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mercoledì 18 settembre 2019
 
 

Mattarella al Salone di Torino: inno ai libri

14/05/2015  Il Presidente ha inaugurato il Salone del Libro e si è confessato come uomo innamorato della lettura.

E' un appassionato inno ai libri quello pronunciato a Torino dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il capo dello stato è stato invitato nel capoluogo piemontese per inaugurare la 28esima edizione del Salone Internazionale del Libro, grande kermesse dell'editoria che da tempo rappresenta un'eccellenza della cultura a livello nazionale e non solo.

Anche al di là dei protocolli e del ruolo istituzionale, il Presidente ha rivelato la sua natura di uomo profondamente innamorato della lettura. «Leggere ha a che fare con la libertà e con la speranza» ha sottolineato in vari passaggi del suo intervento «I libri ci rendono più liberi». Pur in un tempo di grandi trasformazioni che hanno rivoluzionato tempi e modi della comunicazione «non possiamo rinunciare alla lettura - ha osservato Mattarella - non possiamo privarci dei testi, per le verità che ci svelano, per il pensiero critico che mettono in circolo».

«Leggere - ha proseguito - non è solo un'azione individuale, ma arricchisce l'intera società, è bene comune, è un antidoto all'appiattimento, è ossigeno per le coscienze. La lettura non è solo dotta consolazione, né semplice svago, ma è una porta sul mondo, che ci apre alla conoscenza di orizzonti lontani, ma ci mostra anche realtà vicine cui non avevamo dedicato la dovuta attenzione».

L'intero mondo dell'editoria sta attraversando una crisi profonda e i dati relativi all'Italia rivelano un Paese in cui si legge ancora poco, almeno a confronto con altri Stati europei, ma il Presidente ha voluto comunque mettere in luce i segnali positivi, in controtendenza rispetto alla crisi: le giovani e coraggiose imprese culturali, alcuni settori specifici come l'editoria per bambini e ragazzi (che è in crescita), la capacità di traino che eventi come il Salone del Libro di Torino riescono ad esercitare sull'intera società.

Quanto al mercato, il Presidente ha affermato che «le sue regole vanno guardate con rispetto, senza però pretendere che diventino gli unici parametri di giudizio e i soli punti di riferimento», poiché il posto dell'editoria non si lascia assimilare a quello di un qualsiasi comparto industriale, ma ha un ruolo fondamentale nel contrastare «la disgregazione sociale, il senso di solitudine e la mancanza di punti di riferimento istituzionali».

«L'Europa stessa non potrebbe esistere senza i libri» ha ricordato ancora Mattarella, richiamando un percorso storico che comprende i monaci amanuensi del medioevo, l'introduzione della stampa a caratteri mobili e ancora la cultura giuridica rappresentata dalle grandi biblioteche europee. Questo cammino comune non può interrompersi: «L'Unione Europea deve in ogni modo possibile favorire una circolazione sempre maggiore dei libri», guardando al domani con coraggio e usando tutti gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione. «Sarebbe infatti un grave errore contrapporre i libri cartacei agli e-book digitali. Un libro non perde il suo immenso valore se cambia il formato che lo veicola».

A proposito di Europa, il paese ospite d'onore dell'edizione 2015 del Salone del Libro è la Germania, rappresentata all'inaugurazione dal ministro plenipotenziario Susanne Schutz. Il presidente Mattarella ha ribadito l'importanza di potenziare le secolari relazioni culturali italo-tedesche. «Non cediamo alla tentazione di un pensiero minimalista o meramente economicista. E' anche attraverso questi scambi che si costruisce l'Europa».

All'inaugurazione hanno partecipato il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, il sindaco di Torino Piero Fassino, il presidente e il direttore editoriale del Salone del Libro Rolando Picchioni ed Ernesto Ferrero, insieme con alcuni sottosegretari, in rappresentanza del Governo, e numerose altre autorità. Al termine della cerimonia il Presidente è stato accompagnato in un rapido giro tra gli stand del salone. Ed è solo la prima tappa di un'intensa giornata torinese che prevede, tra l'altro, la visita alla Santa Sindone e l'incontro con la fraternità del Sermig all'arsenale della Pace.

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