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sabato 24 agosto 2019
 
 

"Stiamo danzando sull'orlo del baratro"

24/10/2018  Il parere dell'economista Luigino Bruni: "Le agenzie di rating e i mercati fanno il loro mestiere. Dobbiamo tenerne conto e correre ai ripari"

(In alto: il premier Giuseppe Conte con il ministro dell'Economia Giovanni Tria)

Dopo la bocciatura dell’Unione europea il Governo tira dritto. Prima c’era stata la bocciatura di Moody’s, l’agenzia internazionale di rating che aveva valutato il nostro debito pubblico un gradino appena sopra i titoli spazzatura, quelli che non possono essere rimborsati. Luigino Bruni, che torna su Tv Duemila con il programma “Benedetta Economia” non nasconde i suoi timori.

Dobbiamo preoccuparci?

“Secondo me sì. I mercati non stanno con noi o contro di noi: semplicemente siamo in una economia globalizzata e fanno il loro gioco. Dire mercati significa dire  banche (che hanno molti titoli di Stato in pancia), fondi di investimento, investitori privati o istituzionali che in questi momenti si accorgono che diamo segnali di debolezza sulla tenuta economica dei conti pubblici. Non è che stanno lì appostati: semplicemente ci guardano e fanno il loro gioco per guadagnarci il più possibile. E’ la globalizzazione, bellezza. Questa valutazioen di Moody’s non è sicuramente incoraggiante, soprattutto se aggiungiamo l’aumento dello spread e la bocciatura dell’Unione europea”.

Cosa c’è che non va nella manovra economica del governo secondo lei?

Abbiamo fatto delle mosse pericolose. Due partiti che fanno campagna elettorale opposta si confrontano. Poi uno va al governo e l’altro sta all’opposizione. Invece nel nostro caso sono andati entrambi al governo. Fanno promesse elettorali contrapposte, insostenibili che si sommano. Sono scelte molto azzardate che non ci fanno dormire sonni tranquilli. Chi ha a cuore l’Europa e la sorte delle famiglie non può non essere preoccupato. Quando c’è una crisi con dei periodi bui chi paga di più sono sempre i poveri. Chi ha un senso etico e morale deve vigilare e ricordare cosa c’è dietro alle scelte di questi mercati senza credere a tesi complottiste e cercare scorciatoie per cose complesse.

Le piace la riforma della legge Fornero sulle pensioni che abbassa l’età pensionabile?

E’ una situazione semplicemente insostenibile. Andiamo in una direzione opposta rispetto a dove va il mondo. E’ stata ridotta l’età lavorativa la vita media si è allungata. E’ fuori tempo. Paradossalmente mi pare più in buona fede il reddito cittadinanza che la riforma della legge Fornero. 

C’è qualcosa che le piace in questa manovra?

Mi piace molto l’abolizione della pubblicità dell’azzardo e la cedolare secca sugli acquisti per le imprese degli immobili. Non mi piace una manovra che vuole fare subito interventi molto costosi quando la condizione generale del Paese è molto fragile. E’ come somministrare una cura su un paziente così forte da rischiare di ammazzarlo

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