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venerdì 24 novembre 2017
 
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Perché Richard viva

16/09/2015  Rimangono poche ore per salvare Richard Glossip, 51 anni, condannato a morte per un fatto del 1997. La sua esecuzione è prevista in Oklahoma per mercoledì 16 settembre (la notte di giovedì in Italia) e in queste ore gli attivisti per la vita chiedono di scrivere alla governatrice Mary Fallin per sospenderla. Lo fanno la Comunità di Sant’Egidio, numerose associazioni americane, l’attrice Susan Sarandon e Sister Helen Prejean, la suora icona della lotta contro l’omicidio di Stato. Il suo libro più famoso, Dead Man Walking, è intitolato come l’epiteto che sarà rivolto a Richard tra poche ore: “Uomo morto che cammina”, così negli Usa chiamano il condannato che percorre il corridoio per entrare nella camera della morte.

Lo scorso gennaio, l’esecuzione di Glossip fu sospesa all’ultimo momento dalla Corte Suprema che chiese di verificare se la procedura usata per l’iniezione letale fosse costituzionale. La decisione arrivava dopo l’agonia di 43 minuti che il 29 aprile 2014 aveva ucciso Clayton Lockett, condannato sempre in Oklahoma.

Quell’episodio, che si aggiungeva ad altri casi documentati di sofferenze atroci, nascoste dalla paralisi muscolare, agonie durate oltre un quarto d’ora, improvvisi risvegli per errori nei dosaggio, aveva scosso l’opinione pubblica, riaprendo il lugubre dibattito su un metodo “umano” per uccidere. Lo Utah reintrodusse la fucilazione, vecchio e collaudato sistema, mentre le autorità dell’Oklahoma, che detiene il triste primato di esecuzioni pro capite, proposero l’asfissia e si dissero pronte a ripristinare la sedia elettrica, nonostante l’odore di carne umana arrostita che aveva accompagnato le ultime volte in cui era stata utilizzata.

Ma a giugno ci ha pensato la Corte Suprema a “risolvere” il problema, stabilendo che l’iniezione letale è costituzionale. Per un solo voto di scarto: 5 giudici contro 4. E la discutibilità della decisione è confermata anche dalla sentenza federale del Mississippi che a fine agosto ha bloccato tutte le esecuzioni dello Stato, dicendo che il mix di farmaci non garantiva una «morte senza sofferenza».


L'attrice Susan Sarandon, padre Roy Bourgeois e suor Helen Prejean: si sono mobilitati per la riapertura del caso. In copertina: Richard Glossip.
L'attrice Susan Sarandon, padre Roy Bourgeois e suor Helen Prejean: si sono mobilitati per la riapertura del caso. In copertina: Richard Glossip.

Forti dubbi di colpevolezza sul caso Glossip

L’Oklahoma però non ha perso tempo. Dopo la decisione della Corte, ha subito fissato l’esecuzione di Glossip: nella notte fra il 16 e il 17 settembre sarà ucciso da tre flebo di curaro, pentothal e barbiturici, pompate da incompetenti guardie carcerarie costrette a improvvisarsi paramedici per il rifiuto dei professionisti della Sanità di partecipare al rito di morte.

Sister Helen Prejean ha già accettato di accompagnarlo fino all’esecuzione, nel caso in cui non dovesse essere sospesa. L’unica possibilità pare quella che la governatrice Fallin si convinca a riaprire il caso per i dubbi sulla colpevolezza di Glossip sollevati da più parti. Richard non è stato condannato per aver materialmente ucciso, ma per essere stato, 18 anni fa, il mandante dell’omicidio del proprietario del motel in cui lavorava.

“L’Oklahoma sta giustiziando un innocente?”

  

Lui si è sempre dichiarato innocente. Spiega la Comunità di Sant’Egidio nell’appello che ha diffuso in questi giorni: «Le prove a suo carico erano assai scarse. L’unico ad accusarlo era il collega di lavoro, poi condannato all’ergastolo in quanto autore materiale dell’omicidio e reo confesso».

Tra l’altro, indicando Glossip come mandante, l’assassino ha salvato se stesso dalla pena capitale. «La condanna a morte», continua Sant’Egidio, «è arrivata dopo due processi in cui l’accusatore ha cambiato più volte la versione dei fatti e in cui Richard non si è potuto permettere un’adeguata difesa legale». Gli è stato anche offerto di dichiararsi colpevole e patteggiare una condanna a 20 anni, ma lui ha sempre rifiutato, continuando a dichiararsi del tutto innocente.

Sono le argomentazioni sostenute anche dall’appello “L’Oklahoma sta giustiziando un innocente?”, scritto da cinque volti noti dello Stato, come l’ex senatore repubblicano Tom Coburn, l’allenatore di football Barry Switezer e il giurista Samuel Gross. La lettera ricorda i 29 detenuti americani uccisi “sulla base della testimonianza di un’altra persona implicata nello stesso omicidio” e di cui è stata dimostrata l’innocenza dopo la morte.

Montez Spradley, riconosciuto innocente dopo 9 anni di carcere, dei quali tre e mezzo nel braccio della morte.
Montez Spradley, riconosciuto innocente dopo 9 anni di carcere, dei quali tre e mezzo nel braccio della morte.

L'appello della Comunità di Sant'Egidio

Se l’esecuzione di Glossip non verrà sospesa, sarà la ventunesima del 2015 negli Stati Uniti. L’ultima, il 1° settembre nel Missouri, quando è stato ucciso Roderick Nunley. Tre giorni dopo, in Alabama, è stato invece liberato Montez Spradley, riconosciuto innocente dopo nove anni di carcere, di cui tre e mezzo nel braccio della morte. «È stato orribile», ha detto, «non lo auguro a nessuno. Non posso fare nulla per recuperare gli anni che ho perso, ma sono così felice di essere vivo e poter ora stare accanto ai miei figli».

Per firmare l’appello della Comunità di Sant’Egidio per Richard Glossip:
Appello urgente per la salvezza di RICHARD GLOSSIP


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