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martedì 18 giugno 2019
 
Scuola
 

Quella lettera di maggio in cui si ventila la bocciatura

06/06/2019  Ma i voti che appaiono sul registro elettronico dovrebbero attenuare la sorpresa della missiva

Ho da poco ricevuto una comunicazione dalla scuola di mio figlio, che frequenta il primo anno del liceo scientifico, nella quale si legge che, alla luce dell’ultimo consiglio di classe ed esaminata la situazione del profitto del ragazzo, se non si interviene in modo deciso per migliorare il metodo di studio e l’impegno potrebbe essere a rischio la sua ammissione alla classe successiva. Mi domando, per prima cosa, quanto reale margine di miglioramento ci possa essere a neanche un mese dal termine delle lezioni e, ammesso pure che ce ne sia, come organizzarsi per scongiurare una bocciatura.

MARIELLA

Cara Mariella, ciò che spaventa di più i ragazzi delle scuole superiori nel mese di maggio è proprio ricevere la tanto temuta lettera relativa al profitto. È senz’altro un atto burocratico con il quale si avverte la famiglia che qualcosa di lì a poco potrebbe non andare per il verso giusto, ma è anche il tentativo di stimolare gli studenti a recuperare nel miglior modo possibile ciò che ancora è recuperabile. Ricevere la comunicazione vuol dire avere più di un’insufficienza, magari anche grave (i parametri vengono stabiliti dalle singole scuole), ma ci potrebbero essere dei reali margini di miglioramento. Intanto, bisogna dirlo chiaramente, i voti che appaiono via via sul registro elettronico dovrebbero attenuare la sorpresa legata all’arrivo della missiva. Il colpo che si accusa, quindi, nasce più dalla delusione di una speranza mal riposta. Detto ciò, le domande restano: come organizzarsi in meno di un mese? In primo luogo analizzando, con onestà intellettuale, la propria situazione e facendo bene i conti per capire su quali materie non ci sono insufficienze irreparabili. E su quelle puntare mirando a buoni risultati nelle ultime interrogazioni e negli ultimi compiti in classe. Le grosse lacune, invece, lasceranno spazio al debito estivo, ma fin d’ora può essere produttivo avviare un serio ripasso, chiedendo aiuto al docente di materia (che forse non terrà personalmente i corsi estivi, ma senz’altro sarà chiamato alla fine a valutare l’avvenuto recupero del debito). Pagano, quindi, un buon esame della realtà, il dialogo con gli insegnanti, la programmazione del lavoro e del tempo, ma soprattutto l’impegno e la buona volontà. Senza dimenticare che le parole scritte nero su bianco a volte nascondono un messaggio che potrebbe andare oltre: forse la scuola scelta non si è rivelata quella giusta, forse il metodo di studio non è adeguato. Solo se si riuscirà a far tesoro del senso del testo e delle parole dei docenti si avrà modo, in futuro, di correggere il tiro.

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