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sabato 18 agosto 2018
 
 

«Quei nuovi "amici" di Letizia, che pare vivano sempre in strada. Che fare?»

05/02/2018 

Da quando esce con il nuovo gruppo di amici, Letizia è molto cambiata. È diventata provocatoria, non rispetta più gli orari di rientro, dice un sacco di parolacce. Le sue nuove frequentazioni non ci piacciono: ci sembrano ragazzi che vivono in strada tutto il giorno. Il problema è che un paio sono sue compagne di scuola. Anche da lì ci vengono segnali negativi: i prof ci hanno detto che sono preoccupati dei ragazzi che Letizia frequenta.

NADIA E SALVATORE

— Non sempre è facile trovare buone compagnie. Come per Letizia, l’ingresso in un nuovo ambiente, come la scuola superiore, fa sentire autonomi e desiderosi di nuove esperienze, ma anche più bisognosi di accettazione. Questo mix di fattori può portare ad abbandonare le vecchie amicizie alla ricerca di nuove compagnie più eccitanti. Sono finiti i tempi in cui i genitori potevano accompagnare i figli nella creazione di nuovi rapporti: gli adolescenti sono ora al volante dei loro rapporti, ma qualcuno ha una guida spericolata. Che cosa si può fare? In primo luogo, capire se davvero i ragazzi stanno frequentando una compagnia rischiosa. Non ci sono segnali univoci, ma un insieme di comportamenti che vanno analizzati. Per esempio, atteggiamenti fortemente provocatori, mancanti di rispetto, eccessivamente sospettosi nei confronti dei genitori. L’abbandono degli impegni scolastici ed extrascolastici: ritardi o assenze ingiustificate, calo rilevante dei voti, progetti che vengono abbandonati. Il ritiro da interessi o da vecchie amicizie consolidate. Se i genitori non condividono le frequentazioni dei figli, che cosa possono fare? In primo luogo, evitare di dare giudizi affrettati; meglio provare a conoscere i nuovi amici, sia parlandone con il proprio figlio sia direttamente, creando le occasioni per poterli incontrare. Una pizza al sabato sera o l’opportunità di accompagnarli in auto al cinema o a un concerto possono essere utili per capire meglio chi sono questi nuovi amici. E poi parlarne, facendone un’occasione di dialogo e non di monologo. È bene evitare una critica esplicita delle nuove compagnie, per evitare l’effetto indesiderato di rafforzare questi rapporti, magari ancora superficiali. Meglio scegliere bene le parole, ed essere attentissimi per evitare di interrompere la comunicazione. Si può così segnalare qualche preoccupazione per i cambiamenti di comportamento osservati, e capire che cosa ne pensa il figlio. Senza mai dimenticare che fra tutte le relazioni di un adolescente, quella tra genitori e figli resta comunque la più forte.

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