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Napoli, gli indigenti pagano la spesa facendo volontariato

11/11/2016  Niente soldi, al social market “Arca, l'Emporio della Solidarietà”, che ha aperto a Monte di Procida, si può pagare tramite ore di volontariato da prestare secondo le proprie possibilità e competenze. Un esperimento unico in Campania per 40 famiglie selezionate dai Servizi sociali

Fare la spesa senza spendere soldi pagando attraverso attività di volontariato da prestare secondo le proprie possibilità, competenze e predisposizioni. Da oggi è possibile al social market Arca, l’Emporio della Solidarietà che ha aperto a Monte di Procida, in provincia di Napoli al confine con Bacoli. Il progetto unico in Campania e in Italia nasce dalla collaborazione fra la locale associazione "La Casetta Onlus" e la "Fondazione Progetto Arca Onlus", che insieme intendono sostenere le famiglie indigenti del territorio flegreo.

I clienti, tramite un protocollo d’intesa, saranno selezionati dai Servizi Sociali.
Si tratta di 40 famiglie di Bacoli e Monte di Procida che potranno fare la spesa senza dover spendere i propri soldi. La Casetta e Progetto Arca, infatti, senza l’ausilio di fondi pubblici, sono riusciti a finanziare interamente il progetto. Le famiglie coinvolte riceveranno una tessera a punti che utilizzeranno per pagare la propria spesa. Nella  sede si possono trovare i frigoriferi e i classici scaffali da supermercato con una dozzina di prodotti alimentari sempre disponibili. La novità è che si può pagare la spesa facendo volontariato. Per questo sarà proposto un apposito corso di formazione nel quale i clienti impareranno a relazionarsi col prossimo e con le diverse situazioni di disagio. Non più, quindi, un semplice dono, ma una nuova dimensione di scambio che gratifica la persona, facendola sentire utile.

Tale sistema, inoltre, crea relazioni nuove, aiuta chi si trova in difficoltà a uscire da una pericolosa tendenza all’isolamento. «Nella profonda problematicità della nostra vita», spiega Anna Gilda Gallo, presidente de La Casetta Onlus, «c’è bisogno di una voce che gridi “non temere”. Io credo che l’uomo si debba liberare da quel che si è messo addosso o da quel che gli hanno messo addosso, l’inclusione, quindi, è importante perché solo così l’essere scopre la relazione e la capacità di amare».

Secondo il rapporto 2016 su povertà ed esclusione pubblicato da Caritas in Italia sono un milione e 582mila le famiglie in povertà assoluta, cioè oltre 4,5 milioni di individui, il numero più alto dal 2005. Non si tratta di un disagio economico, ma della forma più grave di indigenza, quella di chi non riesce ad accedere a quei beni e servizi necessari per una vita dignitosa. Dal 2007 la percentuale di persone povere è più che raddoppiata passando al 7,6%. Ancora una volta è il Mezzogiorno a vivere la situazione più difficile, qui si concentra il 45,3% dei poveri di tutta la nazione.

«A Milano, a Roma, ora a Napoli e domani in altre città italiane Progetto Arca vuole essere presente per aiutare le famiglie in difficoltà, che hanno il bisogno e il diritto di riprendersi e ricominciare a vivere», commenta Laura Nurzia, vicepresidente della Fondazione Progetto Arca, «e aiutare per noi significa innanzitutto soddisfare i bisogni primari attraverso beni semplici proprio come quelli alimentari, ma significa anche guardare oltre l’assistenza, credendo in un futuro di autonomia e integrazione sociale per tutti. Questo è il valore imprescindibile della dignità della persona».

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