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mercoledì 19 settembre 2018
 
Nel Leicestershire
 

Nuova, ma dal gusto antico: nasce la birra trappista inglese

12/09/2018  La producono i monaci di un'abbazia cistercense, la Mount Saint Bernard Abbey, a nord di Londra: non riuscivano più a far sopravvivere la propria comunità continuando ad allevare mucche e a vendere latte.

La benedizione del birrificio.
La benedizione del birrificio.

Londra,

nostro servizio

E’ la prima birra trappista del Regno Unito: ha già salvato un monastero e, insieme ad esso, la vita spirituale di decine di fedeli. Capita nel cuore della contea del Leicestershire, ridente campagna inglese, verdi colline e begli edifici in pietra pensati dal maestro del gotico Augustus Pugin. Qui i cistercensi della Mount Saint Bernard Abbey hanno dovuto scovare una ricetta di birra trappista vecchia di secoli per evitare il fallimento. Impegnatissimi a mantenere viva la fede cattolica nel Regno Unito dal lontano 1835, quando la vita monastica ritorno’, anche grazie a loro, dopo i duri anni di persecuzioni della Riforma di Enrico VIII, i monaci hanno sempre contato sulla produzione di latte per la loro sopravvivenza.

Nel 2013 l’abbassamento dei prezzi e il cambiamento nei metodi agricoli non ha lasciato loro scelta. Quel piccolo profitto, garantito dalle amatissime mucche, sul quale contavano per mantenersi e tenere aperta l’abbazia era sparito. Ne’ bastavano i proventi del negozio dove, oltre a libri e immagini sacre, si vendono anche oggetti religiosi e di ceramica fatti dai monaci. A salvarli e’ stata una birra scura, la “Tynt Meadow” della famiglia “ale”. “Sono stati cinque anni di studi e di cambiamenti perche’ abbiamo dovuto adattare il monastero a birrificio”, spiega padre Joseph Delargy, ex abate, che abita a “Mount saint Bernard abbey” da 32 anni, “Della produzione di alcol non sapevamo quasi nulla perche’ beviamo un bicchierino soltanto a Natale, a Pasqua e per le feste piu’ importanti. Abbiamo fatto ricerche accurate per capire quale tipo di attivita’ intraprendere e la produzione di birra rispondeva alle nostre esigenze perche’ potevamo lavorarci come comunita’ e occuparci di tutti gli aspetti dall’imbottigliamento alla confezione. Quando abbiamo cominciato questa avventura non sapevamo neppure riconoscere la differenza tra una birra e un’altra ma oggi sono un intenditore”.

 

Qui a Mount saint Bernard abbey la birra veniva prodotta due secoli fa ma i monaci non sono riusciti a trovare la ricetta originaria. Ne hanno inventata una dopo aver visitato una decina di monasteri trappisti e aver consultato i loro colleghi di Norcia, Saint Wandrille e Zundert oltre a farsi aiutare dall’”Associazione Internazionale Trappista”.

La “Tynt Meadow” prende il suo nome da quel pezzetto di terreno dove andarono ad abitare i primi monaci quasi due secoli fa. Forte, scura, color mogano, con una sfumatura di rosso intenso e una punta di beige, questa birra trappista sa un po’ di cioccolato e un po’ di liquirizia e di fichi e peperoni. Il primo litro e’ stato prodotto il 16 giugno festa di Saint Lutgardis of Aywières che digiuno’ per sette anni sopravvivendo soltanto grazie a birra e pane. L’etichetta sulle bottiglie, scritta con la penna d’oca, si rifa’ a un manoscritto cistercense del dodicesimo secolo firmato dal monaco Anselmo e richiama le finestre a forma di lancetta della chiesa del monastero.

Alla benedizione del birrificio, il 23 aprile scorso, l’abate Eric Varden ha fatto notare che la birra ha tante analogie con lo stile di vita benedettino. “E’ sofisticata ma fatta con gli ingredienti piu’ semplici”, ha detto, “Il luppolo, il lievito e l’acqua sono pieni di spirito e, unendo le loro proprieta’, in un ambiente favorevole, maturati al punto giusto, producono qualcosa di nuovo e nutriente che garantisce gioia a chi lo condivide. Insomma il birrificio e’ una parabola della nostra vita monastica con il Signore come birraio. Le Scritture parlano sempre di vino ma dipende dalla cultura nella quale sono radicate. La birra, secondo me, e’ un simbolo teologico molto trascurato”.

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