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domenica 25 agosto 2019
 
 

Mons. Romero verso la beatificazione

22/04/2013  Dopo l'incontro con Papa Francesco, mons. Vincenzo Paglia, postulatore della causa dell'arcivescovo ucciso nel 1980 a San Salvador, ha annunciato passi avanti

Mons. Oscar Arnulfo Romero fu ucciso il 24 marzo 1980 mentre stava celebrando la messa
Mons. Oscar Arnulfo Romero fu ucciso il 24 marzo 1980 mentre stava celebrando la messa

Papa Francesco spera in una rapida conclusione della causa di beatificazione di Oscar Arnulfo Romero, l'arcivescovo di San Salvador trucidato il 24 marzo 1980, mentre celebrava messa nella cappella di un ospedale a San Salvador. «La causa di beatificazione si è sbloccata», ha annunciato il postulatore, monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio consiglio per la Famiglia.

L'annuncio è arrivato da Molfetta, in Puglia, dove l’arcivescovo si è recato in occasione della celebrazione per i vent’anni della morte di don Tonino Bello, il vescovo salentino già presidente di Pax Christi per il quale pure è in corso il processo di beatificazione. Monsignor Paglia ha dato notizia della ripresa della causa all'indomani di un suo incontro con Papa Francesco ed ha auspicato che i due servi di Dio possano salire insieme all'onore degli altari (don Tonino come confessore e Romero come martire) perché, ha spiegato, «Gesù gli apostoli li manda sempre due a due».

Colpito a morte per non aver mai smesso di accusare i militari, i paramilitari e gli squadroni della morte per le uccisioni degli oppositori politici e di insanguinare il paese, monsignor Romero ebbe per le sue denunce alcune incomprensioni con la Curia Romana nonostante fosse un prelato di provenienza conservatrice e vicino all'Opus Dei. La causa di beatificazione è iniziata nel 1997 ma si è arenata presso la Congregazione delle cause dei Santi in Vaticano.

Il nodo da chiarire è se Romero fosse stato ucciso in odio alla fede, e dunque fosse martire: in tale caso per essere beatificato non ci sarebbe bisogno del riconoscimento del miracolo. 
Giovanni Paolo II già nella celebrazione giubilare del 2000 al Colosseo in ricordo dei Martiri della Chiesa inserì anche il nome di Romero.  E due anni dopo, il 19 novembre 2002, Papa Wojtyla ricevendo la visita ad limina di alcuni vescovi salvadoregni, tra cui Fernando Sáenz Lacalle, successore di Oscar Arnulfo Romero alla sede di San Salvador, disse chiaramente: «È un martire. Sì, monsignor Romero è un martire».

Analogamente a quanto accaduto per padre Pino Puglisi, il parroco di Brancaccio ucciso dalla mafia, che sara' proclamato beato il prossimo 25 maggio a Palermo, a sbloccare la causa di Romero potrebbe essere la testimonianza rilasciata nel 2010 dal capitano Alvaro Rafel Saravia, l'unico condannato per l’omicidio di Romero le cui parole dimostrano che il presule fu «ucciso in odio alla fede». Nel caso di Puglisi il postulatore è stato l'arcivescovo di Catanzaro, monsignor Vincenzo Bertolone, che con la sua intuizione relativa all'utilizzo dei verbali del processo penale agli assassini di Puglisi anche nella causa per la beatificazione ha di fatto aperto un'autostrada verso la gloria degli altari anche per monsignor Romero.

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