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domenica 18 febbraio 2018
 
 
Benessere

Nudging: cos'è quella spintarella per mantenere i buoni propositi

04/01/2018  Mantenere i buoni propositi non è semplice se ci affidiamo solo alla forza di volontà. Ma c’è un modo che ci può indurre a percorrere una strada senza troppi sforzi

La forza di volontà non è tutto. Dopo le vacanze, in genere, siamo pieni di buoni propositi, che in gran parte riguardano il nostro benessere: fare più attività fisica, seguire una dieta più salutare, ritagliarsi un momento di riflessione durante la giornata, dedicare più tempo a coltivare i rapporti interpersonali. Questi propositi, l’esperienza passata ci insegna, molte volte rimangono tali e le abitudini precedenti continuano ad avere il sopravvento. Che cosa si può fare, allora, per riuscire a cambiare qualcosa nei nostri comportamenti?

Sembrerebbe che sia questione di “forza di volontà”: essere tanto determinati nelle proprie intenzioni da riuscire a vincere pigrizia e inerzia e resistere alle tentazioni delle gratificazioni immediate. È una strada che può avere successo, ma ha dei costi. Gli psicologi al riguardo parlano di ego depletion, ossia di “esaurimento” dell’io: se devo continuamente esercitare uno sforzo per ricordare a me stesso l’obiettivo che voglio raggiungere e resistere alla seduzione di scelte più facili, progressivamente esaurirò le mie risorse mentali fino a che non avrò più energie per contrastare la tendenza a ripiegare su ciò che è più comodo e mi costa meno fatica.

Una strada alternativa è quella del nudging, espressione derivata da termine inglese nudge, ossia “spintarella”. Si tratta cioè di creare attorno a noi le condizioni che ci inducono ad andare nella direzione desiderata senza che dobbiamo deliberatamente impegnarci al riguardo. Usando una metafora, fare nudging è come collocarsi su dei piani inclinati che ci spingono là dove i nostri propositi ci vogliono portare.

MANGIARE MEGLIO, MANGIARE MENO

La ricerca sperimentale in psicologia offre dei suggerimenti di nudging applicato alla promozione del benessere. Prendiamo il caso dell’alimentazione. Si è osservato che una maniera efficace per indurre nelle mense le persone a privilegiare i cibi salutari rispetto a quelli più appetitosi, ma meno indicati per il benessere fisico, è agire sulla disposizione spaziale delle vivande, variando sia il ripiano su cui collocarle sia l’ordine in cui presentarle. Trasponendo i risultati di queste ricerche al nostro ambiente domestico, l’indicazione che si ricava è di organizzare la nostra dispensa in modo che i cibi o gli ingredienti di cui vogliamo aumentare il consumo, perché più salutari siano a portata di mano, mentre quelli che vogliamo evitare o consumare meno saranno da collocare in posizioni più scomode da raggiungere. Aprendo la dispensa, riceveremo così una “spintarella” verso gli alimenti che corrispondono ai nostri propositi salutistici.

Altre ricerche hanno mostrato che è preferibile tenere in luoghi distinti i cibi salutari e quelli “tentatori”: se li collochiamo gli uni vicini agli altri, è come se dicessimo a noi stessi che dopo tutto non sono molto diversi tra loro in termini di conseguenze per la nostra salute, mentre se li disponiamo separati ci ricordiamo dei loro opposti effetti per il nostro benessere e stiamo più attenti a che cosa scegliamo di mangiare.

Se invece il nostro proposito è quello di ridurre la quantità consumata, un efficace nudge è la dimensione del contenitore in cui lo collochiamo: piatti piccoli ci fanno apparire maggiore la quantità della pietanza versatavi; la medesima quantità ci sembrerà inferiore invece se messa in un piatto più grande, inducendoci, con ciò, a un consumo maggiore.

NUDGING AMBIENTALE

  

Possiamo ricevere “spintarelle” anche dalle caratteristiche fisiche dell’ambiente in cui viviamo. Gli spazi ben illuminati favoriscono il mantenimento dei buoni propositi. Far entrare la luce dalla finestra all’inizio della mattinata è allora un buon nudge per dare compimento a ciò che ci siamo ripromessi di fare quel giorno.

E anche l’odore, e non soltanto la luce, crea dei “piani inclinati” impercettibili che ci portano verso i nostri obiettivi. Per esempio, si è visto che un lieve profumo di detergente, non percepibile consapevolmente, diffuso nella stanza porta le persone ad avere più cura della pulizia dell’ambiente. Un interessante suggerimento per facilitare il mantenimento di propositi collegati all’igiene. Da non dimenticare poi la cura di arredamento e suppellettili: gli spazi tenuti in ordine facilitano il rispetto degli impegni presi e rendono meno gravosi i compiti indesiderati.

Sinora abbiamo considerato degli elementi che ci “spingono” nella direzione desiderata. Altri sono invece di sostegno ai nostri propositi non perché ci spingono, ma perché ci attraggono. In alcune palestre all’estero chi si iscrive riceve un romanzo del genere preferito che però non può portare a casa: lo può leggere solo in palestra mentre, per esempio, pedala sulla cyclette o corre sul tapis roulant. In questo modo, se uno vuol sapere come va a finire la storia che ha iniziato a leggere, è obbligato ad andare in palestra. Lo spunto può essere adattato in maniera “fai da te”: per motivarti ad andare in palestra, carica sul riproduttore di file musicali che porti con te un audio-libro che ti incuriosisce e ascoltalo in palestra, e solo in palestra, mentre fai gli esercizi.

CON L’AIUTO DEGLI ALTRI

Non è infine da trascurare il nudging che ci proviene dagli altri. È stato provato che dichiarare ad altre persone i propri propositi aumenta la probabilità di attenervisi. Questo accade sia perché queste persone, quando le incontriamo, chiedendoci, per esempio, se stiamo continuando a fare jogging o se abbiamo smesso di stare svegli sino a ora tarda a chattare su Internet, implicitamente ci ricordano i nostri buoni proponimenti, sia perché, per non “perdere la faccia” davanti a loro (non volendo mentire), siamo indotti a comportarci come abbiamo dichiarato di voler fare.

Ancor meglio è condividere i nostri propositi con altre persone che vogliano perseguirli. Facendo le cose insieme ad altri riceviamo continuamente da loro tante “spintarelle” («Vieni anche tu domani in piscina»?, «Andiamo insieme a comprare lo yogurt bio»?). Se invece non troviamo qualcuno che ci accompagni in queste azioni, è di aiuto – dice ancora la ricerca – anche il solo pensare a qualcuno che fa le cose che noi ci proponiamo di fare. Partecipare, tramite l’interazione in Rete, a una community virtuale di persone che stanno perseguendo i nostri stessi propositi è un altro modo per ricevere supporto sociale in assenza di una condivisione reale.

Gli studi mostrano che chi ha un buon supporto sociale più facilmente adotta comportamenti favorevoli al benessere: segue meglio le prescrizioni mediche, svolge più attività fisica, va a dormire a orario regolare, consuma più frutta e verdura, smette di fumare.

AUTO-CONDIZIONAMENTO CONSAPEVOLE

  

Se dunque vogliamo evitare di estenuare il nostro io, perché ci faccia raggiungere i nostri obiettivi di benessere resistendo alle tentazioni di ciò che rischia di comprometterlo, possiamo facilitargli il compito creando delle circostanze ambientali e sociali che lo indirizzino senza eccessivo sforzo verso la salute fisica e mentale. È un po’ come autodeterminare in anticipo i nostri comportamenti futuri. E, visto che, in ogni caso, ambiente e circostanze ci condizionano, è meglio che siamo noi a decidere come farci influenzare dai nudge che ci auto-predisponiamo.

UN AIUTO DALLA RETE

Grazie agli studi delle scienze comportamentali, si possono usare elementi strategici che favoriscono certi percorsi e che spingono a compiere determinate scelte. Dean Karlan, professore presso l’Università di Yale (Usa), ha sviluppato Stickk.com, un sito che aiuta le persone a raggiungere i loro obiettivi, che possono essere, ad esempio, perdere peso o smettere di fumare. Questo sito offre due modi per impegnarsi a raggiungere lo scopo: pagando o gratuitamente. Nel primo caso, l’utente deve scommettere dei soldi e si impegna a raggiungere l’obiettivo entro una certa data. Se l’obiettivo viene raggiunto, ottiene indietro il denaro scommesso. Se fallisce, quanto versato va in beneficenza. Gratuitamente, l’utente non punta denaro, ma può comunque essere messo sotto pressione dai suoi amici o familiari che sono in grado di monitorare il progresso attraverso dei blog di gruppo.

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