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mercoledì 18 settembre 2019
 
 

Ai neo papà 15 giorni di congedo obbligatorio

04/11/2015  E' al vaglio un disegno di legge che prevede quindici giorni di astensione obbligatoria dal lavoro per i neo-padri entro il primo anno di vita. Intanto una ricerca mostra i dati su quello facoltativo. I papà più virtuosi sono quelli Siciliani.

Novità in arrivo, se passerà la proposta di legge, per i nei papà che sino ad ora, per la nascita di un figlio, avevano diritto a un solo giorno di congedo retribuito all'arrivo del bambino. Ma se passeranno le norme contenute in un disegno di legge recentemente presentato al Senato per loro saranno previsti quindici giorni di astensione obbligatoria e retribuita entro il primo anno di vita. 
 
La proposta, che nasce comunque da tre donne, cioè  dalla vicepresidente Valeria Fedeli, dalla senatrice Anna Maria Parente e dalla deputata Maria Teresa Di Salvo, porta in sè l'idea di base che la responsabilità educativa va condivisa tra entrambi i genitori e per questo si propone un ddl sulla condivisione della responsabilità genitoriale che potrebbe diventare anche un emendamento alla legge di Stabilità.  

Le parlamentari vogliono in tal modo superare il luogo comune che vuole la «maternità relegata a una questione per sole donne» e a causa del quale le donne che diventano madri sono pesantemente svantaggiate nel mondo del lavoro rispetto agli uomini che diventano padri. La proposta sarà presentata contemporaneamente alla Camera e al Senato. Il testo è stato elaborato su un sondaggio a cui hanno partecipato ventimila persone. «Un lavoro di dialogo tra società civile e politica» che ha avuto l'appoggio del presidente dell'Inps Tito Boeri e del ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Entrambi hanno inviato una lettera in occasione della presentazione alla stampa. La senatrice Parente mette in evidenza la necessità di «scalfire e costruire una cultura contro il sentire comune che vuole la donna - madre o non madre - più problematica sul lavoro»

Costi a parte (sono ancora tutti da valutare) la società italiana sta comunque cambiando in tal senso. E magari questa proposta potrebbe assecondare la richiesta del congedo parentale facoltativo (quello che può durare sei mesi e che è pagato al 30% ) tra i padri che negli ultimi dati Inps (2011) riguardava poco più del 10% dei genitori.

Sicuramente è un tema il cui interesse sta crescendo. E' recente una ricerca che ha mostrato lo stato dell'arte regione per regione. Secondo Assiteca, uno dei principali broker assicurativi italiani che ha reso noti i numeri, in Sicilia tre padri su dieci (34,7%) hanno fatto ricorso al congedo parentale per la nascita di un figlio contro una media nazionale del 12%. Seguono il Lazio con un 18,4%,  Sardegna (16,7%), Trentino Alto Adige (15%), Liguria (14,8%) e Valle D’Aosta (14,8%). I papà di Veneto (8,1%), Lombardia (8,1%) e Piemonte (8,4%) sono, invece, agli ultimi posti nel nostro Paese nella scelta di accudire i figli nei primi anni di vita. In termini assoluti il numero di padri in congedo ha sfiorato le 6.000 unità nel Lazio, seguito da Lombardia (oltre 5.400 congedi), Sicilia con quasi 4.000 adesioni ed Emilia Romagna con oltre 3.400 casi.

 
 
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