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Leader sunnita condanna l'Isis

03/12/2014  Il grande imam della più autorevole università sunnita, quella di al Azhar, al Cairo, in Egitto, accoglie l'invito di papa Francesco e spiega che il terrorismo non ha nulla a che fare con il Corano. Riuniti in Egitto 700 studiosi di 120 Paesi musulmani per riflettere su rapporti tra Islam e violenza.

Papa Francesco lo aveva chiesto sull’aereo di ritorno dalla Turchia, sottolineando la necessità che i leader religiosi islamici condannino la violenza degli estremisti. La prima risposta arriva dallo sceicco di al Azhar al Cairo, il più importante centro teologico sunnita che ha condannato i "barbari crimini" commessi dal gruppo dello "Stato islamico" in Iraq e in Siria, nel corso di una conferenza internazionale a cui partecipano dei dignitari religiosi di vari di Paesi. Lo sceicco si chiama Ahmed al Tayeb, è il grande imam di al-Azhar e ha pronunciato parole chiare contro l’estremismo islamico al Cairo in apertura di un convegno dove sono riuniti circa 700 studiosi e rappresentati di istituzioni politiche e religiose di 120 Paesi,  compresi alcuni cristiani dell’Oriente. L’Imam ha spiegato che i gruppi armati commettono "dei barbari crimini rivestendo gli abiti di questa sacra religione e si sono dati per nome 'Stato islamico' nel tentativo di esportare il loro falso Islam"

Più in generale al Tayeb si è riferito all’ estremismo  'takfirista', movimento nato nel 1971 che giustifica violenza e terrorismo con il Corano e ciò rappresenta, ha detto, una  “perversione della religione islamica”. La Conferenza è stata convocata proprio per approfondire il tema del rapporto tra Islam ed estremismo. Il grande imam al Tayeb ha precisato che ogni ideologia terroristica giustificata con richiami all'islam si fonda su una comprensione distorta e manipolata degli scritti del Corano. Ha quindi annunciato che al Azhar ha in programma di affrontare questo fenomeno, devastante per lo stesso Islam, sotto diversi punti di vista, promuovendo studi miranti a confutare e arginare le manipolazioni del Corano e inaugurando corsi di formazione che forniscano agli imam argomenti chiari e convincenti per respingere le teorie aberranti degli jihadisti e i loro tentativi di infiltrarsi nelle moschee.

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