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sabato 18 agosto 2018
 
Sugli scontri a Roma
 

Il cardinale Parolin sugli sgomberi: «Violenza inaccettabile, sono nostri fratelli»

26/08/2017  Il Segretario di Stato Vaticano, ospite del Meeting di Rimini, interviene sullo sgombero dei rifugiati da Roma e ripete che "i migranti sono nostri fratelli". Positivo il bilancio del viaggio in Russia, dove ha incontrato il patriarca ortodosso Kirill e il presidente Putin

Il cardinale Parolin, Segretario di Stato vaticano, arriva al Meeting di Rimini portando nel sui animo le emozioni del recente viaggio in Russia e le preoccupazioni per le tensioni nate a Roma in seguito allo sgombero dei rifugiati.

Circa gli scontri di Roma il cardinale ha detto che “quelle immagini non possono che provocare sconcerto e dolore, soprattutto dalla violenza che si è manifestata. E la violenza non è accettabile da nessuna parte”. Ha quindi aggiunto: “Da quello che ho visto e da quello che ho letto, credo ci sia la possibilità di fare le cose un po’ meglio, fare le cose bene, perché ci sono le regole. Adesso, per esempio, ho visto che ci sarà questo impegno a trovare per queste persone delle abitazioni alternative prima di arrivare a questi estremi. Io penso che se c’è buona volontà si possono trovare le soluzioni senza arrivare a queste manifestazioni così spiacevoli”.

Sul viaggio in Russia, all’inizio del suo intervento al Meeting Parolin ha confidato: “Sono partito con qualche apprensione, ma ho sperimentato la forza della preghiera, ho sentito che tanti accompagnavano questo momento di dialogo molto importante con le autorità civili e con le autorità della Chiesa ortodossa russa. Preghiamo perché quello che è stato seminato possa davvero crescere e fruttificare per opera del Signore”. In una intervista di Alessandro Gisotti per i media della Segreteria per la Comunicazione, in precedenza il Segretario di Stato aveva definito la missione in Russia “un viaggio utile, un viaggio interessante, un viaggio costruttivo”. 

Nei colloqui con il Patriarca Kirill, ha spiegato Parolin, “ci si è soffermati un po’ su questo nuovo clima, questa nuova atmosfera che regna nei rapporti tra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica; questo nuovo clima, questa nuova atmosfera che si è instaurata negli ultimi anni e che naturalmente ha avuto un momento particolarmente significativo e di forte accelerazione anche grazie all’incontro de L’Avana tra il Patriarca e il Papa, a cui poi è seguito questo avvenimento”. “Si sono toccati anche – con rispetto e allo stesso tempo con franchezza – temi un po’ spinosi, nelle relazioni tra le due Chiese; però, si è cercato di dare – almeno a mio parere, quello che io ho colto – un senso piuttosto positivo, cioè esplorare vie condivise per affrontare e per tentare di avviare a soluzione questi problemi. E naturalmente anche queste vie condivise, queste proposte concrete che sono emerse dovranno essere verificate e possibilmente implementate dopo un adeguato discernimento e approfondimento”.

Nel suo intervento al Meeting il Segretario di Stato è intervenuto sul tema delle migrazioni. “Se penso”, ha detto, “che una parte non piccola del dibattito civile e politico di questo ultimo periodo si è concentrato su come difenderci dal migrante. Certo per il potere politico è doveroso  mettere a punto schemi alternativi a una  migrazione massiccia  e incontrollata, è doveroso stabilire un progetto che eviti disordini e infiltrazioni di violenti e disagi tra color che accolgono, è giusto coinvolgere l’Europa  e non  solo essa, è lungimirante affrontare il problema strutturale dello sviluppo dei popoli di provenienza dei migranti, che qualora si avvii richiederà comunque decenni prima di dare frutto. Ma non dimentichiamo almeno noi che queste donne, questi uomini, questi bambini sono in questo istante nostri fratelli E questa parola traccia una divisione netta tra coloro che riconoscono Dio nei poveri e nei bisognosi e coro che non lo riconoscono” Parolin ha anche sottolineato l’importanza del dialogo: “Se c’è una parola che dobbiamo ripetere senza stancarci è questa: dialogo. Siamo invitati a promuovere una cultura del dialogo. La pace sarà duratura nella misura in cui armiamo  i nostri figli con le armi del dialogo, se insegneremo loro la buona battaglia del dialogo e della negoziazione”. In conclusione in porporato ha ha chiesto “di rimanere uniti nella preghiera per il papa e per me che collaboro con lui nel suo ministero”.

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