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mercoledì 19 settembre 2018
 
IL CAMPIONE MATTEO SALVO
 

«I miei segreti per allenare la memoria»

02/03/2018  Intervista a Matteo Salvo, campione di memoria, e per questo nel Guinnes dei primati. I suoi consigli su come mantenerla giovane, come usarla per lo studio, per ricordare pin, parole chiave, nomi, date e una consolazione: nessuno nasce smemorato.

Matteo Salvo, ha un grande dono… la memoria. Nel 2013 è stato il primo italiano ad aggiudicarsi il titolo di International Master of Memory ai Campionati Mondiali di Memoria di Londra ed è entrato  nel Guinness dei primati (Guinnes World Record) per essere riuscito a memorizzare un intero mazzo di carte in apnea. Con questa chiacchierata ci spiega quanto sia importante la memoria nella vita delle persone, nel lavoro, nello studio, nella quotidianità… e i trucchi per tenerla viva.

 

«Per spiegarlo mi piace ricordare alcuni versi di Dante, che nel quinto canto del paradiso scrive che "non fa scienza senza lo ritener l'aver inteso": in altre parole, se abbiamo capito ma non siamo in grado di richiamare i concetti, non saremo in grado di riutilizzare quelle informazioni. Quella più importante è la memoria a lungo termine, perché diventa parte del nostro bagaglio culturale, mentre fra i diversi tipi di memoria sensoriale, quella visiva è quella dominante perché parla lo stesso linguaggio della mente, quello delle immagini, e si fissa fra i ricordi anche nel lungo periodo».
 

E a scuola nello studio? Si dice sempre di non imparare a memoria ma poi in qualche modo dobbiamo ricordare dei concetti...

«Il mio consiglio è di studiare per spiegare, pensando di dover trasferire a qualcun’altro le informazioni che si stanno imparando. In questo modo ci si potrà rendere conto se si è riusciti a interiorizzarle e farle proprie. Inoltre, considero la preparazione mentale altrettanto importante: se si è preparati molto bene a livello tecnico, ma poi al momento di sostenere un esame non si riesce a gestire l’emotività e la tensione, la preparazione e lo studio perdono di significato

 

Si nasce con una buona memoria o si può esercitare?

«La memoria, proprio come i muscoli, può essere esercitata e stimolata. Cambiare la strada verso l’ufficio oppure confrontarsi con culture diverse possono essere dei buoni esercizi per allenare la mente. Anche uno stile di vita sano aiuta a mantenere il cervello sempre performante, ma per raggiungere obiettivi importanti la mente deve essere potenziata con le tecniche di memoria».
 

Quali consigli pratici per mantenerla viva e attiva quando già si possiede una buona memoria?

«Sonno di qualità, regolare attività fisica, un’alimentazione sana e ricca di proteine di origine vegetale, ma anche una mentalità sempre aperta alle novità: sono solo alcuni dei segreti per mantenere giovane la memoria. Anche lettura, cruciverba, meditazione oppure l’utilizzo moderato dei Social Network contribuiscono a stimolare l’ippocampo mantenendo, sempre viva la memoria».
 

E chi, invece, masce già con poca memoria cosa può fare? 

«Nessuno parte con poca memoria: le persone che dicono di ricordare poco sono semplicemente poco allenate e spesso disattente. In questi casi la mente va allenata e potenziata con le tecniche di memoria: dai loci ciceroniani, alle mappe mentali, fino all’associazione ai ricordi di immagini paradossali e creative con la regola del P.A.V. (Paradosso Azione Vivido)».

Matteo Salvo alla premiazione degli International Master of Memory 2013
Matteo Salvo alla premiazione degli International Master of Memory 2013

Hanno più memoria gli uomini o le donne….?

«Molto spesso le donne tendono a ricordare meglio aneddoti e dettagli, soprattutto se sono legati alla sfera emotiva. Questo accade perché la nostra mente rievoca meglio le informazioni se sono colorate, inconsuete e paradossali, ma non vuol dire che la memoria delle signore sia più performante di quella maschile. Tuttora non esistono evidenze scientifiche a riguardo».
 

Qual è la differenze tra la memoria degli anziani e quella dei giovani o dei bambini?

«La memoria dei bambini è come un foglio bianco, dalle infinite potenzialità. Con le giuste tecniche di apprendimento sarà possibile iniziare ad allenarla per raggiungere risultati sorprendenti. La mente degli adulti, invece, è troppo spesso sovraccarica di informazioni e lo “stress” da ricordo porta il cervello a cancellare contenuti non essenziali. Infine, la memoria degli over 65 è penalizzata dalla disattenzione alle cose e dal disorientamento: a volte basta concentrarsi per rimettere le informazioni al posto giusto e ritrovare i ricordi».
 

Che fare per tenere a mente i numerosi codici che ormai ci servono nella la vita di tutti i giorni (pin per cellulare, accesso banca, password per i numerosi account che possediamo)?

«La conversione fonetica è sicuramente il metodo più efficace per ricordare Pin, codici di accesso, sequenze di numeri, anche se è un metodo ancora poco diffuso. Consiste nell’associare a ogni numero un certo tipo di suono ed è importante pronunciare solo il suono e non il nome della lettera: per spiegarmi meglio, al numero 1 abbineremo ad esempio suoni dentali, ovvero quelli che emettiamo quando pronunciamo le lettere T o D, mente al numero 2 suoni nasali, come quelli che pronunciamo per la lettera N o il gruppo consonantico GN. Alla fine ogni numero verrà trasformato in immagini e un’immagine si ricorda molto meglio rispetto ad un numero».

 

E per ricordare date o nomi di persone, titoli dei libri e dei film?

«Per memorizzare qualsiasi tipo di informazione si possono associare tra loro delle immagini in modo creativo, verificando che rispondano all’acronimo P.A.V. (Paradosso Azione Vivido). Si costruirà un ricordo efficace se l’associazione utilizzerà situazioni paradossali, in movimento e che coinvolgano i 5 sensi in modo chiaro, nitido e “colorato. Il paradosso è amico della memoria perché abbina il ricordo ad un patrimonio emotivo “speciale”, inconsueto, multisensoriale, che esce fuori dall’ordinario e quindi facile da rievocare mentalmente».

 

Cosa sono i Campionati mondiali di Memoria?

«I campionati mondiali di memoria sono una competizione in cui agli atleti della mente provenienti da tutto il mondo viene richiesto di memorizzare 1 mazzo da 52 carte sotto i 2 minuti di tempo, almeno 10 mazzi di carte sotto i 60 minuti di tempo massimo ed un numero lungo almeno 1.000 cifre sotto i 60 minuti di tempo. Il tutto chiaramente senza commettere neanche un errore».

 

Matteo Salvo, Presidente dell’Italian Memory Sport Council, l’ente che si occupa della divulgazione delle mnemotecniche e dello sport della memoria è co-autore del libro “Professione Studente 30 e lode” (IF Idee Editoriali Feltrinelli Gribaudo) scritto a quattro mani con Elisabetta Galli, Dottore di Ricerca in Giurisprudenza, consulente aziendale e formatore strategico. Ha ideato e organizza dal 2012 ogni anno il Campionato Italiano di Memoria per ragazzi e adulti, valido a livello mondiale. Per approfondimenti consultate il suo sito  (www.matteosalvo.com)

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