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martedì 20 novembre 2018
 
 

Nell’infanzia di Cristo la radice della gioia

09/10/2012  Due anticipazioni del libro di Benedetto XVI sui Vangeli dell'infanzia, che in Italia sarà pubblicato entro Natale.

Papa Benedetto XVI. Foto Ansa.
Papa Benedetto XVI. Foto Ansa.

Non un terzo libro, ma «una specie di piccola “sala d’ingresso” ai due precedenti volumi sulla figura e sul messaggio di Gesù di Nazaret». Così Benedetto XVI presenta il suo testo L’infanzia di Gesù, che completa la trilogia inaugurata nel 2007 con Dal battesimo alla trasfigurazione e proseguita nel 2011 con Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione. In Italia uscirà entro Natale in coedizione fra Rizzoli e Libreria editrice vaticana.

Nella descrizione proposta dalla casa editrice viene precisato che «nei Vangeli dell’infanzia Joseph Ratzinger individua, descrivendola mirabilmente, la radice teologica della gioia e ci porta a scoprire come il Vangelo non è una storia del passato, ma appartiene al presente e all’uomo contemporaneo. [...] L’esegesi di quelle pagine porta all’oggi. Oggi ci troviamo con i Magi davanti al Bambino e a sua madre, oggi ci interroghiamo sul senso di quell’incontro e ci chiediamo come una donna possa dire di sì a Dio fidandosi totalmente di Lui».

Una anticipazione del testo di Benedetto XVI riguarda la storicità dei racconti dell’infanzia: «Gesù è nato in un’epoca determinabile con precisione, [...] non è nato e comparso in pubblico nell’imprecisato “una volta” del mito. Egli appartiene a un tempo esattamente databile e a un ambiente geografico esattamente indicato: l’universale e il concreto si toccano a vicenda. In Lui il Logos, la Ragione creatrice di tutte le cose, è entrato nel mondo. Il Logos eterno si è fatto uomo, e di questo fa parte il contesto di luogo e di tempo. La fede è legata a questa realtà concreta, anche se poi, in virtù della risurrezione, lo spazio temporale e geografico viene superato e il “precedere in Galilea” da parte del Signore introduce nella vastità aperta dell’intera umanità».

Un altro brano si riferisce invece alla simbologia connessa al momento della nascita del Bambinello: «La tradizione delle icone, in base alla teologia dei Padri, ha interpretato mangiatoia e fasce anche teologicamente. Il bimbo strettamente avvolto nelle fasce appare come un rimando anticipato all’ora della sua morte: Egli è fin dall’inizio l’Immolato, come vedremo ancora più dettagliatamente riflettendo sulla parola circa il primogenito. Così la mangiatoia veniva raffigurata come una sorta di altare».

Intanto è stato comunicato dalla Sala stampa vaticana che, a partire dall’Udienza generale di domani, verrà aggiunta anche la lingua araba fra quelle in cui viene proposta la sintesi della catechesi del Papa. A motivare la decisione è stato il desiderio di Benedetto XVI, in continuità con il recente viaggio in Libano e con la pubblicazione dell’esortazione postsinodale Ecclesia in Medio oriente, di «manifestare il suo incessante interesse e il suo appoggio per i cristiani del Medio oriente, e ricordare a tutti il dovere di pregare e impegnarsi per la pace nella regione».

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