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sabato 25 maggio 2019
 
Il messaggio di Natale 1964
 

L'odio è più facile dell'amore

31/07/2018  "Guardatevi dal nazionalismo, dal razzismo, dal militarismo e dallo spirito di fazione": sembravano fenomeni scomparsi - disse il Papa santo dal 14 ottobre prossimo - invece stanno risorgendo. Il messaggio natalizio di Paolo VI del 1964 pubblicato su Famiglia Cristiana n. 3 del 17 gennaio 1965. Parole di grande forza e attualità

Ecco il messaggio natalizio di papa Paolo VI del Natale 1964 pubblicato sul numero 3 di Famiglia Cristiana del 17 gennaio 1965

 

II progresso civile viene scoprendo come esigenza, come conquista, ciò che Cristo, fattosi uomo come noi e nostro maestro, già ci aveva insegnato dalle pagine, non mai pienamente comprese, non ancora universalmente applicate, del suo Vangelo: « Voi siete tutti fratelli ,. (Mt. 23, 8); cioè eguali, cioè solidali, cioè obbligati a riconoscere in ciascuno di voi riflessa l'immagine dello stesso Padre celeste, e a promuovere scambievolmente il raggiungimento dei medesimi destini: la pienezza umana e la figliolanza divina per la grazia, in questa vita, la beatitudine eterna nella vita futura... La via del vero progresso è faticosa ed incerta. La resistenza umana nella ricerca dell'ottimo conosce scoraggianti flessioni. L'uomo è instabile. La conquista della verità è ardua. II bene è difficile. L'odio è più facile dell'amore.

Il nazionalismo

Ci sia consentito di indicare fugacemente alcune forme concrete, fra le tante esistenti e ,possibili, nelle quali si manifesta l'opposizione alla fratellanza fra gli uomini. Accenniamo appena, quasi per esemplificare.

Primo: il nazionalismo che divide i popoli opponendoli gli uni agli altri, alzando fra loro barriere di contrastanti ideologie, di psicologie chiuse, di interessi esclusivi, di ambizioni autarchiche, quando non sia di avidi e prepotenti imperialismi. 'Questo nemico della fratellanza umana oggi riprende vigore. Pareva superato: almeno. virtualmente, dopo la tragica esperienza dell'ultima guerra mondiale; esso risorge. Noi preghiamo governanti e popoli di vigilare, di moderare questo facile istinto di prestigio e di emulazione; può di nuovo essere fatale. Noi facciamo voti che sia da tutti sostenuta ed onorata la funzione degli organismi sorti per unire le nazioni in leale e reciproca collaborazione, per impedire le guerre e prevenire i conflitti, per risolvere  i contrasti con pazienti trattative e opportune convenzioni, per far progredire la coscienza e l'espressione del diritto internazionale, per dare insomma alla pace la sua stabile sicurezza ed il suo dinamico equilibrio.

Il razzismo

Altro ostacolo, rinascente anch'esso, il razzismo, che separa ed oppone le differenti stirpi componenti la grande famiglia umana, creando orgogli, diffidenze, esclusivismi, discriminazioni, e talora oppressioni a danno del reciproco rispetto e della dovuta stima, che devono fare delle diverse denominazioni etniche un pacifico concerto di popoli fratelli.

Il militarismo

Così non possiamo non guardare con spavento un militarismo, rivolto non già alla legittima difesa dei rispettivi Paesi e al mantenimento della pace universale, ma teso piuttosto verso armamenti sempre più potenti e micidiali, che impegnano colossali energie di uomini e di mezzi, alimentano la psicologia di potenza e di guerra, e inducono a fondare la pace sulla base infida e inumana del reciproco timore. Anche a questo riguardo osiamo augurare che le  guide dei popoli sappiano proseguire con cuore prudente e magnanimo sulla via del disarmo, e vogliamo generosamente prospettare la devoluzione, anche se parziale e graduale, delle spese militari a scopi umanitari, e non solo a vantaggio dei propri stati, ma a beneficio altresi dei Paesi in via di sviluppo e in condizione di bisogno: la fame e la miseria, la malattia e l'ignoranza implorano ancora soccorso; e noi non esitiamo a far nostro di nuovo il gemito implorante delle folle, tutt'oggi sterminate, di poveri e di sofferenti, bisognosi di sollecito e sostanziale soccorso. Uomini buoni e generosi, che potete aiutare chi ha fame, chi soffre, chi giace nella miseria e nell'abbandono ascoltate nella nostra voce quella divina ed umana di Cristo, nostro fratello in ogni uomo indigente.

Lo spirito di fazione

Potremmo dimenticare in questo triste elenco di ostacoli alla fratellanza il classismo, ancora tanto aspro e forte nella società contemporanea; e lo spirito di partito e di fazione, che oppone ideologie, metodi, interessi, organizzazioni nell'intero tessuto stesso delle varie comunità? Per un verso questi complessi e vastissimi fenomeni sociali uniscono fra loro gli uomini aventi comuni interessi, ma, per un altro verso, tanto spesso scavano abissi incolmabili fra le varie categorie umane, e fanno della loro opposizione sistematica una ragione di vita, dando alla nostra società, estremamente evoluta nella perfezione tecnica ed economica, il volto' triste e amaro della discordia e dell'odio. La società non è felice, perchè non è fraterna.

Oggi la fratellanza s'impone; l'amicizia è il principio d'ogni moderna convivenza umana. Invece di vedere nel nostro simile l'estraneo, il rivale, l'antipatico, l'avversario, il nemico, dobbiamo abituarci a vedere l'uomo, che vuol dire un essere pari al nostro, degno di rispetto, di stima, di assistenza, di amore come a noi stessi.



La pagina originale del numero 3 di Famiglia Cristiana del 17 gennaio 1965 con pubblicato il messaggio natalizio di Paolo VI.

È possibile scaricare il file in formato .pdf cliccando qui.

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