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«Nella notte dei conflitti, le religioni siano albe di pace»

02/10/2016  Così papa Francesco in Azerbaijan, davanti ai capi religiosi locali della Chiesa ortodossa russa e degli ebrei. E nell’incontro con le autorità ha insistito sull’importanza del dialogo e del rispetto religioso per difendere i più deboli e far progredire il Paese.

Il benvenuto del Grand Mufti Allahshukur Pashazade a Papa Francesco all'incontro presso la moschea di Heydar, a Baku. In copertina, l'incontro con il Presidente della Repubblica dell'Azerbaijan Ilham Aliyev.
Il benvenuto del Grand Mufti Allahshukur Pashazade a Papa Francesco all'incontro presso la moschea di Heydar, a Baku. In copertina, l'incontro con il Presidente della Repubblica dell'Azerbaijan Ilham Aliyev.

«Una visita dall'importanza particolare non solo per le relazioni tra Vaticano e Azerbaijan, ma anche per questo dialogo tra le civiltà». Il presidente della Repubblica Ilham Aliyev accoglie papa Francesco nel suo palazzo e poi ancora nel centro Heydar Aliyev parlando di dialogo e multiculturalismo. «In questo momento è tanto importante dialogare», sottolinea il Papa. E, ricordando le ricchezze spirituali, culturali e materiali Francesco loda l'Azerbaijan: «Voi date un esempio di libertà religiosa così grande», dice.

Poi, dopo aver sostato silenziosamente davanti al monumento dei caduti per l’indipendenza di Baku dove sono seppelliti i soldati azeri e turchi caduti in difesa della città nel 1918 e i caduti durante la violenta repressione russa del 1990 e quelli nella guerra del Nagorno Karabakh, ricorda ancora, nell’incontro con le autorità, quanto siano indispensabili il dialogo e il rispetto religioso per difendere i più deboli e far progredire il Paese.

Il Papa parla del multiculturalismo e della necessaria complementarietà tra le culture e sottolinea che «questo sforzo comune nella costruzione di un’armonia tra le differenze è di particolare significato in questo tempo perché mostra che è possibile testimoniare le proprie idee e la propria concezione della vita senza prevaricare i diritti di quanti sono portatori di altre concezioni e visioni».

Nell’incontro con lo sceicco, infine, dopo che il capo dei musulmani del Caucaso aveva ringraziato il Papa per l’impegno sul tema dei migranti e per «la sua protesta nel collegare il nome dell’Islam al terrorismo e al contempo per la sua dura condanna alle cause reali del terrorismo e i suoi incisivi discorsi contro casi di xenofobia», papa Francesco ha auspicato, alla presenza anche dei capi religiosi locali della Chiesa ortodossa russa e degli ebrei che «nella notte dei conflitti che stiamo attraversando, le religioni siano albe di pace, semi di rinascita tra devastazioni di morte, echi di dialogo che risuonano instancabilmente, vie di incontro e di riconciliazione per arrivare anche là dove i tentativi delle mediazioni ufficiali sembrano non sortire effetti».

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