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sabato 18 agosto 2018
 
3 anni con Bergoglio
 

Matteo Truffelli. «Così ha fatto cambiare passo alla Chiesa»

14/03/2016  «L'ha spinta incontro alle persone, facendola "camminare insieme": Papa, vescovi e popolo di Dio», dice il presidente dell’Azione cattolica

Per il presidente nazionale dell’Aziona cattolica italiana la freschezza dell’esordio è intatta. Matteo Truffelli non ha dubbi: «Bergoglio non smette di stupirci per la forza dirompente dei suoi gesti e delle sue parole, capaci di scardinare schemi consolidati e di spingere ogni giorno tanti, credenti e non, semplici e intellettuali, poveri e potenti, a confrontarsi con una proposta di Chiesa e una visione del mondo cariche di speranza, di passione per l’umanità e di desiderio di incontro e dialogo con tutti».
«Per capire Francesco», prosegue Truffelli, «non bisogna mai dimenticare che egli ha raccolto le redini della Chiesa in un momento di grande prostrazione, di dolore, tali da spingere Benedetto XVI al gesto profetico delle dimissioni, per mancanza di forze. Da allora, Francesco ci mostra ogni giorno il volto di una Chiesa che ancora una volta si è dimostrata capace di suscitare attese, stima e riconoscenza da parte di chi vive dentro e fuori di essa».
«Tutti ricordiamo i tre verbi con cui ha aperto il suo pontificato: camminare, edificare, confessare», sottolinea il presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana. «Non c’è dubbio che il Papa abbia dato pienezza alle sue parole, imprimendo alla Chiesa un passo nuovo: il passo della sinodalità, sperimentata attraverso i due Sinodi dedicati alla famiglia, e vissuta nella quotidianità della Chiesa universale, che Francesco spinge lungo le strade della vita reale delle persone “camminando insieme”, Papa, vescovi e popolo di Dio».
«Francesco chiama tutti, credenti e non, a edificare ponti e ad abbattere muri, cosa che lui fa in prima persona: pensiamo al recente incontro con il patriarca di Mosca Kirill, alla visita alla sinagoga di Roma, ai rapporti instaurati con i principali leader musulmani, alla preghiera per la Siria. Una diplomazia dei segni, della tessitura dei fili di speranza che ha portato a Roma il presidente iraniano Rohani e ha permesso il riavvicinamento tra Usa e Cuba».
«Il Papa che ha inventato un nuovo linguaggio fatto di contatti con i fedeli, di selfie, di carezze e abbracci a chi soffre, di parole semplici ma efficaci è anche il Papa che non ha paura di denunciare le esclusioni sociali e le iniquità dell’attuale sistema economico mondiale. Un Papa che non teme di chiamare carneci quanti alimentano traffici di morte e lucrano sulla disperazione dei migranti. È il Papa che con la Laudato si’ ha promosso un diverso rapporto tra essere umano e creato».
Francesco fa la storia. «Il suo discorso sul confine messicano che divide le due Americhe, quella ricca e quella povera, è storia», termina Truffelli. «Come lo è la scelta di aprire in Africa il Giubileo, evento straordinario per i cattolici e al contempo messaggio all’intera umanità a ripensare sé stessa attraverso la “confessione” della propria nitezza e fragilità umana. Francesco sa mostrare a un mondo che l’ha respinto o rimosso il volto di un Dio misericordioso, accogliente, pacico e salvatore, confessando una fede che è sempre incarnata nel quotidiano».

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