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martedì 21 novembre 2017
 
BOLOGNA
 

Muore per la pertosse: la rete si mobilita a favore dei vaccini

14/10/2015  Mentre a Bologna sono ancora sotto shock per la morte di una neonata di un mese, una mamma racconta come è facile per un bambino a contatto con gli altri ammalarsi di pertosse. Per questo lancia una petizione on line a favore della vaccinazione.

Non aveva nemmeno un mese la bambina morta di pertosse domenica scorsa al Sant’Orsola di Bologna. I medici sono ancora sotto choc. La piccola, che quando è arrivata in ospedale aveva 28 giorni, prima è stata ricoverata in neonatologia, poi nel reparto malattie infettive. In breve la situazione è precipitata, fino al decesso.

«La pertosse era stata praticamente debellata grazie alle vaccinazioni» ha spiegato la direttrice di microbiologia del Sant'Orsola, Maria Paola Landini, “siamo tutti rimasti sconvolti. Se la pertosse comincia a girare, va anche a colpire bambini piccoli, anziani, malati di altre patologie. Ci tengo a ribadire il concetto: vaccinarsi non serve solo a proteggersi, è un atto di responsabilità sociale".
Come noto la pertosse non rientra nelle vaccinazioni obbligatorie in Italia, ma in quelle raccomandate a partire dai due mesi di età, come il morbillo e la rosolia. La bimba morta domenica scorsa non era ancora in età da vaccino ed era dunque potenzialmente esposta alla malattia.

Nel 2014 in Emilia Romagna è stato vaccinato contro la pertosse il 94,44% dei bambini (la media nazionale è 94,58), contro il 95,8% dell'anno precedente (media nazionale 95,5%). Secondo le statistiche regionali, in Romagna la percentuale dei vaccinati è però più bassa. La “maglia nera”, in particolare, spetta a Rimini.
Intanto ha già raggiunto le 14000 firme la petizione al Ministro della salute lanciata on line da una mamma di Cesena, Alice Pignatti, per rendere obbligatoria la vaccinazione contro le malattie infettive nelle comunità scolastiche.

La sua bambina si è ammalata di pertosse a un mese e mezzo, prima quindi di poter fare il primo richiamo. La mamma la portava con sé quando accompagnava alla materna il bimbo più grande e probabilmente in questo modo ha contratto la malattia. Per fortuna la piccola è in via di guarigione. «Le istituzioni pubbliche ci devono aiutare” chiede Alice “per far fronte alle campagne anti-vax, ci vorrebbe almeno uno sportello informativo in ogni ambulatorio».

 
 
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