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martedì 30 maggio 2017
 
BENESSERE
 

In Emilia Romagna le palestre diventano sane ed etiche

17/12/2016  La regione ha varato un codice etico per selezionare un circuito di palestre e associazioni sportive che davvero si occupano del benessere e della salute dei loro iscritti. Banditi gli integratori proteici e gli energy drink, mentre deve essere promosso il consumo di acqua e bevande a base di frutta e verdura. I corsi e le attività devono essere inclusive e non disciminatorie, mentre deve vigere il massimo fair play.

Ginnastica sicura a tutte le età nelle palestre del nuovo circuito varato dalla Regione Emilia Romagna.
Ginnastica sicura a tutte le età nelle palestre del nuovo circuito varato dalla Regione Emilia Romagna.

Prima di iscriversi a una palestra o a una associazione sportiva, i cittadini dell’Emilia Romagna potranno controllare se il centro prescelto faccia parte o meno del circuito delle “palestre sane”, ispirate cioè a una concezione sana dello sport e dell’attività fisica. La Regione Emilia Romagna infatti ha varato da poco il codice etico “delle palestre e delle associazioni sportive che promuovono la salute”. 

Si tratta di una carta dei valori che le strutture potranno sottoscrivere con l’impegno di tener fede a diverse indicazioni. Intanto dovranno mettere al bando gli integratori proteici e gli “energy drink”, che non potranno essere pubblicizzati o messi a disposizione nei distributori automatici, mentre i bar e ristoranti dei centri che ne sono dotati dovranno impegnarsi a non servire alcolici ai minori di 18 anni. Ostracismo assoluto, ovviamente, anche per qualunque dispositivo che riguardi il gioco d’azzardo e per le sostanze con valenza dopante , psicostimolante o anoressizzante, mentre dovrà essere incoraggiato il consumo di acqua e di bevande a base di frutta e verdura. Ma non è tutto. 

Le palestre `etiche´ dovranno anche impegnarsi per la “non discriminazione degli utenti, rispettare le regole del fair play e promuovere un’attività motoria con modalità di gioco e occasione di benessere di tipo inclusivo e non discriminatorio”.

Nelle attività agonistiche, si dovranno offrire opportunità per proseguire anche “a ragazzi e persone meno dotate”. E ancora, le palestre “sane” dovranno partecipare anche a iniziative per la promozione della salute e ai corsi di formazione organizzati periodicamente da Ausl ed enti locali.

 
L’ultimo requisito è probabilmente anche il più impegnativo. Le strutture aderenti dovranno avere al loro interno anche laureati in Scienze motorie e spazi idonei per la cosiddetta “attività fisica adattata” per i soggetti affetti da malattie croniche o portatori di fattori di rischio.

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