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giovedì 25 aprile 2019
 
 

La tragedia di Parigi e la farsa della politica italiana

07/01/2015  A Parigi i deputati dell'Assemblea nazionale cantano uniti la Marsigliese, da noi tra molti politici è il solito teatrino di strumentalizzazioni, critiche e battibecchi. E c'è persino chi dà lezioni al Papa.

Ma davvero in questi giorni siamo tutti francesi, come ha detto Renzi all’ambasciata di Francia? Certo non tutti, nel mondo politico, lo dimostrano. Molti sono rimasti italiani, italianissimi. Se a Parigi il presidente della Repubblica Hollande e il suo avversario Sarkozy, ricevuto all’Eliseo, si mostravano insieme davanti a fotografi e telecamere, e se all’Assemblea Nazionale  i deputati socialisti, neogollisti e lepeniani si prendono per mano e cantano la Marsigliese in difesa della libertà violata nel sangue, ecco che i nostri politici non sanno fare di meglio che scadere nel solito battibecco, utilizzando spesso la tragedia parigina per portare acqua al proprio mulino e per attaccare l'avversario politico. Ma è possibile che il teatrino politico italiano non conosca tregua?

Tra i mattatori del teatrino c’è sicuramente il leader della lega Nord Salvini, che salta da un canale all’altro, da una dichiarazione all’altra, da un social network all’altro gridando all'invasione degli "infedeli", proponendo di chiudere le moschee e alla fine dando lezioni pure al Papa. Altro che dialogo, siamo in guerra. Povero Francesco, che "n'ha capì nagot" come si dice a Milano. “Chiedendoci di dialogare con l’Islam” dichiara il leader della  Lega, “il Papa non fa un buon servizio ai cattolici. Va bene la pace, ma sei il portavoce dei cattolici, preoccupati di chi ti sta sterminando in giro per il mondo”. Te capì Cecco? Ascolta il Salvini, uno che le canta chiare, uno che di felpato al massimo ha le felpe. Anzi, prendilo come segretario di Stato. Ma la Lega ne ha per tutti, non solo per il Papa: più sommessamente, attacca anche il ministro degli Interni Alfano. Il capogruppo leghista Massimiliano Fedriga lo vorrebbe dimissionario: “L’abbiamo trascinato in aula. Lo metteremo sotto torchio. Ad Alfano chiederemo conto della sua disastrosa politica immigratoria e della scelta di esporre un Paese ai rischi di un’accoglienza selvaggia”. Che forza il Fedriga!

Le accuse diventano l'occasione per un chiarimento politico. Il capogruppo al Senato del Nuovo Centrodestra Maurizio Sacconi si scaglia in difesa del segretario del suo partito: “Si approfondisce sempre di più il solco tra noi e Salvini. Vi concorrono la sua politica tutta declamata e orientata a sfruttare la legittima ansietà del nostro tempo nonché la sua assenza del minimo rispetto umano e politico nei confronti di Alfano”. Anche la  Meloni, segretaria di Fratelli d'Italia, si scaglia contro i barconi del Canale di Sicilia, dimenticandosi che i due stragisti sono cittadini francesi e che non hanno avuto bisogno di barconi: “Basta con l’immigrazione incontrollata; basta con il buonismo della sinistra che vieta il presepe e il crocifisso per non offendere i musulmani”. Il Movimento 5 Stelle invece sposa la linea dietrologica e ipotizza un complotto, basato su “una strategia del terrore” e una “mistificazione dei fatti”. Conclusione: “Sarebbe molto bello sapere chi ha mosso i fili”, scrive sul suo blog, a cui si abbeverano i deputati  grillini per apprendere la linea. Grillo, come Sherlock Holmes, sente puzza di bruciato: “Come in tutti i grandi casi, Kennedy, piazza Fontana, 11 settembre, Olof Palme, morte di Osama Bin Laden, anche in questo di Parigi, i conti non tornano e ci son un sacco di cose da spiegare”. Si è dimenticato del mostro di Lochness e della morte di Elvis. Anche Giovanni Toti, delfino di Berlusconi, se la prende con Alfano per la riduzione dei militari nelle strade italiane e attacca “il multiculturalismo buonista”. E via così per tutta la giornata: polemiche, critiche, battibecchi, risse, strumentalizzazioni, chiarimenti di una classe politica che non le manda a dire. Del resto siamo tutti francesi. O no?

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