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venerdì 24 novembre 2017
 
 

Quando muore la pietà, anche di certi nostri lettori

05/11/2017  La morte richiede sempre rispetto. Tanto più se ci si dice cristiani. Tanto più se si chiede di preservare i valori del nostro Paese

Com’è possibile? Continuo a chiedermi com’è possibile? Dopo un pomeriggio passato ad archiviare – sì, ad archiviare perché certo odio non merita di essere amplificato -  commenti sulla morte delle 26 donne arrivate cadaveri sulle nostre coste, l’unica domanda che continua a martellarmi la testa è proprio questa. Davanti a una bara, di chiunque sia, mi aspetterei almeno il silenzio. Almeno il rispetto. Almeno una lacrima. Soprattutto da chi continua a ripetere che dobbiamo salvaguardare i nostri valori. Ecco: quali sono questi valori? Queste nostre radici che dovremmo preservare dai “barbari”, dagli “immigrati”, dalla “contaminazione etnica”? Perché se i valori sono quelli di chi non riesce a versare una lacrima davanti ai morti, di chi non riesce a mettersi neppure per un attimo nei panni di chi fugge per cercare migliori condizioni di vita, o anche solo una possibilità, qualunque sia, di sopravvivenza; se i valori sono quelli di chi odia e disprezza, di chi non sa ascoltare le storie degli altri, di chi se la prende con i poveri considerandoli colpevoli della loro sorte e considerando se stesso migliore e non, per esempio, più fortunato per dove è nato, per i talenti che ha avuto, per le possibilità che hanno incrociato la sua esistenza; se i valori sono gli egoismi di chi crede che la propria ricchezza non vada spartita con gli altri; se i valori sono la pretesa di una superiorità di razza e di cultura, ebbene questi valori, anzi questi dis-valori, in Italia, non hanno alcun diritto di cittadinanza. Se chi arriva da noi deve uniformarsi all'odio che trasuda da questi commenti vuol dire che invitiamo i migranti a essere meno civili, meno umani, meno rispettosi.

Non si tratta di discutere come accogliere e come integrare, si tratta di non imbarbarire il dialogo, di non appestare l’aria con insulti, violenze verbali, richiesta di cancellare la vita degli altri. Mettendo i ricchi contro i poveri, i poveri contro i miseri, i miseri contro chi appena sopravvive. In una discesa verso il basso che cancella, questa sì, i valori del nostro Paese. Quelli che la Costituzione ha sancito. Quelli che dobbiamo imparare a rispettare per primi se vogliamo che lo facciano anche coloro che arrivano da noi.

 

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