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domenica 25 febbraio 2018
 
Teatro
 

Nei Demoni di Dostoevskij gli inferni del giorno d'oggi

08/02/2018  Il Teatro Franco Parenti di Milano presenta un nuovo “Percorso” dedicato a Fëdor Dostoevskij. «Dostoevskij, prima di Freud, propone un’analisi dell’animo umano - spiega Mino Manni, regista e attore – ma in forma poetica, senza giudicare, analizzando le dinamiche che muovono l’uomo a compiere il male».

TRILOGIA SU DOSTOEVSKIJ AL TEATRO PARENTI  

Il Teatro Franco Parenti di Milano presenta un nuovo “Percorso” dedicato a Fëdor Dostoevskij, dopo il successo della scorsa stagione, attraverso l’allestimento di quattro spettacoli scelti da Andrée Ruth Shammah:  Il giocatore, con la regia di Gabriele Russo, e dal 7 febbraio  La confessione - il nuovo adattamento dai Demoni di Alberto Oliva, anche regista, e Mino Manni, anche interprete - incentrato sul drammatico monologo di Stavrògin, originariamente censurato, in cui il protagonista ammette, di fronte a padre Tichon, di avere abusato di una bambina.

Gli altri due spettacoli in programma sono tratti da Delitto e castigo: il primo, Una discesa agli inferi tra lucidità e follia, con Raskol’nikov che uccide un’usuraia, il secondo, Il topo del sottosuolo, con Svidrigajlov, innamorato della sorella di Raskol’nikov, che mostra la sua devastante dipendenza dal gioco, oggi al centro dell’attenzione per i frequenti episodi di ludopatia.

Alberto Oliva e Mino Manni, nel 2011, fondano l’Associazione I Demoni, dal titolo appunto di uno fra i  romanzi di Dostoevskij, proprio per la centralità che lo scrittore russo occupa nelle loro produzioni, sin dagli esordi, l’uno in qualità di vincitore di un concorso dedicato all’allestimento di Le notti bianche,  l’altro grazie a una precedente tournée di Delitto e castigo con Glauco Mauri e Roberto Sturno.
Nelle sale del Franco Parenti, che ne produce anche gli allestimenti, viene proposta una trilogia del binomio Oliva-Manni che ha appena pubblicato anche il volume Il nostro Dostoevskij, per la vivace casa editrice di e-book e libri cartacei, Cue press, diretta da Mattia Visani e specializzata in testi e saggi teatrali.

Dalla compagnia vengono selezionati alcuni episodi da I demoni e da Delitto e castigo, romanzi tesi a denunciare i profondi disagi della società di allora e, in alcuni casi, anche della società odierna, attraverso un’attenta analisi psicologica dei personaggi, resa con una lingua semplice e immediata. I personaggi sono diseredati, oppressi dall’eterno conflitto tra il bene e il male, conflitto da cui però è il male ad uscire vincitore. I personaggi, a seconda della loro indole, vivono alla giornata, di espedienti, condividendo l’incertezza del presente, spinti anche da un sentimento di solidarietà sotterranea che li unisce, vivendo la medesima difficoltà di programmare il futuro, come accade a molte persone oggi.

«Dostoevskij, prima di Freud, propone un’analisi dell’animo umano - spiega Mino Manni – ma in forma poetica, senza giudicare, ma analizzando le dinamiche che muovono l’uomo a compiere il male, anche quando parla di un pedofilo che induce la bambina di cui ha abusato al suicidio. Filo conduttore dei testi che portiamo in scena con il “progetto Dostoevskij” è che tutti possiamo commettere fatti tremendi da un momento all’altro, per questo dobbiamo aspettare prima di giudicare gli altri e guardare dentro noi stessi. Infatti Stavrògin, in La confessione, provoca gli spettatori, affermando: “io non provo né indignazione, né vergogna”, ma il finale è imprevedibile e l’autore invita il pubblico a riflettere sulle ragioni che inducono a compiere il male.

Io ed Alberto Oliva, lavorando insieme da anni, ci conosciamo bene e proponiamo ognuno un nostro adattamento del romanzo e poi ci confrontiamo per creare la versione definitiva. La lingua di Dostoevskij è intoccabile, non si può mettere in discussione, perciò ci concentriamo sulla   selezioniamo di alcune tematiche principali per ogni spettacolo, per non fare un bigino dell’opera in cui si tiene tutto, ma non emerge la sostanza principale.  Bisogna stare attenti a trattare su certi temi così drammatici per poterli raccontare nel modo giusto: il teatro è un luogo sacro. Per questo abbiamo sempre scelto autori come Dostoevskij, Puškin, Shakespeare in grado di descrivere l’animo umano e coinvolgere i giovani, dato che la parola recitata è diversa dalla parola scritta e con i ragazzi funziona perché li coinvolge di più. Spesso dopo lo spettacolo, i ragazzi mi dicono : “non pensavo che Dostoevskij fosse così affascinante, pensavo fosse noioso!”».

Insieme agli spettacoli infatti l’Associazione I demoni da anni tiene anche seminari e laboratori sia nelle scuole di teatro, sia nelle scuole, sia incontri nelle università, come racconta Mino Manni che, oltre a essersi diplomato alla Bottega Teatrale di Vittorio Gassman, si è anche laureato in Storia del teatro e dello spettacolo, all’Università Statale di Milano: «è straordinario il rapporto che si instaura con i ragazzi, per esempio, quando ho insegnato  in un liceo artistico di  Piacenza, abbiamo lavorato sul rapporto tra i romanzi di Dostoevskij e i film di Woody Allen in cui, come in Match Point, si trovano chiari riferimenti a Delitto e castigo.

È stata una esperienza bellissima: i ragazzi sono molto sensibili.  In Delitto e castigo si parla appunto di uno studente, Raskol’nikov che, per difficoltà economiche, non arriva alla fine del mese e si sente responsabile del mantenimento della madre e della sorella delle quali lui, come unico uomo di casa, deve provvedere. Spinto dalla disperazione, uccide un’usuraia per rapinarla, ma soffre  per il fatto di aver ucciso, sprofondando in uno stato mentale che alterna lucidità a momenti di delirio in un crescendo di sensi di colpa che lo portano alla confessione e al castigo annunciato nel titolo; mentre Stavrògin si spinge all’aberrazione della pedofilia, solo per provare nuove ed intense emozioni, come oggi fanno alcuni giovani che, solo per provare qualcosa di forte, si macchiano di delitti efferati, per esempio quei ragazzi che hanno dato fuoco a un senza tetto, solo per sperimentare nuove sensazioni. Dostoevskij descrive gli stessi stati d’animo di quei giovani che oggi hanno difficoltà a mostrare sentimenti positivi e non si pentono del male commesso. Vorrei che, tramite il nostro Percorso Dostoevskij, le nuove generazioni potessero imparare a riflettere di più sulle loro azioni.»

PERCORSO DOSTOEVSKIJ

La confessione. Il capitolo censurato dei Demoni, adattamento di Alberto Oliva e Mino Manni. Con Mino Manni. Regia di Alberto Oliva, dal 7 al 18 febbraio 2018. Delitto e castigo. Una discesa agli inferi tra lucidità e follia, adattamento di Alberto Oliva e Mino Manni.  Regia di Alberto Oliva, con Giulia Merelli, Riccardo Sinibaldi, Francesco Brandi, Maria Eugenia D’Aquino, Marco Balbi, Massimo Loreto, Mino Manni, Sara Marconi, Camilla Sandri. Scene di Alessia Margutti. Costumi di Simona Dondoni. Musiche di Gabriele Cosmi. Luci Alessandro Tinelli, dal 16 febbraio al 4 marzo 2018. Il topo del sottosuolo da Delitto e castigo con Mino Manni, regia Alberto Oliva, dal 27 febbraio al 4 marzo 2018. Tutti gli spettacoli, prodotti dal Teatro Franco Parenti, sono in scena nelle sale del Teatro Franco Parenti di Milano. Info: Teatro Franco Parenti, via Pier Lombardo, 14, Milano, tel. 02 59995206, mail: biglietteria@teatrofrancoparenti.it

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