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sabato 24 agosto 2019
 
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"Non ci fermeremo finché la pedofilia non sarà estirpata dalla Chiesa"

18/02/2019  Annunciato lo storico summit in Vaticano, dal 21 al 24 febbraio, sulla protezione dei minori nelle comunità ecclesiali. Convocate tutte le conferenze episcopali del mondo

«Bisogna guardare in faccia il mostro per poterlo sconfiggere». Alessandro Gisotti, direttore ad interim della Sala Stampa della Santa Sede introduce la conferenza stampa di presentazione del summit che si terrà in Vaticano dal 21 al 24 febbraio sul tema “La protezione dei minori nella Chiesa”. Una tre giorni di lavori che si concluderà con una liturgia penitenziale, una messa e il discorso finale di papa Francesco la domenica mattina. In totale 190 partecipanti tra i presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo, capi dicastero, religiosi e religiose, membri del Consiglio dei cardinali, organizzatori dell’evento e capi delle Chiese cattoliche orientali «perché la Chiesa», dice monsignor Charles Scicluna, arcivescovo di Malta e segretario aggiunto della Congregazione per la Dottrina della fede, «diventi quel luogo sicuro che deve essere».

Non si nasconde più il problema all’interno della Chiesa. Anzi, sia il cardinale Blase Cupich, arcivescovo di Chicago, che lo stesso mons Scicluna ringraziano «le vittime, i sopravvissuti, che con coraggio hanno parlato delle proprie ferite e i giornalisti che, con i loro articoli investigativi hanno portato a galla il problema». E oggi, con questo incontro, ha spiegato il cardinale di Chicago, una delle diocesi più colpite dallo scandalo, «vogliamo assicurarci che i vescovi capiscano le responsabilità e le  assumano. Bisogna fare in modo che non ci siano più malintesi. E grazie a tutti i giornalisti  che ci hanno aiutato ad assumerci la responsabilità di quanto accaduto».

Responsabilità, rendere conto, trasparenza sono i tre temi sui quali si articoleranno i lavori. Padre Federico Lombardi, che sarà il moderatore dell’incontro, ha spiegato che ogni giornata inizierà con la preghiera e con una introduzione di papa Francesco. Il primo giorno ci sarà anche la proiezione di un video con le testimonianze delle vittime. Lo stesso comitato incontrerà le persone abusate «anche se non vi diremo dove in che giorno e in che ora per tutelarle. Lo saprete soltanto dopo se qualcuno di loro vorrà parlare».

Nove relazioni in tutto e undici gruppi di studio perché ogni vescovo senta dentro di sé la gravità del problema, «non a caso abbiamo chiesto a tutti di incontrare alcune delle vittime nel cammino di preparazione a questo incontro» spiegano gli organizzatori. E poi un rendere conto comunitario, per agire insieme contro gli abusi. Il terzo giorno, dopo la relazione del cardinale Rehinard Marx sulla trasparenza, la parola viene data anche alla vaticanista Valentina Alazraki per una relazione su come far arrivare la comunicazione a tutti.

Dall’aula del Sinodo, nel pomeriggio del sabato i partecipanti si sposteranno nella sala regia del palazzo apostolico per una liturgia penitenziale che prevede anche la testimonianza riservata di una vittima.

Il comitato organizzatore ha predisposto anche un questionario per capire come ogni vescovo descriverebbe la situazione attuale nel suo Paese e nel suo contesto culturale, qual è il livello ci consapevolezza  nell’opinione pubblica, quali sono i fattori di rischio legati anche al modello culturale, quali quelli che contribuiscono a una mancata risposta e quali sono, invece, le soluzioni più efficaci finora messe in pratica nel proprio Paese. «Al questionario ha risposto l’87 per cento delle persone cui l’abbiamo inviato», sottolinea padre Hans Zollner, presidente del centro per la protezione dei minori della Pontificia università Gregoriana, membro della Pontificia commissione per la tutela dei minori e referente del comitato organizzatore dell’incontro.  «I fattori di rischio socio culturali influenzano anche il fattore di rischio all’interno della Chiesa, per questo è importante capire anche il contesto in cui ci si muove», ha sottolineato.

E a quanti chiedevano se questo incontro sarà finalmente risolutivo del problema, monsignor Scicluna, a nome di tutti, ha sottolineato che «non è realistico pensare che si possa risolvere il problema in tre giorni, ma questo è un passo importante e spero che serva. Se non porterà risultati ci proveremo ancora e ancora e ancora. Non ci fermeremo mai. Non bisogna mollare sulla protezione dei minori. Io non mollerò mai».

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