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mercoledì 23 ottobre 2019
 
 

Panama, la "porta girevole" delle Americhe

31/07/2016  La prossima Gmg si svolgerà nel Paese del Canale: il tema delle relazioni, ma anche delle migrazioni, sarà centrale.

Panama è un simbolo per via del Canale e per via del fatto di essere la porta girevole delle Americhe. Simon Bolivar, il libertador, l’eroe dell’indipendenza di fatto incompiuta dell’America latina, riteneva Panama il luogo perfetto, una sorta di ruolo dell’anima, il ponte del mondo e per questo organizzò proprio a Panama nel 1826 il congresso da cui doveva nascere la nuova America latina libera dagli abbracci poco virtuosi della potenze dell’epoca.

Diceva Bolivar che “se il mondo dovesse scegliersi una capitale, l’istmo di Panama sarebbe il candidato ideale per l’augusto destino, collocato com’è al centro del globo”. Panama è dunque anche il luogo perfetto per Jorge Mario Bergoglio, vocazione al passaggio, collegamento tra oceani, città dove ricordare che i ponti sono più utili dei muri. Ma a Panama non tutto è sempre filato liscio e attorno al Canale si sono consumati conflitti feroci, dal Salvador, all’Honduras, al Guatemala, al Nicaragua con moltissime vittime tra i più giovani. E poi ci sono gli intessi economici, l’economia che uccide, direbbe Papa Francesco, di cui la geopolitica delle rotte commerciali è parte non indifferente.

L’ultimo scandalo è quello dei Panama Papers, 11 milioni documenti che hanno svelato il paradiso fiscale di molti potenti del mondo ottenuti da un informatore segreto dello studio Mossack Fonseca con sede a Panama che ha gestito e sicuramente continua gestire immenso fortune offshore. Panama è stata al centro di un labirinto che ha mosso una quantità enorme di denaro. Poi c’è stato l’allargamento del Canale e molti problemi interni al Paese simili a molti altri in America latina su una distribuzione più equa della ricchezza e sull’uso delle risorse naturali che hanno visto un confronto tra la Chiesa, le comunità indigene e il governo. Panama ha appena tre milioni di abitanti, ma si tratta di un microcosmo che riproduce tutti i guai latinoamericani. Bergoglio l’anno scorso in un messaggio inviato al vertice delle popoli e dei governi delle Americhe che si è tenuto proprio a Panama aveva osservato che un sistema che “suppone che il benessere di alcuni si costruisce sul necessario sacrificio degli altri” non va bene, perché è ingiusto e offende la dignità di troppi popoli.

La preoccupazione per la situazione in America latina, tra Venezuela, Brasile, Argentina, Paesi del centro america sono state più volte sottolineate dal Papa che in un occasione pochi mesi fa, parlando con alcuni vescovi del Celam, l’organizzazione che riunisce le conferenze epscopali latino-americane, aveva addirittura usato il concetto di “golpe bianco” per definire le situazioni dove la sovranità popolare è messa a dura prova da governi che riducono, in un intreccio di scontri istituzionali artificiosamente costruiti, il livello della democrazia. Quanto peseranno il risultato delle elezioni americane e le scelte del prossimo inquilino della Casa Bianca nella geopolitica a sud del Rio Bravo sarà tutto da osservare con attenzione, così come l’attività sempre più frenetica della Cina nella regione. Il nuovo canale di Panama è stato inaugurato da una megamercantile cinese, segnale chiaro dell’annuncio di un potere marittimo poderoso e di una crescente influenza sull’America Latina.

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