logo san paolo
giovedì 23 novembre 2017
 
2 novembre
 

Il Papa: "Il frutto della guerra è la morte"

02/11/2017  Papa Francesco celebra messa al cimitero americano di Nettuno, dove sono sepolti i morti della guerra mondiale e poi si reca alle fosse ardeatine. "Con la guerra", ripete con le parole di Benedetto XV, "tutto è perduto"

Parla a braccio, papa Francesco. Nel cimitero militare di Nettuno, il cimitero americano dove sono sepolti i morti della guerra mondiale, Bergoglio ricorda le parole di Benedetto XV pregando Dio «non ci sia più la guerra, questa inutile strage». Ha parlato di speranza il Papa, prima di tornare a Roma per recarsi a rendere omaggio ai morti delle Fosse ardeatine. «Una speranza», ha detto, «che tante volte nasce e  mette le sue radici in tante piaghe umane, in tanti dolori umani. E quel momento di dolore, di piaga, di sofferenza ci fa guardare il cielo e dire: “Io credo che il mio redentore è vivo, ma fermati Signore. Sono sicuro che questa è la preghiera che esce da tutti noi quando guardiamo questo cimitero: sono sicuro Signore che sono con te, ma fermati, non più. Non più la guerra. Non più questa strage inutile, come aveva detto Benedetto XV».

Ha la voce rotta dall’emozione e dalla sofferenza, papa Francesco. A tono basso ripete: «Meglio sperare senza questa distruzione, giovani, migliaia, migliaia migliaia, migliaia, speranze rotte, non più Signore. E questo dobbiamo dirlo oggi, in questo luogo preghiamo in modo speciale per questi ragazzi, oggi che il mondo un’altra volta è in guerra e si prepara per andare più fortemente in guerra».

Lo ripete più volte pensando agli orrori di ieri e di oggi: «Non più Signore, non più. Con la guerra si perde tutto, mi viene alla mente quella anziana che guardando le rovine di Hiroshima con rassegnazione sapienziale ma molto dolore, con quella rassegnazione lamentosa che sanno vivere le donne, perché è il loro carisma, diceva: “Gli uomini fanno di tutto per dichiarare e fare una guerra e alla fine distruggono se stessi”. Questa è la guerra, la distruzione di noi stessi. Sicuramente quella donna, quella anziana aveva perso dei figli e dei nipotini, solo aveva la piaga nel cuore e le lacrime e se oggi è un giorno di speranza oggi è anche un giorno di lacrime. Lacrime come quelle che sentivano e facevano le donne quando arrivava la posta. “Lei signora ha l’onore che suo marito è stato un eroe della patria, che i suoi figli sono eroi della patria”».

E il Papa pensa all’oggi, queste sono «lacrime che oggi l’umanità non deve dimenticare. Questa umanità che non ha imparato la lezione e sembra che non voglia impararla. Quando tante volte nella storia gli uomini pensano di fare una guerra e sono convinti di portare un mondo nuovo, sono convinti di fare una primavera. E finisce in inverno, brutto, crudele, che porta terrore e morte. Oggi preghiamo per tutti i defunti, tutti. In modo speciale per questi giovani, in un momento in cui tanti muoiono nelle battaglie di ogni giorno». Bergoglio ricorda «questa guerra a pezzetti» e invita tutti a pregare «anche per i morti di guerra, anche per i bambini innocenti. Questo è il frutto della guerra: la morte. E il signore ci dia la grazia di piangere».

I vostri commenti
3
scrivi

Stai visualizzando  dei 3 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo