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Benessere

Reflusso gastro-esofageo: come evitare fastidi e disturbi gravi

03/01/2018  Una buona prevenzione può salvarci: evitare di mangiare fritti e carni grigliate, eliminare caffè e spremute di agrumi, mentre via libera a pesce, uova e pollo. Sono utili anche alcuni farmaci.

Dolore alla bocca dello stomaco, rigurgiti acidi, tosse, mal di gola: sono alcuni sintomi del reflusso. Un disturbo, quello della risalita dei succhi gastrici lungo l’esofago, sempre più diffuso nelle società occidentali, dove è ormai consolidata l’abitudine di mangiare in fretta nei bar, in mense rumorose o davanti a tablet e Tv. Cattive abitudini che spingono a velocizzare la masticazione e a ingurgitare il cibo senza frantumarlo e lubrificarlo con la saliva, blando antiacido capace di trasformare gli amidi in zuccheri e attivare una prima digestione. «Dopo che il cibo è stato pre-digerito in bocca, prosegue il viaggio verso lo stomaco; prima di arrivare a destinazione, una particolare valvola, il cardias, posta alla fine dello stomaco, si apre per consentire questo passaggio. Se l’apertura avviene in altri momenti della giornata, il potente acido cloridrico prodotto dallo stomaco tende a risalire determinando i classici bruciori da reflusso», dice il professor Sandro Mattioli, direttore della divisione di Chirurgia esofagea della Clinica Maria Cecilia di Cotignola, a Ravenna. Il disturbo può essere favorito da particolari posizioni, fra cui il piegamento in avanti e lo stare sdraiati sul divano. In tutto questo, gioca un ruolo chiave il fattore stress che provoca una maggior produzione di acidi gastrici.

ATTENTI ALLE ULCERE

Alcune persone avvertono bruciore e senso di acido molto in alto verso la bocca dello stomaco dopo aver mangiato, ma anche a digiuno. In altre è presente una tosse secca associata a bruciore alla gola. Il rigurgito acido causa micro-ulcerazioni alle pareti dell’esofago, che “bruciano” quando passa un boccone grosso o duro oppure un liquido forte come il liquore. A volte, si può avvertire durante la deglutizione la spiacevole sensazione di non riuscire a inghiottire. A provocare il reflusso gastro-esofageo, che può diventare una malattia vera e propria, con complicanze anche importanti, ci sono altri fattori scatenanti quali il sovrappeso e l’obesità, che possono favorire la formazione dell’ernia iatale cioè la risalita dello stomaco verso il torace. Anche sforzi fisici, alcuni esercizi in palestra, o ancora il ciclismo e la corsa forzata possono determinare rigurgiti acidi: questi movimenti aumentano la pressione dell’addome che quindi spinge in alto il contenuto dello stomaco. Il reflusso può comparire spesso dopo i cinquant’anni: a partire da questa età, infatti, i tessuti diventano più fragili.

LE SOLUZIONI

  

Fondamentale lo stile di vita, l’ideale è mangiare leggero e spesso, masticando lentamente ogni boccone. Ricordarsi di eliminare gli alimenti che favoriscono la produzione di succhi gastrici: i fritti, le spremute di agrumi, le carni grigliate, il caffè, gli alcolici e i cibi troppo caldi o freddi o piccanti. Anche il fumo va evitato, la sigaretta dopo mangiato indebolisce la valvola che blocca il reflusso. Per mitigare l’effetto di un piatto con troppo peperoncino, funzionano molto bene le patate lesse che hanno un effetto tampone. Meglio prediligere le mele e le banane che sono più zuccherine e in grado di contrastare l’acidità, e sono indicati il tacchino, il petto di pollo, le uova, la bresaola, il pesce, meglio se cotti al vapore. Per neutralizzare il bruciore, il rimedio d’emergenza è l’antiacido, i più pratici creano una sorta di pellicola che protegge la mucosa gastrica.

Gli antiacido acquistabili senza ricetta, andrebbero utilizzati su suggerimento medico, perché possono provocare rialzi di pressione nei pazienti che presentano ipertensione. Esistono oggi farmaci molto efficaci quali l’omeprazolo (e altre molecole simili) che riducono o aboliscono la produzione dell’acido dello stomaco. Si possono prendere per mesi, ma non per sempre! Se i disturbi del reflusso sono frequenti, bisogna rivolgersi allo specialista delle malattie dell’esofago. E, in alcuni casi, soprattutto in presenza di ernia iatale, si può ricorrere all’intervento chirurgico con la tecnica laparoscopica mininvasiva che va eseguito solamente in centri altamente specializzati.

A CHI RIVOLGERSI

►Polo dedicato alle patologie e alla chirurgia esofagea del Maria Cecilia hospital di Cotignola (Ravenna) tel. 0545/21.71.11.

►Ospedale San Raffaele, dipartimento di Gastroenterologia, Milano, tel. 02/26.43.1.

►Dipartimento Gastroenterologia, Clinica Humanitas, Milano, tel. 02/82.24.82.82.

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