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venerdì 19 luglio 2019
 
 

Lorella Cuccarini: «Ho sempre accolto la vita»

01/02/2014  Quattro figli e un’unione felice con il marito Silvio, la più amata dagli italiani racconta in occasione della 36ª Giornata nazionale per la vita il suo profondo rispetto per la maternità e l’amore per la vita. Tra spettacolo, famiglia e valori.

«Ho lasciato sempre che il miracolo della creazione mi stupisse». E la famiglia di Lorella Cuccarini testimonia questa scelta. La conduttrice, showgirl, ballerina, “la più amata dagli italiani”, ha quattro figli: Sara, di 20 anni, Giovanni di 17 e due gemelli, Chiara e Giorgio, di 13. «Tutti arrivati nel momento di massimo successo. Quando sono rimasta incinta la prima volta ho rifiutato la terza edizione di Buona Domenica su Canale 5 anche se era stato un boom di ascolti. Quando dopo due mesi ho perso il figlio che avevo in grembo, ho accettato di vivere il dolore; dopo poco è arrivata Sara. Giovanni è nato prima delle esperienze del teatro, i gemelli quando avevo già programmato due mesi di tournée di Grease, con centinaia di biglietti venduti e altrettante maestranze coinvolte. Ricordo ancora quando mi dissero che erano due, nonostante non ci fossero precedenti in casa fuorché una mia zia. Io e mio marito Silvio li abbiamo accolti come un dono, una maternità ancora diversa che ho vissuto con grande entusiasmo. Per una donna quello è il momento di massima energia e benessere fisico. Così, con una puntura di Buscopan tutte le sere, ho finito le repliche che ero ormai al quinto mese e nessuno si è mai accorto di nulla».

Sposata dal 1991 con Silvio Capitta, produttore musicale e televisivo, proprietario della Triangle Production, conosciuto con lo pseudonimo di Silvio Testi, Lorella quel giorno ha scelto il suo progetto e il resto è venuto di conseguenza. «Ci siamo sposati in chiesa e il sacramento è stato, in modo particolare per me, il primo passo verso una fede adulta e consapevole. E l’inizio vero della nostra famiglia. Scelto Silvio, tutto il resto è stato solo una naturale conseguenza, un completamento». Ventitré anni di matrimonio e un’armonia che tuttora si respira in casa, Lorella e il marito hanno cresciuto all’unisono i figli «secondo i valori cattolici: il rispetto del prossimo, della cosa pubblica, della libertà, la misericordia nei confronti degli altri. L’amore vero con la “A” maiuscola, lo sguardo sempre attento a chi hai intorno ed è in difficoltà. E un trucco: essere sempre d’accordo su tutto, per lo meno davanti a loro. Non è mai capitato che ci smentissimo, questo è stato per noi un punto fondamentale per non perdere di credibilità e rischiare di destabilizzarli».


LA GRANDE SFIDA PER IL FUTURO

«I figli sono una grande sfida perché riponi in loro tutti i sogni e le speranze che non sei riuscito a realizzare tu come generazione. Mi piace pensare che possano cambiare il mondo che gli lasciamo, mi piace che crescano con un bagaglio di valori e contenuti per cui saranno pronti a farlo. In questo generare figli è generare futuro, il mondo che verrà. La grande sfida sta nel metterli nella condizione di fare quello che noi non abbiamo avuto il coraggio di fare. Questo significa amarli, farli crescere nel migliore dei modi, preparare il terreno perché siano domani donne e uomini di valore». Partendo dai valori che per i genitori, per primi, sono fondamentali. Tra questi, per Lorella e Silvio, su tutti, la vita. «Troppo spesso passano sotto silenzio i milioni di bambini che non nascono. Io sono diretta con i miei figli: si sta cercando di anestetizzare le coscienze. Sento ragazze giovanissime parlare dell’aborto senza capirne il peso. A scuola ti parlano di precauzioni, ma non dell’importanza del tuo corpo, delle scelte. Con il rischio che i giovani crescano analfabeti. Su questo punto noi in casa insistiamo molto, con le femmine e con i maschi». Della Legge 194 Lorella dice che andrebbe fatta rispettare per quello che è e per ciò che c’è scritto: «La donna può essere messa nella condizione di fare la scelta dopo essere ascoltata e sostenuta qualora scegliesse il contrario. Ma siamo sicuri che sia davvero così? Oggi si sceglie solo se farlo o non farlo, si prende una pillola del giorno dopo che sembra un farmaco per il mal di testa. Le ragazze non capiscono la gravità dell’atto. Io non giudico chi fa una scelta del genere, ma mi preoccupo per una giovanissima che non si rende conto del gesto che compie. Bisogna educare le nuove generazioni, altrimenti tra quindici anni arriveremo a espellere un feto con una pillola senza capire che avremmo potuto aver dentro di noi un figlio, una gioia infinita».

IL SENSO PER LA FAMIGLIA

  

È un senso radicato e profondo quello di Lorella per la famiglia. «Lo stesso che ho sempre respirato in casa. A partire da mia madre. Io, mio fratello e mia sorella siamo sempre stati molto amati, soprattutto da lei. Ci siamo sentiti voluti, se non desiderati (io sono nata “per errore”), accettati e benedetti». Lei che con i figli da sempre ama fare un gioco su tutti: «“Fiori, frutti, cose e città”. E poi... cantare. Prima del bagnetto o di dormire, ha fatto parte della loro crescita». Lei che non rinuncerebbe mai a essere presente al risveglio, a fare quattro chiacchiere dopo cena e che con loro ha grande complicità. «I ragazzi li capisci ascoltandoli, anche nei loro silenzi. Con la Tv spenta, la cucina si trasforma così nel luogo dell’intimità».

Lorella Cuccarini, per vent'anni di "30 ore per la vita"

Dal 1994, Lorella Cuccarini è testimonial della maratona televisiva a scopi benefici Trenta ore per la vita. «Anche lì generiamo la vita, con centinaia di progetti che abbiamo realizzato negli anni, servizi, sostegno e assistenza». La campagna di questo anno è dedicata alla oncoematologia pediatrica, perché i tumori pediatrici rimangono la prima causa di mortalità da malattia nei bambini (dati Fiagop). «Trenta ore per la vita dà senso al mio essere donna e professionista».

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