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lunedì 19 febbraio 2018
 
Regione Lombardia
 

Lega Nord, il furore ideologico a volte fa brutti scherzi

17/09/2015  La Giunta di Maroni ha voluto “punire” gli albergatori che hanno aderito all’appello del Governo di accogliere gruppi di immigrati con una legge che li esclude da una serie di benefici legati alla promozione turistica. Ma nel farlo ha combinato un grosso pasticcio…

Il furore ideologico anti immigrati a volte fa brutti scherzi. La Regione Lombardia, guidata dal leghista Roberto Maroni, nel mettere in atto la sua volontà “punitiva” verso gli albergatori che hanno accettato l’invito del Governo di accogliere rifugiati e richiedenti asilo ha finito per punire anche quelli che hanno accolto le forze dell’ordine per garantire la sicurezza dell’Expo. Naturalmente, non era questa la volontà della maggioranza di centro destra che governa il Pirellone, ma forse – come recita il proverbio – “la gatta frettolosa fa i gattini ciechi”.

Com’è andata? Presto detto. Alla Regione si doveva votare una legge riguardante il sostegno al turismo in Lombardia. Un provvedimento a lungo discusso in commissione che approdava in aula del Consiglio (il 15 settembre) con la possibilità addirittura di un voto unanime di maggioranza e opposizione. Ma all’ultimo minuto la Lega Nord decide di presentare un emendamento che impone sanzioni pecuniarie e sospensione della licenza alle strutture alberghiere che hanno ospitato immigrati giunti in Italia nei recenti momenti di emergenza. Apriti cielo! L’opposizione fa opposizione, la maggioranza si spacca.

Seguono febbrili trattative, evidentemente troppo febbrili, perché il “punto di mediazione” all'interno della maggioranza di centro-destra viene trovato sul seguente testo: “I contributi (…), nel caso i richiedenti siano strutture ricettive alberghiere e non alberghiere ai sensi della presente legge, possono essere concessi esclusivamente qualora il fatturato o il ricavato della attività ricettiva degli ultimi tre anni sia integralmente derivante dall’attività turistica. Nel fatturato o ricavato non sono computate le entrate ad attività conseguenti a calamità naturali o altri eventi determinati da disastri naturali o incidenti di particolare rilevanza o altresì in esecuzione di specifici provvedimenti coattivi”.

Umberto Ambrosoli. In copertina: Roberto Maroni durante una seduta del Consiglio regionale lombardo.
Umberto Ambrosoli. In copertina: Roberto Maroni durante una seduta del Consiglio regionale lombardo.

In altre parole: le strutture turistiche che hanno aderito all’invito del governo di accogliere i profughi e hanno beneficiato della diaria (quindi con una parte di fatturato non proveniente dall’attività turistica) vengono escluse dai benefici della legge regionale.

Una formulazione che sarà forse sembrata arguta, agli esponenti della maggioranza: non nominava gli immigrati e “salvava” gli alberghi che avessero ospitato qualcuno per alluvioni o altre catastrofi naturali. Ma arguta non è. Si sono dimenticati delle forze di sicurezza ospitate – anche in questo caso in base a un bando, come per i profughi – per vigilare sull’Expo.

Il guaio è che il provvedimento ormai è stato votato (il 16 settembre) e ora è legge regionale. Come ripareranno al danno? Emenderanno l’emendamento?

«La Lega», commenta Alessandro Alfieri, consigliere e segretario regionale del Pd, «ha compiuto un grande capolavoro: per cercare di colpire chi scappa da guerre e persecuzioni finisce per penalizzare gli operatori alberghieri lombardi che assolvono a una funzione sociale rispondendo a una richiesta di collaborazione del ministero dell’Interno».

E Umberto Ambrosoli, coordinatore della coalizione di centro-sinistra in Consiglio Regionale lombardo, aggiunge: «Non stupisce che Maroni invece di salvaguardare la sua figura istituzionale di presidente della Regione più importante del Paese, e sempre più in contraddizione con le sue stesse scelte fatte quand'era Ministro, si accodi oggi alle posizioni populiste e demagogiche urlate da Salvini. Fa però più senso che nessuno nella componente moderata della maggioranza, né le forze più ragionevoli, né singoli esponenti, riescano a frenare posizioni anti-immigrati così populiste e moralmente inaccettabili».

Si ripete ancora una volta il triste copione a cui si è assistito con i cosiddetti provvedimenti “anti-ebola” di diversi comuni a guida leghista, tutti caduti sotto i ricorsi al Tar, o quelli per escludere i figli degli stranieri dalla possibilità di avere il pediatra o di accedere agli asili nido, via via modificati o ritirati sotto i colpi degli esposti presentati dalle associazioni antirazziste o di tutela dei diritti umani.

E non è tutto. Il voto del 16 settembre fa emergere un problema politico non da poco: quegli albergatori, che la norma lombarda penalizza, sono quelli che avevano aderito all’appello del ministro Angelino Alfano, dell’Ncd, il Nuovo centro destra. Lo stesso partito che nella giunta lombarda ha votato insieme alla Lega a favore della legge che li esclude dai benefici. 


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