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venerdì 24 novembre 2017
 
 

Anche Lvia si mobilita per il Sahel

12/04/2012  Una striscia di terra che attraversa il continente africano è dilaniata da una carestia di proporzioni terrificanti. E in Mali un colpo di Stato che ha messo in fuga migliaia di persone

Qualche notizia sporadica, immagini per lo più di repertorio e niente più. È il massimo dell'informazione che i media stanno dedicando alla grave emergenza che ha investito il Sahel, quella striscia di continente africano che abbraccia Mauritania, Ciad, Senegal, Mali, Burkina Faso e Niger: i raccolti del 2011, secondo le stime diffuse, hanno subìto una diminuzione del 25% rispetto alle attese a causa delle condizioni climatiche avverse con una siccità da record e degli attacchi dei parassiti. Da qui, l'allarme carestia: più di 20 milioni di persone sono a rischio malnutrizione. Italo Rizzi, direttore di Lvia, ha sottolineato che «Quando parlano delle crisi alimentari, i media si concentrano sull'aspetto nutrizione ma le realtà è più complessa, la disponibilità di cibo è soltanto una delle determinanti dello stato nutrizionale dei bambini. L'allattamento, la diversificazione della dieta, l'accesso alle strutture sanitarie, all'acqua pulita e ai servizi igienici sono ugualmente dei fattori determinanti. Un'attenzione più grande alle cause dirette della malnutrizione è necessaria al fine di evitare i livelli inaccettabili di mortalità infantile e ritardo nella crescita dei bambini». Già, i bambini: sono proprio loro le prime vittime della carestia e in questo senso Lvia è intervenuta concentrandosi sulla cura e sulla prevenzione della malnutrizione infantile in tre province del Burkina Faso. Tre i principali filoni operativi individuati da Lvia per assorbire almeno parzialmente gli effetti della crisi: sostegno alle banche cereali, cioè quei magazzini gestiti da cooperative di agricoltori in cui il surplus di produzione viene messo in vendita. Il problema, però, è quando le "banche" sono vuote tanto da non garantire il sostentamento nemmeno ai produttori stessi; rafforzamento dei centri salute attraverso la formazione di personale specializzato, le cosiddette antenne di villaggio, nell'individuare i casi più gravi di malnutrizione segnalandosi alle strutture che garantiscono il ricovero; aiuto ai produttori, facilitando l'accesso a sementi di qualità e sviluppando tecniche produttive condivise più redditizie e a costi inferiori.


A un contesto già così drammaticamente segnato, si è aggiunto il colpo di Stato che ha di fatto negato le libertà civili in Mali. L'Onu parla di una marea umana di 200.000 persone in marcia verso i Paesi confinanti per sfuggire agli scontri armati che nel nord del Paese vedono contrapposti l'esercito maliano e i ribelli nelle fila dei quali si registra la presenza di mercenari provenienti dalla Libia. Ousmane Ag Hamatou, coordinatore Lvia in Mali, è riuscito a mettersi in contatto con l'Italia per testimoniare come «le popolazioni pastorali del nord del Mali si stanno spostando in masso verso il Niger e il Burkina Faso, in zone ove ci sono ancora delle possibilità di acqua e foraggio per poter mantenere in vita i propri animali. Tuttavia, queste migrazioni hanno un forte impatto sulle scarse risorse disponibili, causando carenza d'acqua e alimenti, rischi di malattie. La situazione si sta aggravando fortemente negli ultimi giorni con l'esaurimento degli stock alimentari e di foraggio e sta peggiorando ulteriormente per le condizioni di insicurezza legate agli scontri armati».

Anche l'Unicef ha allertato la comunità internazionale che più di un milione di bambini con meno di cinque di anni d'età rischiano seriamente la vita se le condizioni non cambiano drasticamente. Dura anche la presa di posizione contro le forze armate che stanno mettendo ulteriormente in ginocchio il Mali. Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha invocato un maggiore senso di responsabilità "ponendo un freno a qualsiasi azione diretta a destabilizzare il Paese" e auspicando che tornino a vigere le regole costituzionali. Tutti sono invitati a dare il loro contributo. 

Chi intende sostenere Lvia può farlo attraverso una donazione con causale "emergenza siccità Sahel" sul c/c presso Banca Etica iban IT49L0501801000000000106428 o su c/c postale 14343123 intestato a LVIA - Associazione internazionale volontari laici - corso IV Novembre 28, 12100 Cuneo

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