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venerdì 22 giugno 2018
 
due indagini sui giovani
 

Adolescenti italiani: più obesi, pigri, ma meno bulli

16/03/2016  Lo rivela il rapporto dell'Oms sulla salute e il benessere dei ragazzini europei di 11, 13 e 15 anni. Un altro dato: la difficoltà di relazione dei giovani di casa nostra con la famiglia. Evidenziata anche da una recente ricerca del Censis e della Polizia postale sul bullismo digitale.

A livello globale è una piaga allarmante: 41 milioni di bambini sotto i 5 anni in tutto il mondo soffre di obesità o sovrappeso, secondo la commissione dell'Organizzazione mondiale della sanità sulla lotta all'obesità infantile, che riporta i dati del 2014. Anche in Italia il problema è sempre più diffuso e preoccupante: gli adolescenti italiani sono più obesi rispetto ai loro coetanei europei. Sono più pigri e fanno poca attività fisica: un'ora al giorno di movimento, sostenuto o moderato, per il 5% delle femmine e l'11% dei maschi. A rivelarlo è il rapporto dell'ufficio europeo dell'Oms, che fotografa la situazione europea tra i ragazzini di 11, 13 e 15 anni nel biennio 2013-2014.

Il quadro del nostro Paese è sconfortante: più del 30% degli undicenni e tredicenni e più del 25% dei quindicenni risulta sovrappeso o obeso. A essere chiamata in causa non è tanto l'attività fisica: secondo Franco Cavallo, ordinario di Epidemiologia dell'Università di Torino, che ha curato la parte italiana del rapporto, a giocare un ruolo determinante nell'aumento dell'obesità e del sovrappeso sono la dieta e le abitudini alimentari sbagliate.

Il rapporto dell'Oms indaga in generale la salute e il benessere degli adolescenti europei. Rivela, così, che anche la relazione con la famiglia è un altro capitolo difficile per i giovani italiani, rispetto agli altri europei, così come la percezione della scuola. Una nota positiva per gli adolescenti di casa nostra si rileva invece sul fronte del bullismo: tra i quindicenni, solo il 2% delle ragazze e il 3% dei ragazzi riferisce di aver subìto atti di bullismo nella sua vita.

E' un dato certamente incoraggiante. Anche se, per quanto riguarda il cyberbullismo, una ricerca del Censis e della Polizia postale sull'uso consapevole dei media digitali alcuni giorni fa ha fotografato una situazione ben poco rassicurante: in metà delle scuole italiane prese in esame sono avvenuti atti di bullismo attraverso la Rete, tentativi di adescamento da parte degli adulti, vessazioni, minacce, invio di foto o video a contenuto sessuale. Nel 51% dei casi i presidi si sono dovuti rivolgere alla polizia.

Un altro dato molto sconcertante riguarda il modo di reagire delle famiglie di fronte a queste azioni: dal rapporto emerge che i genitori hanno scarsa percezione della gravità del fenomeno. Secondo l'81% dei ragazzi intervistati le loro famiglie tendono a non prendere troppo sul serio il problema del bullismo digitale, a minimizzarlo, catalogandolo tra le "ragazzate", gli scherzi che si fanno tra amici, senza gravi conseguenze. Il 20% dei giovani ha addirittura raccontato di una vera e propria difficoltà da parte dei genitori a capire cosa fosse realmente successo. Dati che fanno riflettere e che ci riportano a quanto rivelato dal rapporto dell'Oms: la fatica degli adolescenti italiani a relazionarsi con la propria famiglia, la scarsa capacità di comunicazione. Che, riguardo al cyberbullismo, rischia in molti casi di rendere i genitori impotenti, incapaci di difendere i loro figli dalle minacce e dai rischi della Rete.    

(foto Ansa)

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