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Matrimoni omosessuali; un po' di indignazione non guasta

08/10/2014 

In un Paese in cui ci si indigna spesso per tutto, viene da chiedersi se non ci si debba indignare – fortemente  – di qualche indignazione recente, come quella di chi lamenta l’intervento di un Ministro dell’Interno  che “si permette” di mandare una circolare  e di dare indicazioni richiamandosi alle leggi della Repubblica e a quella, tanto citata  quando fa comodo, carta costituzionale.

Il ministro Alfano secondo il sindaco di Bologna è un signore che avrebbe fatto meglio a stare zitto
perché a decodere sulle leggi c'è già lui. Non dovrebbe far indignare invece che un sindaco si metta a interpretare le leggi a suo piacimento, registrando un matrimonio omosessuale, facendo finta di scordarsi che proprio quella Costituzione ne prevede solo “un tipo”, tra maschio e femmina? Non dovrebbe far indignare che il medesimo sindaco affermi di voler continuare nella sua strada di “disobbedienza”, come peraltro hanno fatto altri responsabili locali, per esempio registrando bambini nati mediante l’utero in affitto, metodica vietata nel nostro Paese?

Del resto la strategia è chiara da tempo e ripetitiva: se una legge italiana non piace si scavalca e se ne segue un’altra, quella delle proprie visioni personali che, in barba ad ogni senso della democrazia, si vogliono imporre agli altri.  E del resto sono troppo recenti gli episodi di aggressione nei confronti delle Sentinelle in piedi, che si limitano, come dice il nome, a esprimere una propria opinione (tipo quella - fuori moda, va bene... ma non c'era il diritto di parlare anche per le minoranze? - che un bambino ha bisogno di un padre e di una madre) addirittura col silenzio, per non vedere che l’indignazione e la richiesta di essere rispettati per le proprie idee vanno in una sola direzione, di chi urla di più e si arroga il diritto di dare il permesso agli altri di parlare, Ministri delle Repubblica compresi .

 
 
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