “Pace in Bici”, i partecipanti incontreranno rappresentanti delle amministrazioni locali, che saranno invitati ad aderire a “Mayors for Peace” (Sindaci per la pace), associazione presieduta dal sindaco di Hiroshima, che ha come obiettivo l'eliminazione di tutte le bombe atomiche dal pianeta, e a partecipare alla costruzione di un movimento internazionale per togliere agli Stati il diritto alla guerra e affermare esclusivamente il diritto alla pace.

«Sono già oltre 6.100 i Comuni del mondo che partecipano a “Mayors for Peace”, più di 460 in Italia, seconda solo al Giappone per enti locali aderenti. L'associazione negli ultimi tempi ha anche allargato le proprie finalità, passando dal tema del disarmo nucleare a quello delle città di fronte al flagello della guerra», aggiunge Lisa Clark, vicepresidente dei “Beati”.

«Gli incontri con le amministrazioni dei territori attraversati serviranno sia per raccogliere nuove adesioni a “Mayors for Peace”, sia per programmare la partecipazione italiana alle tante iniziative nazionali e internazionali previste nell'arco dei prossimi mesi, riguardo l'impegno per la pace e il disarmo: un seminario nazionale a Roma a fine settembre, per rinsaldare la collaborazione tra enti locali e parlamentari per la definitiva messa al bando delle armi nucleari; la Marcia Perugia-Assisi del 19 ottobre; la partecipazione alla Conferenza internazionale dell'Iniziativa Umanitaria per l'eliminazione delle armi nucleari a Vienna a dicembre; una specifica conferenza delle città aderenti a “Mayors for Peace” di tutto il mondo, promossa da Ypres in Belgio, nel centenario (22 aprile 1915) dell'uso della prima arma di distruzione di massa, il gas che appunto prende il nome dalla città che avvelenò: iprite».

L'edizione 2014 di “Pace in Bici” ha avuto inizio la sera di martedì 5 agosto, nella sala del Consiglio comunale di Asiago (Vicenza), con un incontro pubblico aperto alla cittadinanza, in cui sono intervenuti anche Antonio Papisca e Marco Mascia, docenti del Centro di ateneo per i Diritti umani dell'Università di Padova, per presentare la Campagna internazionale per il riconoscimento del diritto umano alla pace.

«La biciclettata vera e propria è iniziata la mattina successiva, con un momento di memoria delle vittime di Hiroshima e delle vite umane recise in tutti i conflitti. Il ricordo lo svolge simbolicamente presso il sacrario di Asiago», sottolinea Lisa Clark. «“Pace in Bici” 2014, inoltre, si pone come un passo nel cammino di avvicinamento alla Marcia per la pace Perugia-Assisi. Durante la cerimonia del 6 agosto, infatti, padre Egidio Canil, dei Francescani del Sacro Convento di Assisi, ci ha consegne rato lo “Spirito di Assisi”, la lampada di San Francesco. Viene trasportata durante l'intero percorso; la lampada, poi, sarà affidata alle altre comunità che organizzeranno iniziative e marce per la pace in preparazione alla Perugia-Assisi».

Dopo aver attraversato parte del territorio veneto, “Pace in Bici” si snoda per alcune zone del Friuli Venezia Giulia, per concludersi il 9 agosto con la cerimonia in ricordo delle vittime di Nagasaki, davanti alla base Usaf di Aviano (Pordenone), dove sono tuttora custodite alcune decine di armi nucleari.

I ciclisti per la pace lungo il percorso.
I ciclisti per la pace lungo il percorso.

Le Gru di Sadako

Sono una quarantina i partecipanti, comprendenti anche famiglie con i loro bambini. Provengono da tutta Italia, alcuni sono fedelissimi, come Lamberto Salvatori, pasticcere in pensione della provincia di Perugia, amante della bicicletta e impegnato nell’associazionismo nella sua regione. «Il tema del disarmo atomico mi ha sempre interessato, ma grazie a “Pace in bici” mi sono coinvolto maggiormente; un paio di anni fa ho anche scritto alcune lettere di sensibilizzazione a una decina di Comuni della mia provincia», racconta. «Ho saputo dell'iniziativa il primo anno, grazie alla Tavola della Pace di Perugia: il significato dell’evento, toccare piccoli paesi lungo il percorso, conoscere associazioni di volontariato del territorio, oltre alla vita di comunità che viene richiesta ai partecipanti (come il dormire insieme nelle palestre o negli spazi parrocchiali messi a disposizione), mi ha fatto accettare con entusiasmo. La prima volta sono arrivato da solo, non conoscendo nessuno, unico della mia zona; ma i contatti con gli altri del gruppo sono rimasti nel tempo e oltre le distanze e questo rende ancora più bella la partecipazione».

Un'iniziativa che, sottolinea Salvatori, non è faticosa: «Si percorrono circa 70 chilometri al giorno, ma sono diluiti in una decina di ore. Poi l’accoglienza che ci viene tributata dalle associazioni e dagli enti ripaga la fatica del pedalare. La molla che mi fa decidere di continuare a partecipare sono i rapporti creati negli anni e il desiderio di pace, oggi più urgente che mai. Ritengo si tratti di un’iniziativa da mantenere in vita, per tenere alta l’attenzione pubblica su questi temi».

Dello stesso parere è anche Nadia Marchi, impiegata, della provincia di Treviso, che ha partecipato dal 2011 al 2013 e ora si accinge a partire nuovamente. «Mio fratello aveva corso nelle prime due edizioni, così nel 2011 mi sono unita al gruppo, partendo dal nostro comune, Villorba, in cui la “Pace in Bici” di allora faceva tappa. Quest’anno saremo tutti e due, noi fratelli, e abbiamo coinvolto anche altre persone».

Il fattore che l'ha spinta ad aggiungersi ai pedalatori è stato il mezzo, la bicicletta, prosegue Marchi. «Andiamo in bicicletta con l'andatura del più lento, per non perdere alcuno per strada. Partendo dal basso, cercando di coinvolgere la popolazione che incontriamo durante questi giorni, con la bicicletta, il mezzo più semplice ma che ha efficacia ed efficienza, e  con la modalità del gruppo, tentiamo di lanciare un messaggio significativo, in modo democratico. È un processo e noi facciamo la nostra parte, con la consapevolezza che i tempi, per vedere risultati, sono lunghi».

In alcuni dei luoghi attraversati da “Pace in Bici” saranno realizzate delle “Gru di Sadako” in carta. «Un'antica leggenda giapponese narra che, a chi piega mille gru di origami, gli dei esaudiscono un desiderio. La piccola Sadako, colpita dalle radiazioni a Hiroshima, quando si aggravò usò tutti i pezzi di carta che trovava, anche le istruzioni dei medicinali, per creare tanti piccoli origami in forma di beneauguranti gru, guidata dal pensiero che se ne avesse costruite mille sarebbe guarita e vissuta a lungo. Sadako morì la mattina del 25 ottobre 1955, ma i suoi amici continuarono la sua opera: ormai sono milioni le coloratissime gru di origami che i bambini del mondo ogni anno mandano e che vengono conservate nel Parco della Pace di Hiroshima», spiega Lisa Clark. «Anche quelle che costruiremo noi, durante l'evento, saranno consegnate al Parco della Pace di Hiroshima in occasione dell'iniziativa internazionale in ricordo di Sadako e di tutte le vittime dei bombardamenti atomici che si terrà a Firenze il 29 agosto, giornata internazionale per la messa al bando di tutte le sperimentazioni atomiche».

Il programma della manifestazione

  

  - 5 agosto, ore 20.30: Sala del Consiglio Comunale, Asiago. Incontro: A 100 anni dalla prima guerra globale, il nostro impegno globale per il disarmo atomico e per il riconoscimento internazionale della pace come diritto umano. Interventi: don Albino Bizzotto e Lisa Clark (Beati i costruttori di pace); Antonio Papisca e Marco Mascia (Centro di ateneo per i Diritti umani e cattedra Unisco Diritti umani, Democrazia e Pace, Università di Padova); Luca Lunari (presidente del Consiglio comunale di Mareno di Piave); padre Egidio Canil (sacro convento di Assisi).

 - 6 agosto, ore 8: Sacrario di Asiago. Memoria di Hiroshima
ore 8.45: Partenza di Pace in Bici
ore 11, Schio: attività con le Gru di Sadako
ore 12, Thiene
ore 13, Marano Vicentino: pranzo
ore 15.30, Breganze
ore 16.30, Marostica: attività con le Gru di Sadako
ore 18, Bassano del Grappa

 - 7 agosto: ore 9.30, Cassola
ore 10, Rossano Veneto
ore 10.30, Castello di Godevo: attività con le Gru di Sadako
ore 12, Riese Pio X: pranzo
ore 15, Caerano San Marco
ore 15.30, Cornuda
ore 15.45, Crocetta del Montello
ore 16.30, Montebelluna: attività con le Gru di Sadako
ore 17.30, Volpago
ore 18, Giavera del Montello

 - 8 agosto: ore 9.20, Nervesa della Battaglia
ore 10, Ponte della Priula
ore 10.30, Santa Lucia di Piave
ore 11, Mareno: attività con le Gru di Sadako
ore 11.30, Vazzola ore 12, Codognè
ore 12.30, Gaiarine: pranzo
ore 15, Brugnera
ore 15.30 Porcia: attività con le Gru di Sadako
ore 16.30, Pordenone
ore 17. 30, Vallenoncello

 - 9 agosto: Vallenoncello – base USAF di Aviano
ore 10.30: Aviano. Memoria di Nagasaki

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