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sabato 22 settembre 2018
 
ECUMENISMO
 

Il Papa e il Patriarca: «Siamo fratelli, lavoriamo per la pace»

12/02/2016  L'incontro ieri a Cuba. Due ore di colloquio faccia a faccia, la firma di una dichiarazione congiunta e due brevi discorsi. Papa Francesco e il patriarca Kirill si sono riconosciuti fratelli, vescovi, con lo stesso battesimo. E si sono detti disposti a lavorare insieme contro le guerre e per difendere la vita umana, la famiglia, ogni persona.

Il primo abbraccio dopo mille anni di divisioni e incomprensioni. E' finalmente un sogno possibile, vedendo papa Francesco e il patriarca Kirill abbracciarsi, questa nuova fase dei rapporti ecumenici. Ci voleva un papa argentino, una terra che non fosse l'Europa, un patriarca come Kirill e tanti tanti anni di lavoro sotterraneo di avvicinamento per smussare le ultime rigidità e aprirsi a un tempo nuovo.

 

Quando riemergono in pubblico, dopo due ore di colloquio, Francesco e Kirill dicono al mondo che l'unità è possibile. «Abbiamo svolto insieme una discussione fraterna di due ore con piena comprensione e responsabilità per le Chiese di ciascuno, per il proprio popolo credente, per il futuro del cristianesimo e per il futuro della civiltà umana», esordisce il patriarca di tutte le Russie. «Abbiamo parlato chiaramente senza mezzi termini», aggiunge papa Francesco.

Una discussione piena di contenuti e di indicazioni pratiche, perché, è ancora Francesco a parlare, «l'unità si fa camminando insieme». Ed è per questo che, dopo aver ascoltato le reciproche posizioni, il Papa e il Patriarca hanno convenuto, come spiega Kirill, che  «le due Chiese possono cooperare insieme, con piena responsabilità per lavorare insieme perché non ci sia più la guerra, affinché ovunque la vita umana sia rispettata, perché si rafforzino le fondamenta della morale, della famiglia della persona».

«Siamo fratelli, abbiamo lo stesso battesimo, siamo vescovi», sottolinea ancora Francesco prima di ringraziare tutti quelli che hanno reso possibile questo incontro. Fra tutti anche Cuba e il presidente Castro che il Papa ringrazia «per la sua disponibilità attiva, se continua così Cuba sarà la capitale dell’unità. E che tutto questo sia per la glora di Dio».

 

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