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sabato 23 febbraio 2019
 
 

Milano celebra Vico Magistretti

28/06/2010  Lo studio dove ha lavorato per sessant'anni diventa un museo e racconta il genio dell'architetto e designer milanese, protagonista della grande stagione del Made in Italy.

La sala riunioni di Vico Magistretti con i modelli d'architettura.
La sala riunioni di Vico Magistretti con i modelli d'architettura.

     Una rassegna d’idee fissate a tratti veloci su fogli di fortuna. Lampade famosissime come la Eclisse del ’66 disegnata per Artemide, la Atollo del ’77 prodotta da O’ Luce, poi, tra i divani, il Marelunga del ’73 di Cassina. Tutti oggetti da Compasso d’Oro, il primo e il più autorevole premio di design a livello europeo. Ancora sedie, tra le quali spicca Selene, 1967, di cui viene raccontata l’intera storia, dal progetto alla produzione.  Non meno di trentamila fogli, che testimoniano sessant’anni di lavoro tra architettura e design di Vico Magistretti, tornano nel suo storico studio di via Conservatorio 20.     

     Qui, dopo le lezioni di Ernesto Nathan Rogers, punto di riferimento per la cultura architettonica italiana del Dopoguerra, e la laurea al Politecnico, cominciò ad assistere il padre Pierluigi, stimato architetto che nel 1933 progettò l’edificio in via Conservatorio dove si ritagliò poi al piano terra l’ufficio.           
 
     A tre anni dalla sua scomparsa, oggi lo studio è diventato una fondazione voluta dai due figli Susanna e Stefano. È un archivio che ha richiesto due anni per l’inventario e per catalogare foto, schizzi, documenti. Un lavoro immenso a cui si sono dedicate con passione la nipote Margherita Pellino, figlia di Susanna, e la curatrice Simona Romano.    

     Nella stanza dove lui lavorava non è cambiato nulla: vi sono il tavolo da lavoro, i pannelli coperti di appunti e immagini e lo specchio, sistemato ad arte per riflettere la Basilica cinquescentesca di Santa Maria della Passione. Intatta è rimasta anche la sala riunioni, con le maquette di alcuni edifici appese alle pareti.         

     Un megaschermo digitale raccoglie cronologicamente e per intero informazioni e progetti d’architettura: non più carte da sfogliare, ma immagini da sfiorare. E pensare che Magistretti non amava usare il computer: gli erano sufficienti una matita e un pezzo di carta. A volte, nemmeno quelli. Alcuni suoi lavori li ha dettati per telefono.                

     Per informazioni: Fondazione Vico Magistretti - via Conservatorio 20 - Milano. Telefono 02/76002964.

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