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lunedì 18 marzo 2019
 
 
Benessere

Rocío Muñoz Morales: «Quanta paura quel parto a rischio, ma ora Luna è la mia gioia»

19/06/2017  La bella attrice spagnola racconta la sua vita da neomamma e un momento difficile poco prima del parto: «Si accorsero che mia figlia aveva tre giri di cordone ombelicale attorno al collo...»

A vederla, sembra una ragazza molto rilassata, oltre che dotata di un’innata simpatia, a cui contribuisce il suo dolce accento spagnolo. In realtà, dentro di sé Rocío Muñoz Morales si sente in continuo fermento, specie da quando, poco più di un anno fa, lei e il compagno Raoul Bova sono diventati genitori della piccola Luna: correrle dietro è diventato il suo sport principale: «La lascio libera di scoprire, di cadere. Sta quasi per camminare a fa molto ridere, perché le hanno regalato una specie di aspirapolvere: lei gira per casa con il suo e io con il mio. Le ho già tolto tutte le cose pericolose, ma a volte la lascio tranquilla e in un minuto ha già buttato giù tutti il libri e mi chiedo come abbia fatto. Immagino di essere solo all’inizio di questa avventura…»

L’attrice spagnola è molto sportiva, grazie anche ai suoi genitori che tuttora, ogni mattina, fanno ginnastica per almeno un’ora nel parco più grande di Madrid. «Amo lo sport non solo perché fa bene al mio fisico, ma perché mi rilassa e mi aiuta a concentrarmi meglio. Mi è sempre piaciuto sperimentare diverse discipline, soprattutto se posso praticarle all’aria aperta: dalla corsa all’arrampicata. E la scorsa estate, nelle pause dalle riprese della fiction A un passo dal cielo (in onda su Rai 1 in queste settimane) in Trentino, ho scoperto la bicicletta: lì ci sono piste ciclabili meravigliose con viste mozzafiato sulle montagne, per non parlare dell’aria pulita, che ha fatto benissimo anche a Luna».

Da piccola, Rocío ha sofferto di asma: «Stavo molto male, ho dovuto fare diversi trattamenti medici e terapie per amplificare la capacità polmonare, ma ora per fortuna il problema è completamente sparito e, stare per settimane in alta quota, non mi ha pesato affatto». Forse è da lì che è nato il suo rapporto non proprio idilliaco con gli ospedali: «Ma avendo molti amici medici, ho imparato quanto sia importante la prevenzione, con un controllo costante della propria salute, ma senza esagerare. Per rendere il mio fisico più forte, prendo vitamine tutti i giorni: la mia colazione prevede sempre la spremuta di arancia. Preferisco i rimedi naturali, ma se c’è bisogno di prendere un antibiotico non mi faccio problemi». La compagna di Raoul Bova ha spesso sofferto anche di mal di testa e mal di schiena: «La zona della cervicale è il mio punto debole, perché lì si accumulano le tensioni, ma con lo sport, lo yoga e il pilates ho ottenuto miglioramenti notevoli».

Prima di diventare modella e attrice, Rocío è stata per tanti anni una ballerina: «A sei anni ho iniziato a fare ballo sportivo, una disciplina focalizzata sulla competizione. Essendo una danza di coppia, il lavoro era doppio perché, se un giorno ti sentivi in forma, magari il partner non lo era, o viceversa. Come obiettivo per il 2017 mi piacerebbe almeno a tornare a prendere lezioni di ballo».

La bellissima 28enne ha sempre amato mangiare: «Mi piacciono molto le verdure, il pesce, l’olio buono, ma amo anche i formaggi, vado matta per la mozzarella di bufala e sono golosa di dolci: non concepisco un pasto senza un pezzettino di cioccolato alla fine. Mangio di tutto, anche i cibi più calorici: se presi nelle giuste quantità, secondo me non fanno male. E poi sono fortunata, perché ho un metabolismo che brucia velocemente, anche perché dentro di me c’è sempre una sana ansia che mi stimola a fare bene, come quando sono salita sul palco di Sanremo nel 2014».

A Rocío piace cucinare sia piatti spagnoli, sia italiani: «Se devo colpire, perché ormai ho capito i gusti di voi italiani, faccio la paella. Ci vuole tempo per prepararla, perché viene buona solo con carne e pesce freschi». Mentre, per quanto riguarda la cucina italiana, «non sono ancora brava a capire i tempi di cottura della pasta, ma piano piano sto imparando e soprattutto mi piace molto mangiarla, cosa che quando vivevo in Spagna non facevo».

La gravidanza di Rocío è stata «meravigliosa, non mi rendevo conto neanche di essere incinta perché sentivo un’energia incredibile. Solo a ridosso del parto mi è salita un po’ d’ansia perché la bambina si muoveva molto nella pancia, cosa che in genere nelle ultime settimane non dovrebbe succedere. Così, i medici si sono accorti che la piccola aveva tre giri di cordone intorno e hanno dovuto programmare un cesareo. La notte prima, non riuscendo a chiudere occhio, mi sono messa a fare l’albero di Natale». Come per tutte le mamme, la cosa più faticosa da gestire è la mancanza di sonno: «Dormire è uno dei piaceri della vita, ma negli ultimi anni gli impegni di lavoro mi hanno impedito di farlo quanto volevo. Con il tempo, mi sono abituata ad alzarmi presto e ora c’è Luna che mi dà la sveglia! È una bambina molto allegra, non piange quasi mai, me la porto dappertutto, però di notte si sveglia spesso e fa fatica a riaddormentarsi».

Rocío è cresciuta in una famiglia molto religiosa: «Ho frequentato la scuola dalle suore dai tre ai 18 anni e mi sono trovata molto bene. I miei genitori sono sempre stati legati alla comunità di Sant’Egidio e, una volta alla settimana, andavano a servire i pasti ai senza tetto. Poi, con gli anni, ho trovato la mia dimensione e oggi sento il bisogno di cercare momenti di incontro con Dio attraverso la preghiera. Quando sono arrivata in Italia, ho scoperto le sorelle Comboniane alle quali sono molto legata. Le vado a trovare spesso anche con Luna e mi sento molto vicino a loro, perché danno un aiuto concreto alle persone in difficoltà».

Lo scorso 24 agosto, si trovava a Rieti con la sua famiglia quando c’è stata la prima forte scossa di terremoto: «L’ho vissuta molto male, non mi era mai capitato, ho provato un grande senso di dolore per le vittime, e mi sono subito sentita vicina ai loro famigliari. Proprio per questo tengo molto a “Io ci sono”, l’associazione creata subito dopo il sisma da Raoul per raccogliere i fondi per costruire tre centri ricreativi ad Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto».

CHI È

Nata a Madrid nel 1988, Rocío Muñoz Morales esordisce da piccola nella danza sportiva e successivamente diventa popolare partecipando come insegnante di ballo e coreografa nella versione spagnola del programma televisivo Ballando con le stelle. La sua carriera prosegue fra l’attività di modella e attrice per la televisione spagnola, fino a quando, nel 2012, il regista italiano Paolo Genovese la chiama per il film corale Immaturi - Il viaggio, dove conosce il futuro compagno e padre della figlia Luna: Raoul Bova. Dal 2014, entra a far parte del cast della fiction Un passo dal cielo e, l’anno successivo, viene chiamata da Carlo Conti a co-presentare il Festival di Sanremo insieme a Emma e Arisa, manifestazione dove è tornata come ospite quest’anno.

CIBO
Mangia di tutto, adora la mozzarella di bufala.

VIZI
Non rinuncia ai dolci, soprattutto al cioccolato.

SPORT
Si definisce una “curiosa dello sport”: pratica ciclismo, corsa, arrampicata, yoga, pilates.

OBIETTIVI
Riprendere a studiare danza.

A TEATRO

  

A gennaio, Rocío Muñoz Morales ha debuttato a teatro con Certe notti, spettacolo diretto da Giuseppe Miale su un testo dell’attore Antonio Rosso che parla di terremoti. «Il mio personaggio è una studentessa che ha un atteggiamento molto aggressivo nei confronti degli altri. Alla fine riesce a capire il perché di questa aggressività e per la prima volta ha il coraggio di tirare fuori il grande dolore che ha vissuto in famiglia. Mi hanno proposto di recitare in questo spettacolo prima che ci fossero i terremoti del Centro Italia e, una volta che sono accaduti, sono entrata in crisi: non sapevo se fosse giusto farlo in questo momento. Poi ho pensato che trattando il tema con grande rispetto e con senso di responsabilità sarebbe stato importante far passare il messaggio positivo dello spettacolo: non perdiamoci in cose poco importanti, la vita è una ed è un dono meraviglioso che abbiamo tutti».

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