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mercoledì 18 ottobre 2017
 
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«Alle prossime elezioni i cristiani vigilino su famiglia e solidarietà»

06/10/2017  La prima lettera pastorale dell’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, invita a contemplare la “Gerusalemme nuova”, rilancia il metodo della sinodalità e indica le priorità per i cristiani per il referendum per l’autonomia in Lombardia e le elezioni politiche, regionali e nazionali del prossimo anno: «Famiglia, solidarietà, dialogo, ecologia integrale»

Invita ad «alzare lo sguardo», ricorda che «la vita cristiana non è percorso solitario, non l’iniziativa personale, ma il convergere nella città», che «l’edificazione della città è l’opera di Dio che convoca tutti e accoglie ciascuno». Propone un metodo, quello della sinodalità, che «è opera dello Spirito che dei molti fa una cosa sola». E invita i cristiani al discernimento anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali come il referendum per l’autonomia in Lombardia e le elezioni politiche, regionali e nazionali del prossimo anno: «L’avvicinarsi di consultazioni importanti per le istituzioni politiche e amministrative offre un’occasione per riflettere. I cristiani non possono sottrarsi al compito di praticare abitualmente il discernimento».

La prima lettera pastorale del neo arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, s’ispira alla Gerusalemme celeste dell’Apocalisse, Vieni ti mostrerò la sposa dell’Agnello, è piuttosto snella (poco più di 20 pagine) ed è stata firmata il 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi.

Nella prima parte, Delpini traccia un identikit di Chiesa pronta e capace di «accogliere tutti» perché fondata sulla «testimonianza apostolica» e la «tradizione del popolo santo di Dio». Invita i fedeli e i sacerdoti a contemplare la Gerusalemme nuova dell’Apocalisse con l’avvertimento che la contemplazione non rimanga esterna ed estranea ai tempi, ai luoghi e alle sfide della vita ordinaria: «Un rischio denunciato e contrastato da decenni dagli arcivescovi di Milano» e che Delpini rilancia e fa proprio. Ai preti l’arcivescovo suggerisce di non essere schiavi «dell’efficienza organizzative» e invita a «una qualche semplificazione dei calendari» per non perdere l’essenziale: «Alla contemplazione dell’opera di Dio deve ispirarsi il nostro cammino di Chiesa nel tempo». Anche perché, aggiunge Delpini, deve essere chiaro a tutti che la «Gerusalemme nuova non sorge come impresa umana o esercizio di potere», né è «frutto dell’efficienza organizzativa» ma della presenza e dell’opera di Dio.

L’arcivescovo richiama le priorità per il prossimo anno pastorale anche alla luce della visita pastorale feriale condotta dal suo predecessore, il cardinale Angelo Scola. Richiama anzitutto alla sinodalità come metodo e stile e che impedisce «di dividersi in fazioni e di isolarsi in aggregazioni autoreferenziali». Ma, si domanda Delpini, cosa rende praticabile «l’esercizio della sinodalità a uomini e donne tentati da indivi-dualismo, protagonismo, inerzia, rassegnazione, mutismo, confusione? La sinodalità è una disciplina dell’agire pastorale». Richiama alcune priorità: la messa domenicale che «deve essere un appuntamento desiderato, preparato, celebrato con gioia e dignità», affinché «il celebrare sia alimento per il vivere». Raccomanda di favorire «anche la preghiera feriale» ed «è opportuno che la chiesa rimanga aperta per quanto possibile, se è necessario anche grazie a volontari affidabili e convinti e per animare la preghiera della comunità anche in assenza del prete».

La lettera pastorale edita dal Centro Ambrosiano (32 pagine, 1.50 euro), sarà in vendita nella librerie cattoliche da martedì 10 ottobre
La lettera pastorale edita dal Centro Ambrosiano (32 pagine, 1.50 euro), sarà in vendita nella librerie cattoliche da martedì 10 ottobre

«Le prossime consultazioni elettorali occasioni per riflettersi e confrontarsi»

Infine, nell’ultima parte della lettera, monsignor Delpini scrive che «i cristiani non possono sottrarsi al compito di praticare abitualmente il discernimento in una metropoli che deve raccogliere la sfida di declinare in modo nuovo il tesoro della tradizione ambrosiana». L’occasione per questo discernimento è offerta anche dalle prossime «consultazioni importanti per le istituzioni politiche e amministrative», occasioni «per riflettere, confrontarsi, esprimersi sugli aspetti istituzionali della società civile (Referendum per l’autonomia) e sulla situazione e prospettive politiche del Paese (elezioni politiche, regionali e nazionali)».

Infine, Delpini indica gli ambiti in cui esercitare questo discernimento nella vita pubblica: la generazione («famiglia, figli, nonni»), la solidarietà («logica di inclusione, a partire dalle tante periferie che le nostre società generano»), l’ecologia integrale («legando cura dell’ambiente a quella dell’uomo») e del dialogo («secondo la logica del meticciato»), primato della trascendenza («senza la quale non c’è fondamento al legame sociale») e la sussidiarietà che è la «sinergia tra i vari soggetti, secondo la logica della pluriformità nell’unità».

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