logo san paolo
giovedì 13 dicembre 2018
 
dossier
 

Asia Bibi: fissato l'appello

15/03/2014  Condannata a morte senza prove per "blasfemia", il 17 marzo la donna cristiana vedrà i giudici dell'Alta Corte. Il Centro per l'assistenza legale, che segue il suo caso, invita i magistrati a "non cedere alle pressioni dei fondamentalisti".

L'appuntamento è per martedì 17 marzo. Dopo più di quattro anni di carcere, i giudici del tribunale d'appello sono chiamati a decidere la sorte di Asia Bibi, la cristiana pakistana condannata a morte senza prove sulla base della criticatissima  "legge sulla blasfemia".

Madre di cinque figli, Asia Bibi è una contadina arrestata nel 2009 con l'accusa di aver insultato Maometto. Nel novembre 2010 è stata condannata a morte. Le Chiese cristiane in generale (Asia Bibi è protestante),  la Chiesa cattolica in particolare, diverse organizzazioni per i diritti umani e tanti organismi internazionali hanno protestato contro questa sentenza, su cui adesso deve esprimersi  l'Alta Corte di Lahore.

Quand'era governatore del Punjab Salman Taseer prese apertamente le difese di Asia Bibi (qui è con lei, uscita dalla cella con un permesso speciale, in una conferenza stampa)  e contro l'iniqua legge sulla blasfemia. E' stato ucciso nel gennaio 2011.
Quand'era governatore del Punjab Salman Taseer prese apertamente le difese di Asia Bibi (qui è con lei, uscita dalla cella con un permesso speciale, in una conferenza stampa) e contro l'iniqua legge sulla blasfemia. E' stato ucciso nel gennaio 2011.

All'agenzia di stampa Asianews il Centre for Legal Aid, Assistance and Settlement - gruppo che fornisce assistenza legale ai membri delle minoranze pakistane e alla stessa Bibi - conferma l'appello. Il direttore della sezione pakistana, Joseph Francis, dice: "Il caso ha tutto il nostro sostegno. Spero che non ci saranno pressioni degli estremisti sui giudici, che devono gestire il caso con cura, considerazione e diligenza. Se i giudici saranno lasciati liberi di prendere una decisione giusta, le accuse cadranno".

Nasir Saeed, della sezione britannica, è meno positivo: "Non sarà per niente facile, soprattutto per i giudici che si troveranno sotto gli occhi del mondo intero. Prego che Dio riempia il loro cuore di coraggio e di fermezza, e che dia loro la forza di sconfiggere la paura. Spero anche che seguiranno il diritto e lasceranno che a vincere sia la giustizia".

Il cattolico Shahbaz Bhatti, quand'era ministro per le minoranze religiose del Pakistan, mentre riceve figli e marito di Asia Bibi. Bhatti venne ucciso da fondamentalisti islamici nel marzo 2011.
Il cattolico Shahbaz Bhatti, quand'era ministro per le minoranze religiose del Pakistan, mentre riceve figli e marito di Asia Bibi. Bhatti venne ucciso da fondamentalisti islamici nel marzo 2011.

Dal momento della condanna, Asia Bibi è rinchiusa in isolamento nel carcere femminile di Sheikhupura (nel Punjab). Tra gli altri, per la sua liberazione si sono mobilitati il governatore del Punjab Salman Taseer e Shahbaz Bhatti, ministro per le Minoranze religiose: entrambi sono stati assassinati nel 2011, per mano degli estremisti islamici. Il primo fu trucidato nel gennaio 2011; il secondo un paio di mesi dopo, a marzo.  

Il giudizio d'appello deve decidere sul "crimine" commesso da Asia Bibi: aver bevuto un bicchiere d'acqua raccolta da un pozzo di proprietà di un musulmano. Da qui l'accusa di aver "infettato" la fonte, poi la discussione con le altre donne e, infine, l'incriminazione per aver "insultato il profeta Maometto".

Multimedia
Il Papa all'udienza con gli sbandieratori di Arezzo, poi l'incontro con i familiari di Asia Bibi
Correlati
I vostri commenti
2
scrivi

Stai visualizzando  dei 2 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo